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·24 de marzo de 2026

Biglietti dei Mondiali troppo cari: reclamo dei tifosi all'Ue contro la FIFA

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La vendita dei biglietti per le partite dei Mondiali 2026, che si svolgeranno in USA, Messico e Canada e prenderanno il via il prossimo 11 giugno, è stata da sempre al centro delle polemiche per la scelta della FIFA di applicare un metodo a prezzi dinamici, che ha di fatto permesso un boom delle cifre richieste per accedere agli impianti, quasi indipendentemente dalla partita che si giocherà e dal turno della competizione.

Proprio per questo Football Supporters Europe (FSE) ed Euroconsumers hanno presentato una denuncia formale alla Commissione europea contro la FIFA, sostenendo che l’organo di governo del calcio mondiale ha abusato della sua posizione di monopolio per imporre prezzi dei biglietti eccessivi e condizioni e processi di acquisto opachi e ingiusti nei confronti dei tifosi europei in vista della Coppa del Mondo 2026.


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Diversi i punti evidenziati dalla denuncia dei due enti, che sottolineano che «la FIFA detiene un monopolio sulla vendita dei biglietti per la Coppa del Mondo 2026 e ha utilizzato quel potere per imporre condizioni ai tifosi che non sarebbero mai accettabili in un mercato competitivo. Per molti, questa è un’esperienza unica nella vita; un accesso equo e trasparente ai biglietti è essenziale».

In particolare Euroconsumers e FSE hanno identificato sei abusi specifici, che vengono elencati nel comunicato ufficiale e spiegati punto per punto:

  1. Prezzi altissimi – più alti rispetto alle edizioni precedenti e più alti rispetto alla stessa stima della FIFA

I biglietti finali più economici disponibili apertamente ora partono da 4.185 dollari, più di sette volte il costo del biglietto più economico per la finale della Coppa del Mondo 2022. Al contrario, i biglietti più economici per la finale di UEFA EURO 2024 ammontavano a 95 euro (circa 100 dollari). I documenti di candidatura della stessa FIFA prevedevano un prezzo medio del biglietto di 1.408 dollari, ma quel numero è stato ampiamente superato.

  1. Pubblicità ingannevole – il biglietto da 60 dollari

La FIFA – secondo le accuse di FSE – ha ripetutamente pubblicizzato biglietti da 60 dollari per la fase a gironi. Tuttavia, i biglietti erano pochi, tanto che l’intero inventario della Categoria 4 sarebbe andato esaurito prima che si aprissero le vendite al pubblico generale. Non solo questa cosa ha lasciato i tifosi delusi, ma anche pubblicizzare un prezzo che non è realmente disponibile può configurarsi come pubblicità ingannevole.

  1. Prezzi dinamici incontrollati – prezzi che continuavano a salire senza preavviso

La FIFA ha utilizzato il “prezzo variabile”, o prezzo dinamico, senza limite e senza trasparenza – sempre secondo l’accusa di FSE – su come i prezzi vengono stabiliti. Alcuni biglietti sono aumentati del 25% tra le fasi di vendita. I tifosi non avevano un modo chiaro di conoscere il prezzo finale prima di entrare nella coda.

  1. Regole opache – mancanza strutturale di trasparenza

Le posizioni dei posti, le mappe degli stadi e persino le squadre che giocano non sono garantite al momento dell’acquisto. I tifosi stanno spendendo migliaia senza sapere cosa stanno ottenendo.

  1. Tattiche di vendita sotto pressione – alimentare la paura di perdere l’occasione

Email ai tifosi garantivano “accesso esclusivo” a una finestra di biglietti “limitata” che non riflette la realtà. Creando un’urgenza artificiale, la FIFA – secondo FSE – avrebbe fatto pressione sui tifosi affinché prendessero decisioni affrettate.

  1. Una doppia vincita – pagare due volte nelle rivendite

La FIFA scoraggia le piattaforme di rivendita consolidate come “non sicure” e indirizza i tifosi verso il proprio marketplace, dove sia l’acquirente sia il venditore vengono addebitati di una commissione del 15%, aumentando significativamente il costo complessivo per i tifosi.

Visto che alla competizione mancano sempre meno giorni, «Euroconsumers e FSE stanno chiedendo alla Commissione Europea di agire ora e ordinare alla FIFA di:

  • Smettere di usare il prezzo dinamico per tutti i biglietti venduti ai tifosi nello SEE per il resto della Coppa del Mondo 2026
  • Congelare i prezzi dei biglietti per la prossima fase di vendita di aprile ai livelli annunciati dalla stessa FIFA nel dicembre 2025
  • Pubblicare, almeno 48 ore prima dell’apertura della finestra di aprile, quanti biglietti restano in ogni categoria e esattamente dove si trovano quei posti nello stadio
  • Rispettare i diritti dei consumatori sia nel mercato primario sia in quello secondario dei biglietti».

«Il calcio è una passione universale, ma la FIFA lo sta trattando come un lusso privato sfruttando il suo monopolio assoluto sulla biglietteria della Coppa del Mondo. Imponendo prezzi opachi, schemi oscuri per fare pressione sugli acquirenti e commissioni di rivendita esorbitanti, la FIFA sta imponendo un onere finanziario ingiusto a milioni di tifosi europei. Stiamo chiedendo alla Commissione Europea di intervenire immediatamente con misure provvisorie per fermare queste pratiche sfruttatrici prima che inizi il torneo del 2026», ha dichiarato Marco Scialdone, responsabile del contenzioso di Euroconsumers.

Queste invece le parole di Ronan Evain, direttore esecutivo di Football Supporters Europe: «Da diversi mesi ormai abbiamo esortato la FIFA a fare la cosa giusta per i tifosi e a riconsiderare le sue politiche di biglietteria aggressive e sfruttatrici. Il fallimento della FIFA nel coinvolgere in una consultazione significativa le parti interessate ci ha lasciato ancora una volta senza altra opzione che unire le forze con Euroconsumers nel presentare questa denuncia alla Commissione Europea. La FIFA indica le sue cifre di vendita non confermate come convalida delle sue pratiche di biglietteria ingiuste, mentre la realtà è che lasciano ai tifosi fedeli nessun’altra scelta – pagare o rinunciare».

Infine, le due organizzazioni richiedono il divieto all’utilizzo del prezzo dinamico da parte della FIFA per i prossimi eventi dal vivo: «Euroconsumers è stata in prima linea nel sottolineare i rischi del prezzo dinamico negli eventi dal vivo. Insieme a Football Supporters Europe, Live DMA e Reset Network ha chiesto un divieto di questa pratica per, ad esempio, eventi sportivi e culturali, dove l’offerta limitata e l’alta domanda lasciano i consumatori con poca scelta reale – si legge –. Il caso FIFA è una dimostrazione dolorosa di ciò a cui porta il prezzo dinamico quando un organizzatore detiene tutto il potere».

«Il prezzo dinamico trasforma la fedeltà dei tifosi in una guerra di offerte, gonfia i costi senza valore aggiunto ed esclude molti sostenitori. La FIFA deve fermare questa pratica e garantire che tutti i tifosi possano accedere ai biglietti in condizioni eque e trasparenti», ha infine dichiarato Els Bruggeman, responsabile delle politiche e dell’applicazione presso Euroconsumers.

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