Calcionews24
·7 de mayo de 2026
Allegri contro la ‘maledizione’ del ritorno: l’ombra di Sacchi e Capello incombe su Max

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Il Milan sta attraversando uno dei momenti più critici della sua storia recente. Quella che doveva essere la stagione della stabilità sotto Massimiliano Allegri si è trasformata in una corsa affannosa verso una qualificazione Champions che, fino a poche settimane fa, sembrava scontata. Il girone di ritorno da incubo, culminato nel crollo di Reggio Emilia, ha trascinato il Diavolo in una spirale di risultati negativi e tensioni interne che minaccia non solo il bilancio, ma l’intero progetto tecnico. Fallire l’Europa che conta significherebbe riaprire ferite che i tifosi credevano definitivamente chiuse.
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In questo scenario, Allegri si trova a convivere con il peso della tradizione e con una statistica che inquieta: quella dei grandi ex tornati sulla panchina rossonera e naufragati. Dopo il ritorno fallimentare di Sacchi nel 1996‑97 e quello di Capello l’anno successivo, anche il tecnico livornese rischia di aggiungersi alla lista. Pur forte del suo passato vincente, Allegri si ritrova oggi a guidare una squadra smarrita, priva di leadership e con uomini chiave come Modrić ai box o Rabiot in evidente calo. La “maledizione del ritorno” sembra bussare alla porta.
Le ultime tre partite contro Atalanta, Genoa e Cagliari diranno se Allegri riuscirà a invertire una rotta che appare segnata o se la sua seconda era al Milan si chiuderà nel peggiore dei modi. La storia corre veloce e il club non può permettersi di restare immobile: il futuro del progetto rossonero passa da questo finale di stagione, un crocevia che vale molto più di una semplice qualificazione europea.







































