Juventusnews24
·30 de mayo de 2026
Benitez si candida al ruolo di ct dell’Italia: «Mi piacerebbe. L’idea di diventare commissario tecnico è molto intrigante»

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Il futuro della panchina azzurra potrebbe tingersi di una suggestione internazionale dal sapore familiare. Il nome di Rafa Benitez torna a circolare con forza nel panorama calcistico italiano, e non per una semplice voce di corridoio. L’ex tecnico di Inter e Napoli, reduce dall’esperienza sulla panchina del Panathinaikos, ha espresso chiaramente il suo desiderio di rimettersi in gioco ai massimi livelli, strizzando l’occhio alla FIGC.
Durante una recente intervista rilasciata a Sky Sport, l’allenatore spagnolo non ha nascosto le proprie ambizioni, commentando i rumors che lo accosterebbero alla Nazionale. Con la consueta eleganza, il manager iberico ha ammesso: «Ci sto lavorando, sto migliorando il mio italiano… L’idea di diventare il commissario tecnico di una nazionale è sicuramente molto intrigante. Se mi piacerebbe? Assolutamente sì». Una dichiarazione d’amore che accende il dibattito, specialmente in un momento in cui la panchina dell’Italia è al centro di numerose speculazioni.
Oltre ai progetti personali, lo sguardo di Benitez si è soffermato sulle dinamiche della Serie A, analizzando da vicino i destini delle sue ex squadre. A Napoli si è appena conclusa l’era targata Antonio Conte, e la decisione di Aurelio De Laurentiis di affidare la squadra a Massimiliano Allegri ha trovato il pieno appoggio dello spagnolo: «Conosco bene De Laurentiis, è un uomo molto intelligente e sa perfettamente che Allegri possiede l’esperienza giusta per una piazza del genere. Non è affatto facile trovare un sostituto che sia allo stesso altissimo livello di Conte, ma il presidente lo ha trovato».
La riflessione di Benitez si è poi spostata a Milano, sponda nerazzurra, dove Cristian Chivu ha appena conquistato uno storico Double. Lo spagnolo, che ha guidato l’ex difensore rumeno nel post-Triplete del 2010, ha voluto esprimere la sua ammirazione per l’ex allievo: «Da giocatore era estremamente intelligente, ma all’inizio non avrei mai immaginato potesse diventare un allenatore. Tuttavia, quando unisci l’intelligenza tattica a una squadra così forte, tutto diventa più semplice. Quando cerchi di inventare troppe cose nuove la situazione si complica, ma i titoli si vincono esattamente così: con una rosa competitiva e un tecnico intelligente».







































