Bologna, i motivi dietro alla sconfitta con l’Aston Villa. Cosa non ha funzionato al Dall’Ara: l’analisi post Europa League! | OneFootball

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·10 de abril de 2026

Bologna, i motivi dietro alla sconfitta con l’Aston Villa. Cosa non ha funzionato al Dall’Ara: l’analisi post Europa League!

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Bologna, i motivi che han portato alla sconfitta con l’Aston Villa. Cosa non ha funzionato al Dall’Ara: l’analisi tattica del match di Europa League

Sulle pagine del Corriere dello Sport, Bruno Bartolozzi firma un editoriale intriso di lucida amarezza e disperato romanticismo per analizzare il tonfo interno del Bologna contro l’Aston Villa nell’andata dei quarti di Europa League. Un 1-3 che suona come una condanna, maturato in una serata dove «il Bologna è rinato due volte e due volte è caduto tra la fine del primo tempo e l’inizio della ripresa, poi alla fine della gara».


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Imperdonabili ingenuità

La squadra di Italiano ha cullato a lungo l’illusione di poter spezzare la magia nera del Dall’Ara, stadio che ha ormai certificato la «nona sconfitta della stagione, prima in Europa League». E lo ha fatto mettendo alle corde la corazzata di Unai Emery, salvata nel primo tempo solo da una «sfortuna, dotata di un righello maledetto». Solo i millimetri dell’occhio elettronico hanno negato la gioia a Castro, imitati poco dopo dalla traversa colpita da Ferguson.

Ma in Europa gli errori si pagano a carissimo prezzo e le differenze emergono implacabili. La coraggiosa prestazione emiliana è stata vanificata da imperdonabili «inciampi mortali in difesa». L’editorialista non fa sconti: sono «tutti da condannare, a cominciare da Ravaglia con quell’uscita tremenda», per proseguire con i balbettii di Heggem e Miranda, spietatamente puniti dai cinici Konsa e Watkins.

Il lampo di Rowe

A tenere minimamente in vita la qualificazione rossoblù è stato l’ottimo Rowe. Il suo bellissimo gol al 90′ è stato un «bagliore e subito dopo con un cupo tuono, nuovamente dannato», cancellato in pieno recupero dalla rete del definitivo 1-3.

Ora la missione si sposta al Villa Park, peraltro senza lo squalificato Lucumi. Per passare il turno servirà replicare il «miracolo della trasferta, prodigio diventato uno standard del proprio repertorio». Sarà, avverte Bartolozzi, «la gara della volontà dove le speranze vanno misurate in energie astrali e non in possibilità».

Il calcio italiano mantiene in corsa, ma in «terapia intensiva una squadra chiamata ad una impresa ultrasportiva». Eppure, la chiosa finale è un richiamo all’orgoglio della piazza: «Stringiamoci attorno al Bologna e alle sue contraddizioni, come ad un eroe stanco e malconcio, in grado però di offrire ancora momenti di bellezza emotiva».

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