Boi su Gaetano: «Al Cagliari non si presenta solo un’offerta convincente, ma anche la volontà di essere ceduto» | OneFootball

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·17 de junio de 2026

Boi su Gaetano: «Al Cagliari non si presenta solo un’offerta convincente, ma anche la volontà di essere ceduto»

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Giuseppe Boi, giornalista de “Il Tirreno”, ha commentato le dinamiche di mercato in casa Cagliari a partire dalla situazione di Gaetano

Il mercato estivo rossoblù entra subito nel vivo con un botta e risposta a distanza che svela i retroscena delle strategie societarie. Le dinamiche per la costruzione della rosa si incrociano inevitabili con il peso dei procuratori e la reale volontà dei calciatori, aprendo un dibattito acceso sulle regole non scritte delle trattative.


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La replica di Pietro Accardi alle parole dell’agente

Come sottolineato dal giornalista de Il Tirreno Giuseppe Boi tramite il suo profilo Instagram, si arricchisce la vicenda legata a Gianluca Gaetano e alle parole del suo agente Giuffredi sulla possibilità di tornare a Napoli; parole a cui è seguita la replica del nuovo ds Accardi in conferenza stampa di presentazione a Sa Manifattura. In merito il collega Boi ha scritto:

«CHI HA ORECCHIE PER INTENDERE? Ci sono voluti 7 giorni, ma la risposta (pubblica) è arrivata. Lo scorso 9 giugno. il procuratore Mario Giuffredi diceva: «Gaetano è un giocatore da Napoli, ho consigliato di riprenderlo. Mi aspetto che abbia un ottimo mercato, in quel ruolo ora è da Nazionale e da grande club. Ho consigliato a Manna anche Sebastiano Esposito”. A rispondergli è stato il nuovo ds del Cagliari Pietro Accardi in occasione della sua presentazione: “Noi vogliamo confermare e aggiungere. Ci vuole però anche la volontà dei calciatori”.

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Le parole di Accardi mettono l’accento su un particolare che sfugge ai tifosi. I giocatori non sono pere, mele o zucchine che compri o vendi un tanto al chilo. Sono tanto dei liberi professionisti a contratto, quanto un coacervo di interessi di complessa gestione. Da quando non esiste il vincolo sportivo (che fino al 1981 impediva all’atleta professionista di trasferirsi senza il consenso del club) di fatto è stato dato un grande potere ai giocatori (giustamente) e ai procuratori (purtroppo). Insomma, nel calciomercato i matrimoni si celebrano in tre e la parola decisiva spetta al calciatore. Dirlo toglie quel velo di ipocrisia a chi cambia squadra, con tanto di aumento salariale, ma si nasconde dietro un dito aiutato da tifosi sempre pronti a mettere all’indice le sole società (vedi a Cagliari il caso Luperto). Chi scrive ha già dichiarato di non approvare l’addio ad Angelozzi, ma attenzione: Pietro Accardi non è l’ultimo arrivato. Chi lo valuta per l’anno orribile vissuto alla Sampdoria ignora un elemento chiave: ha sì operato in una piazza importante e con un buon monte ingaggi per la B, ma anche con l’Agenzia dell’entrate ogni giorno nel suo ufficio. Nei suoi 10 anni all’Empoli ha fatto un miracolo: la società azzurra ha disputato 17 campionati di A, 7 con Accardi. E il ds si è confrontato chissà quante volte con calciatori che premevano per partire. Ora è a Cagliari e chi ha orecchie per intendere, intenda: nessuno è incedibile, ma chi vuole andare deve portare non solo un’offerta che soddisfi le richieste della società, ma deve anche chiedere di essere ceduto».

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