PianetaBari
·25 de mayo de 2026
Bari, pronta l’ennesima rivoluzione. Ai saluti anche Longo e Di Cesare 👋

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·25 de mayo de 2026

Il silenzio assoluto della proprietà dopo la retrocessione continua a generare rabbia, dubbi e grande incertezza attorno al futuro del Bari. Gli unici a parlare davanti ai microfoni sono stati Longo e Di Cesare, ma dopo il crollo culminato con la discesa in Serie C, dalla società non è arrivata alcuna spiegazione né una presa di posizione ufficiale: un’assenza pesante, l’ennesima, che alimenta ulteriormente il malcontento di una piazza già profondamente delusa e rende ancora più incerto il domani biancorosso.
Ciò che appare ormai inevitabile, però, è che il Bari del futuro sarà profondamente diverso da quello attuale. La retrocessione ha aperto il tempo delle riflessioni, ma più che semplici valutazioni si prospetta una vera e propria rivoluzione tecnica e societaria, l’ennesima dell’era De Laurentiis. La caduta in Serie C è stata troppo pesante e mortificante per pensare di proseguire nel solco del progetto attuale con l’attuale proprietà.

Copyright: SSC Bari
Salvo clamorosi colpi di scena, il nuovo Bari non ripartirà né da Moreno Longo né da Valerio Di Cesare. Entrambi – riportano dal Bari – risultano ancora legati al club da un contratto fino al 2027, ma il verdetto del campo sembra destinato a interrompere il rapporto anche dal punto di vista formale. La sensazione, inoltre, è che il loro destino fosse già segnato da tempo, indipendentemente dall’epilogo finale della stagione.
Su Longo pesa inevitabilmente il fallimento dell’obiettivo salvezza. Chiamato per rilanciare le ambizioni biancorosse dopo una stagione già complicata, il tecnico non è mai riuscito a dare continuità e identità a una squadra fragile mentalmente e incapace di reagire nei momenti decisivi. La retrocessione rappresenta una ferita troppo profonda per immaginare una prosecuzione del progetto tecnico.
A incidere negativamente, per il secondo anno consecutivo, anche una gestione dello spogliatoio pessima e una mancata assunzione di responsabilità, culminata con il discusso intervento davanti ai microfoni nel quale, a retrocessione ormai consumata, veniva sottolineata la “media da nono posto” ottenuta dal suo arrivo. Un soliloquio tanto inutile quanto snervante.

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Anche il percorso di Di Cesare sembra destinato a chiudersi. L’ex capitano, oggi dirigente biancorosso, dovrebbe salutare dopo una stagione vissuta tra difficoltà, contestazioni e una delusione difficile da cancellare, inizialmente all’ombra di Magalini e poi, da gennaio, da solo alla guida dell’area tecnica.
Il cambiamento, però, non riguarderà soltanto allenatore e dirigenza sportiva. Gran parte dei protagonisti dell’attuale rosa è destinata a lasciare Bari nelle prossime settimane. Tra prestiti in scadenza, stipendi importanti e calciatori intenzionati a restare in categorie superiori, il club sarà costretto a ripartire quasi completamente da zero. La Serie C imporrà inevitabilmente una revisione profonda dei costi e delle strategie societarie. Serviranno nuovi interpreti, motivazioni diverse e soprattutto un progetto credibile agli occhi di una tifoseria ormai esasperata.







































