Ballotta: «Ho grandi ricordi degli anni alla Lazio. Sarri potrebbe rimanere vincendo la Coppa Italia. Motta ha qualità importanti!» – ESCLUSIVA | OneFootball

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·15 de abril de 2026

Ballotta: «Ho grandi ricordi degli anni alla Lazio. Sarri potrebbe rimanere vincendo la Coppa Italia. Motta ha qualità importanti!» – ESCLUSIVA

Imagen del artículo:Ballotta: «Ho grandi ricordi degli anni alla Lazio. Sarri potrebbe rimanere vincendo la Coppa Italia. Motta ha qualità importanti!» – ESCLUSIVA

Marco Ballotta, ex portiere della Lazio, ci ha concesso un’intervista esclusiva sull’attualità ed il futuro della società di Claudio Lotito e la squadra di Maurizio Sarri

Marco Ballotta ha vissuto una parte importante della sua carriera in biancoceleste, con la quale maglia si è tolto la soddisfazione di vincere diversi trofei. L’ex portiere della Lazio ha parlato con noi di LazioNews24 in esclusiva sul momento della squadra di Maurizio Sarri, Edoardo Motta, la scuola dei portieri italiani e non solo. Le sue parole:

Che idea si è fatto della stagione della Lazio tra la contestazione dei tifosi e un calciomercato invernale molto discusso?


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«Praticamente sta andando come si pensava, c’è stato il rinnovo con promesse fatte e non mantenute nei confronti di Sarri, gli è stato detto che si doveva fare un mercato di un certo tipo, ma non è stato fatto. Sarri da professionista è rimasto, ha fatto il suo dovere, e in più a gennaio sono andati via due o tre giocatori importanti e non ha neanche preteso di fare un campionato di un certo livello. Quest’anno potrebbe essere un anno di transizione, però bisogna vedere a fine campionato cosa succederà, se Sarri rimarrà, che tipo di obiettivi si potranno prefissare per il prossimo campionato; questo è Lotito che lo deve decidere. Quest’anno stava facendo il campionato che meritano nel senso che di più si faceva fatica. A questo punto avrebbero potuto avere un punto, due in più, tre, quello che è, però la posizione è quella. La Lazio è nel lotto di due, tre squadredi metà classifica che non sono né carne né pesce».

Negli scorsi mesi c’è stato un botta e risposta a distanza tra Claudio Lotito e Maurizio Sarri. Crede che questo possa portare ad una separazione tra il tecnico e la Lazio? Si parla di una Fiorentina molto interessata a lui.

«Ma sì, Sarri ha un contratto triennale, quindi, anche per la società è un peso, dovranno prendere una decisione se continuare o se trova un’altra squadra. Perché se non trova squadra non so se si metteranno d’accordo sulla buonuscita o continuare a pagarlo. Perciò comunque da qui alla fine c’è ancora una Coppa Italia da giocare, vedremo come andrà a finire, però è indubbio che a fine stagione si metteranno a sedere e il presidente dovrà proporgli qualcosa di interessante, di vero. Questo perché penso che Sarri dopo questa stagione ne ha avuto abbastanza. Ma solo perché gli è stato promesso qualcosa che poi non è stato mantenuto. E’ indubbio che Sarri ambisce anche a qualcosa di superiore a livello di classifica, non ad un campionato del genere, ma a fare un campionato di vertice. Però bisogna aspettare a fine campionato perché non si sa mai con la Coppa Italia cosa può succedere: magari vincendo un trofeo e possono cambiare le cose. Sicuramente nel mercato di luglio dovrà succedere qualcosa di interessante altrimenti non penso che rimanga».

L’eventuale vittoria della Coppa Italia può salvare la stagione della Lazio?

«Visto come è stata l’annata penso che la stagione sarebbe salvata, per come si è messa la situazione pensare di vincere un trofeo quest’anno penso che fosse impensabile. Se riesci a vincerlo hai fatto qualcosa di importante, visto l’andamento del campionato e la qualità della squadra. In caso si andrebbe a giocare una semifinale e un’eventuale finale con squadre molto importanti, anche l’Atalanta a questo punto punterà molto sulla Coppa Italia. E’ molto lontana dalla zona Champions e quindi saranno proiettati a vincere un trofeo anche loro. Se la Lazio vinceò la Coppa Italia non dico che sarà un miracolo, però sarebbe una cosa molto importante e potrebbe cambiare qualcosa. Però la vittoria non deve rimanere solo la vittoria, da lì poi si deve partire per ricreare una condizione per poter lottare per traguardi diversi».

L’infortunio patito da Ivan Provedel ha regalato una grande chance a Edoardo Motta. Che ne pensa del giovane portiere dei biancocelesti?

«Motta era un punto di domanda perché aveva giocato qualche partita in Serie B, poi dopo non si conosceva e quando è stato chiamato in causa mi sono detto “speriamo che parta bene”. Questo perché se magari non parti benissimo la Lazio è una piazza abbastanza importante, quindi poteva essere condizionato. Invece è andato bene subito, sinceramente in tutte le partite che ha giocato ha fatto buone cose, si sta comportando nella giusta maniera. È giovane, commetterà sicuramente qualche errore com’è normale che sia, ma ha dimostrato di avere qualità importanti, ci si può anche fare affidamento».

Qual è il ricordo più bello che le viene in mente ripensando ai suoi anni alla Lazio?

«Ne ho parecchi perché abbiamo avuto la fortuna di vincere qualcosa, ho ottenuto un record di longevità con la Lazio in campionato e in Champions. Penso che i sei anni passati alla Lazio siano stati forieri di soddisfazioni, abbiamo vinto un campionato, due Coppe Italia, una Coppa delle Coppe: sono contento. Non ricordo una partita o un trofeo nello specifico, ma sono stati i sei anni importanti e belli; anche nei momenti negativi abbiamo sempre tirato fuori qualcosa di positivo. Sono contento dei sei anni passati alla Lazio!»

Grande delusione per l’Italia, reduce dalla sconfitta contro la Bosnia. Lei da quale commissario tecnico ripartirebbe dopo Gattuso? Circolano i nomi di Conte e Allegri tra gli altri.

«Io più che altro ripartirei dal presidente, perché non sono gli allenatori che sono importanti adesso per l’Italia. Adesso è importante cambiare completamente il modo, trovare soluzioni diverse: siamo in un momento veramente delicato nel quale non troviamo più ragazzi di un certo livello. C’è da lavorare in questo senso, perché prima degli allenatori ci vuole proprio uno staff dirigenziale che abbia le idee chiare e che sposi la causa non solo a chiacchiere. Adesso è importante quello, poi dopo chi sarà l’allenatore penso che sia secondario. Serve un discorso a lungo termine perché non si può avere la pretesa che in due o tre anni si risolva il problema. Ci vorranno almeno sette o otto anni cominciando a lavorare bene da oggi, altrimenti perdiamo ancora tempo, per questo motivo dico che l’allenatore è secondario. Poi dopo può andare bene Allegri, come Conte, però ci vogliono dirigenti di un certo livello».

La scuola italiana dei portieri è sempre molto florida. Le faccio i nomi di Caprile, Carnesecchi e Vicario. Che ne pensa dei portieri di Cagliari, Atalanta e Tottenham?

«Siamo tornati la scuola di portieri che eravamo e che siamo sempre stati, c’è stato un buco generazionale, fortunatamente in quel periodo c’era Buffon, ma c’era solo lui. Poi dopo è arrivato Donnarumma altrimenti avremmo avuto un po’ di problemi. Invece per quanto riguarda gli altri ruoli, si pensa molto a giocare di squadra, ma si cura poco l’individualità. Invece chi fa la differenza spesso è quello che ti salta l’uomo, quello che ti trova la giocata, e di questi giocatori ce ne sono veramente pochi. Si pensa giustamente, a volte, sul calcio globale, nel senso che tutta la squadra deve partecipare, però se non hai quello che ti risolve la partita, ti salta l’uomo, fai fatica. Adesso prendono tutti giocatori che devono essere un metro e novanta per novanta chili, tutti grandi e grossi. Però vedo che ogni squadra adesso c’ha il piccolino, il Conceiçao della situazione, il Yildiz insomma, quelli che possono fare la differenza. Ce ne sono pochi, bisognerebbe partire e cercare di migliorare tecnicamente tutti questi giocatori perché è quello che fa la differenza.

C’è anche da curare il nostro settore italiano, perché nel nolstro campionato il settanta per cento sono stranieri. Mi sembra che al momento l’Italia sia diventata come poteva essere la Cina in un periodo dove andavano a giocare a fine carriera i giocatori, o l’Arabia stessa. Adesso vengono giocatori di una certa età, anche se di buon livello, a far parte di questo campionato. Invece una volta arrivavano giocatori di un certo livello perché l’Italia era ambita. Oggi non è più così.

Carnesecchi, Caprile e Vicario? Carnesecchi sta dimostrando già da un paio d’anni di essere in vantaggio sugli altri due. Caprile sta disputando il suo primo campionato intero di Serie A finalmente, così si può mettere in mostra a Cagliari… forse è quello un po’ più indietro, però in prospettiva sicuramente è tra i migliori. Vicario si sta facendo la sua esperienza in Inghilterra dove il campionato è sicuramente di più alto livello e sono tre portieri, quattro con Donnarumma, che per sette-otto anni si alterneranno tra di loro. Perché per il momento sono i quattro più forti. Poi stanno venendo su le nuove leve come appunto Motta, come anche tanti altri; in quel ruolo lì siamo stracoperti».

Si ringrazia Marco Ballotta per la disponibilità e gentilezza mostrate nel corso di questa intervista

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