Zerocinquantuno
·27 de mayo de 2026
Apericalcio – Tutte le dichiarazioni di Marco Di Vaio: da Italiano a Freuler, da Rowe a Immobile, dal Bologna che è stato a quello che sarà

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Questa sera Marco Di Vaio, d.s. del Bologna, è stato ospite della prima ‘puntata’ di Apericalcio al Campo di Marte, rassegna di talk e incontri sul calcio condotta da Emilio Marrese e Sabrina Orlandi che si svolgerà ogni mercoledì alle 19 presso l’area ex Staveco, in viale Panzacchi 10. Di seguito tutte le dichiarazioni rilasciate dal dirigente ed ex centravanti rossoblù, che ha parlato davvero a 360 gradi spaziando dalla stretta attualità fino al prossimo futuro e al recente passato.
Napoli forte su Italiano – «Non siamo sorpresi dall’incontro di ieri, anche se avvertirci sarebbe stata un’accortezza gradita. Capiamo di cosa si tratta, fa parte del nostro mondo contrattare con gli agenti, aspettiamo di sapere cosa ci dirà il mister e non andiamo dietro a ciò che dicono i media, alcuni dei quali peraltro ora parlano di Napoli su Allegri. Se alla riunione sono andati solo gli agenti o se c’era anche lui, comunque la nostra idea su di Italiano non cambia: dopo l’incontro vi diremo cosa è emerso, sarà domani o venerdì».
Un anno fa il no al Milan – «La scorsa estate Vincenzo ha avuto la grande opportunità di andare al Milan e non ha neanche ascoltato la loro proposta, quello è stato un atto d’amore importante verso il Bologna. Il fatto che in questo momento possa di nuovo ambire ad un top club non mi sorprende».
Nessun problema – «Se Italiano decidesse di restare non ci sentiremmo una seconda scelta: anche Sinisa andò a parlare tante volte, il fatto che il nostro allenatore sia nella lista dei top club ci rende orgogliosi perché siamo convinti di aver preso grande mister, che qui ha vissuto due anni importanti e messo in bacheca una coppa storica: quando hai un tecnico e dei giocatori apprezzati, significa che hai lavorato bene. Certo, ci dispiacerebbe molto se volesse andare via perché pensiamo che con lui avremmo più possibilità di tornare subito in Europa prossimo anno con lui».
Incognite di mercato – «Nel caso di un nuovo mister, sul mercato qualcosa potrebbe cambiare a livello di caratteristiche di qualche rinforzo, ci adegueremmo alle sue richieste. Se invece restasse Italiano, per esempio, Holm partirebbe di nuovo. Comunque abbiamo una buona base, le posizioni da coprire non sono tantissime e su alcuni giocatori abbiamo già le idee chiare a prescindere dalla guida tecnica, infatti eventualmente non penso che opteremmo per un allenatore che utilizza il 3-5-2 ma andremmo su uno che utilizza un modulo simile a quello attuale. Sarà un mercato lungo e reso ancora più difficile dal Mondiale. Due anni fa non volevamo vendere Calafiori ma pensavamo di cedere Lucumí, poi Riccardo concluse la sua bellissima stagione con un Europeo importante e da lì si scatenò inferno su di lui: a quel punto non fu più possibile trattenerlo».
Freuler, addio non scontato – «Su Remo non abbiamo messo la parola fine, ci siamo riabbracciati senza affatto escludere la possibilità di rivederci: aspettiamo lui».
Fenomeno Rowe – «Jonathan è un ragazzo assolutamente sereno che ci ha sorpreso per la sua maturità: nei primi tre-quattro mesi ci abbiamo parlato spesso, si è sempre preso responsabilità e non ha mai dato colpe a nessuno, sapeva se non stava riuscendo a dimostrare il suo valore ma che aveva solo bisogno di tempo. E così è stato: ha fatto una seconda parte di stagione notevole e qui è contento, da lui non abbiamo ricevuto segnali di alcun tipo».
Sconfitte indigeste – «Vincendo contro il Verona in casa saresti uscito definitivamente dal periodo negativo: una squadra come la nostra deve portare a casa quelle partite, quella caduta non ci stava proprio».
Voto alla stagione – «Dico sette perché per me è stata buona: quasi sessanta gare sono tante ma per me la squadra è stata sempre competitiva, abbiamo proposto il nostro calcio dappertutto e in Europa siamo usciti per mano della squadra poi vincitrice. L’Aston Villa non c’entrava niente in quella competizione: se ci fossimo trovati dall’altra parte del tabellone chissà, magari saremmo potuti andare più avanti. Bene anche in Supercoppa, pur con l’amarezza della finale persa».
Un altro rammarico – «In Coppa Italia siamo usciti ai rigori, in certe competizioni ci vuole anche fortuna: l’anno scorso, per esempio, in semifinale abbiamo trovato l’Empoli. La squadra è sempre stata focalizzata sul tipo di calcio che voleva proporre, con forza e mentalità, ma purtroppo durante un percorso così lungo possono capitare degli alti e bassi».
Giudizio sui nuovi – «Tanti dei giocatori arrivati in estate sono andati bene. Pensavamo che potesse funzionare meglio l’operare Immobile, purtroppo non è andata così ma può capitare: ha pesato tanto il serio strappo muscolare patito alla prima di campionato, un infortunio che alla sua età condiziona pesantemente il recupero fisico. Peccato perché Ciro era arrivato qui con fame e predisposizione. Abbiamo invece vinto la scommessa fatta su Bernardeschi, e ne siamo molto felici. La nostra era una rosa lunga, profonda e composta da buoni elementi, anche se visto il numero corposo non è sempre stato facile gestirli: si tornerà ad un organico di ventidue-ventitré effettivi, dobbiamo accorciarlo per rendere più facile la vita al tecnico ed essere più sostenibili dal punto di vista economico».
Panoramica sulla difesa – «Heggem è stato uno dei migliori fino a dicembre, Lucumí ha faticato un po’ all’inizio forse anche per la questione mercato e poi è tornato ad alti livelli. Vitik magari ci sorprenderà, ha buonissime qualità ma forse l’abbiamo portato un po’ al limite negli uno contro uno a tutto campo, per lui non è stato facile ma mi è piaciuta tanto la sua predisposizione al lavoro e alla crescita. Helland è un giovane di prospettiva con davanti un futuro importante: è attento e veloce a dispetto della stazza, forse gli manca un pizzico di personalità col pallone tra i piedi perché in allenamento dimostra molto più coraggio che in partita».
Orsolini a due facce – «Se vuoi provare a tornare in Europa devi avere una squadra forte, e davanti a mio avviso siamo messi bene. Se Orsolini ha sofferto la presenza di Bernardeschi? Andrebbe chiesto al ragazzo, è sereno e a noi non ha manifestato alcun disagio: a mio avviso è semplicemente stata un’annata dai due volti, la prima molto bene e la seconda con qualche difficoltà e un buon finale».
Castro, bomber in divenire – «’Santi’ ha tantissimi margini di miglioramento e ne è consapevole, sa che quanto fatto finora è solo una base di partenza. Non ha ancora quella continuità tipica di un centravanti di ventisei-ventisette anni, spesso in quel ruolo ci vuole un po’ più di tempo».
Dallinga poco pervenuto – «Thijs non ha fatto i passi che ci aspettavamo, forse ha sofferto la concorrenza di Castro. Dal punto di vista dei movimenti e della tecnica gioca meglio lui con la squadra, ma ‘Santi’ ha fatto due anni di grande carattere quando hai quel carattere lì migliori».
Sorpresa Pessina – «Massimo è stato gestito bene. Già in Primavera da sottoetà aveva dimostrato di avere determinate qualità, la possibilità di lavorare con la Prima Squadra gli ha permesso di capire cosa migliorare durante allenamenti e partite. Il prossimo anno? Vedremo, secondo me alla sua età deve continuare a giocare, è troppo importante per fare esperienza».
Operazione flop… – «Sono rimasto deluso da Skov Olsen, ero veramente convinto che fosse buon giocatore ma purtroppo caratterialmente non ha retto il salto nella Serie A italiana: secondo me uno con le sue qualità poteva fare molto meglio».
…e operazione top – «Joshua era un grande giocatore ma a livello caratteriale gli mancava qualcosa: abbiamo scommesso fortemente su ciò che potevamo dargli per fargli trovare la serenità unita alla giusta pressione per crescere e completarsi come attaccante».
Un altro sguardo al futuro – «Ferguson? Con Lewis siamo rimasti che ci ritroveremo a luglio, poi siamo solo a fine maggio e come ben sapete sul mercato può succedere di tutto. A volte ci dobbiamo adeguare alle richieste dei ragazzi, ma né lui né altri finora ci hanno chiesto la cessione. Qualcuno partirà, ma non è nostra intenzione smantellare la squadra: vogliamo rimanere competitivi per arrivare ad aprile a giocarci la Coppa Italia e una qualificazione europea, quello a cui un club come il nostro deve puntare».







































