Baggio ammette: «Lippi mi chiese di fare nomi di chi gli andava contro: dissi no! Iniziò a provocarmi» | OneFootball

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·21 de mayo de 2026

Baggio ammette: «Lippi mi chiese di fare nomi di chi gli andava contro: dissi no! Iniziò a provocarmi»

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Baggio ammette: «Lippi mi chiese di fare nomi di chi gli andava contro: dissi no! Iniziò a provocarmi». Segui le ultimissime

Roberto Baggio, l’indimenticabile “Divin Codino” e Pallone d’Oro 1993, ha dichiarato una clamorosa rivelazione. Nel suo nuovo libro autobiografico, intitolato “Luce nell’oscurità”, l’ex fuoriclasse ha raccontato un curioso e inedito aneddoto legato a Marcello Lippi, il tecnico viareggino che avrebbe poi guidato l’Italia alla vittoria del Mondiale nel 2006. Lippi ha allenato Baggio all’Inter nella stagione 1999/2000.


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LIPPI INTER – «Marcello Lippi volle incontrarmi a marzo e mi chiese di fargli i nomi di chi, nello spogliatoio, avrebbe potuto remare contro di lui. Risposi a modo mio: ‘Mister, io mi alleno al massimo, lei valuterà se merito di giocare o no, ma non mi chieda altro».

MOBBING – «Indispettito, Lippi cercò fin dall’estate di provocarmi, per istigare una mia reazione. Un giorno mi urlò con toni arroganti e aggressivi: ‘Fenomeno, dillo ai compagni che cosa non ti sta bene’. Io risposi con la massima tranquillità: ‘Mister, dica lei ai compagni cosa mi ha chiesto di fare».

SPAREGGIO CHAMPIONS – «Quando feci una battuta a un giornalista, dicendo che l’Inter era come una Ferrari pilotata da un vigile urbano, alla ripresa degli allenamenti fui messo a centrocampo per un pubblico processo davanti ai compagni. Poi Lippi fu praticamente costretto a schierarmi nello spareggio contro il Parma a Verona per la qualificazione in Champions League, furono mie le due reti decisive. Io giocavo per la mia squadra, per onorare la maglia e i tifosi. Facevo solo il mio dovere, con la passione di sempre: giocare a calcio e far divertire gli spettatori».

TIFO – «L’amore popolare mi ha dato tanto nella vita e mi commuove ogni volta per la sua potenza. Ho sempre fatto il massimo per ricambiarlo: questo attraeva, inevitabilmente, molta invidia. Che acceca, corrompe, corrode il cuore di chi non sa fare i conti con il proprio ego».

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