Bartesaghi si confessa: «Il Milan è un sogno a occhi aperti, è un’emozione incredibile ogni volta che varco i cancelli» | OneFootball

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·2 de abril de 2026

Bartesaghi si confessa: «Il Milan è un sogno a occhi aperti, è un’emozione incredibile ogni volta che varco i cancelli»

Imagen del artículo:Bartesaghi si confessa: «Il Milan è un sogno a occhi aperti, è un’emozione incredibile ogni volta che varco i cancelli»

Bartesaghi si racconta in un’intervista rilasciata ai microfoni della società Milan: il suo amore incondizionato verso i colori rossoneri

Protagonista dell’ultimo episodio di “On the road”, il giovane Bartesaghi ha ripercorso le tappe fondamentali della sua crescita nel club. Dalle prime volte al Vismara fino alla quotidianità di Milanello, il difensore ha spiegato cosa significhi per un tifoso sfegatato difendere i colori della propria squadra del cuore.

Il primo pensiero quando varchi i cancelli di Milanello?

«Già solo il fatto di varcarlo è incredibile. Mi ricordo il primo giorno che sono venuto qua ad allenarmi… Ancora mi portava mio padre ed era stata un’emozione incredibile per entrambi. Ogni volta che passo questo cancello cerco sempre di farmi venire in mente il ragazzo che ero e quindi cerco sempre di dare il massimo quando sono in campo».


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Quanto sei tifoso del Milan?

«Tanto. Lo sono da quando ero veramente piccolo. Mio padre mi ha trasmesso la passione Milan, poi quando ero piccolo ho iniziato a giocarci, quindi sono tifosissimo da quando ero piccolo. Il primo ricordo in assoluto era il primo giorno di provino. Ho varcato i cancelli del Vismara e mi ero trovato due leggende come Paolo Maldini ed Angelo Carbone. Ma più per mio padre, lui li conosceva meglio. È stato qualcosa di incredibile».

La prima maglia del Milan che hai avuto?

«Forse me l’aveva regalata mio padre, ma non ricordo l’anno. Era senza nome, con un paio di firme. Ce l’ho appesa in camera in un quadretto».

Il tuo idolo da bambino?

«Oltre a Paolo Maldini osservavo Marcelo, lì iniziavo a bazzicare il calcio. Ero senza parole».

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