Zerocinquantuno
·23 de mayo de 2026
Bologna, il rammarico (anche) nella coda: i rossoblù si fanno riprendere sul 3-3 dall’Inter, è la fotografia di una stagione particolare

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·23 de mayo de 2026

La lunga e densa stagione 2025-2026 del Bologna si chiude al Dall’Ara contro l’Inter, in un match che negli ultimi anni ha sempre pesato tanto da entrambe le parti e che oggi vale solo come sereno atto finale, visto l’ottavo posto aritmetico dei padroni di casa e la doppietta scudetto-Coppa Italia degli ospiti. Dentro uno stadio ancora una volta gremito e caloroso, nonostante i ben nove bocconi amari mandati giù in campionato, Italiano ritrova Lucumí al centro della difesa e opta per un 4-2-3-1 con capitan De Silvestri terzino destro, Ferguson in zona trequarti e l’infaticabile Castro di punta, fiancheggiato da Bernardeschi (Orsolini è fuori per infortunio) e Rowe. Chivu, senza Akanji, Calhanoglu, Dumfries, Frattesi e Thuram, prosegue nel solco del 3-5-2 piazzando De Vrij al comando della retroguardia, affidando le chiavi della regia a Zielinski e scegliendo Esposito come partner di Lautaro in avanti.
I rossoblù cominciano forte e al 2’ un pregevole spunto di Rowe con dribbling secco su Diouf termina con un destro murato. La risposta nerazzurra arriva all’8’ tramite una conclusione di Dimarco ammorbidita da Lucumí tra le braccia di Skorupski, poi al 13’ serve un super intervento di Bisseck a due passi da Martinez per fermare di nuovo Rowe. Al 20’ un errore del portiere argentino favorisce proprio l’attaccante inglese, che serve subito Castro in area piccola, ma il numero 9 spreca la ghiotta chance sbagliando il controllo. E così l’Inter, superato il grosso spavento, ne approfitta e sblocca il risultato: al 22’ fallo di Lucumí su Lautaro a circa venti metri dalla porta, Dimarco si incarica della punizione e col suo mancino al velluto trafigge Skorupski piazzando la sfera quasi all’incrocio.
Il Bologna però non si perde d’animo e poco dopo, al 25’, pareggia: lancio di Lucumí per Bernardeschi che prolunga di tacco per Castro, De Vrij interviene per arginare ‘Santi’ ma la palla rimane in zona pericolo e ‘Berna’ la spedisce nel secco di esterno sinistro. Il pressing felsineo, chiamato a gran voce da Italiano, si fa sempre più asfissiante, e le occasioni da gol aumentano. Ma vengono sprecate: al 34’ cross di De Silvestri, duello aereo tra vinto da Castro su Bisseck e inserimento di Freuler, che da sottomisura spara alle stelle; al 37’ imbeccata di Bernardeschi per Rowe, spunto nello stretto dell’ex Marsiglia e rasoiata potente a fil di palo; infine, al 39’, assist al bacio di Freuler ancora per Castro e salvataggio in extremis di Carlos Augusto. Al 42’ ci pensa allora la squadra di Chivu, suo malgrado, a sistemare mira e freddezza degli avversari: volée di Pobega dal limite, doppia deviazione di Sucic e Lautaro e Martinez beffato per il 2-1, risultato – giusto – con cui si va al riposo.
Anche il secondo tempo inizia benissimo per il BFC, perché al 3’ Zielinski si getta in scivolata su un traversone basso di Miranda per anticipare Ferguson e fa secco un non irreprensibile Martinez: 3-1. Sulle ali dell’entusiasmo, all’8’ Bernardeschi si lancia a caccia del poker ma la sua staffilata da posizione favorevole è troppo centrale. Tra le fila meneghine escono i big Dimarco, Barella e Lautaro ed entrano Luis Henrique, Mkhitaryan e Bonny, e all’11’ l’armeno lancia Carlos Augusto, che approfitta di un’incomprensione tra Lucumí e Skorupski ma vede il suo mancino sporcato in angolo dal polacco. La rete che riapre il match arriva comunque al 19’, quando Diouf si incunea di potenza tra Pobega e Miranda, calcia colpendo il palo e favorisce il tap-in a porta vuota di Esposito. I felsinei si scuotono subito e Rowe, su un’altra indecisione di Martinez, va vicino al 4-2 in acrobazia su cross di Castro, ma al 25’ ancora uno scatenato Diouf spaventa il Dall’Ara scoccando un dardo che non transita lontano dalla traversa.
Nel finale, oltre a Zortea, Moro e Odgaard, Italiano manda in campo pure Heggem e Dallinga, mentre Chivu si affida ai giovanissimi Cocchi (di Molinella, ex rossoblù) e Topalovic. Al 29’ ci prova Ferguson su appoggio a rimorchio di Rowe, ma il destro a pelo d’erba si spegne sul fondo. Intanto i neo campioni d’Italia fanno capire di non volerne sapere di perdere, continuano a premere e all’87’ pervengono al definitivo 3-3. Con chi? Ovviamente con Diouf, indomabile: il francese raccoglie un preciso suggerimento di Topalovic, entra in area e batte Skorupski di potenza sul primo palo. Termina così una sfida senza nulla in palio ma comunque avvincente e divertente, e come accaduto altre volte nel corso della stagione è soprattutto il Bologna a doversi rammaricare, visto il doppio vantaggio accumulato con merito e poi sprecato, pur senza dimenticare il grande valore degli avversari. De Silvestri e compagni, applauditi dai tifosi a fine gara, chiudono il campionato migliorando il piazzamento di un anno fa (ottavo posto anziché nono) ma peggiorando il punteggio (56 punti contro 62), e la sensazione è che l’ormai imminente estate «porterà una trasformazione». Vedremo quanto sarà profonda, di sicuro «tutti quanti stiamo già aspettando». Col cuore sempre gonfio di rosso e di blu.
BOLOGNA-INTER 3-3
BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; De Silvestri (21’ st Zortea), Helland (36’ st Heggem), Lucumí, Miranda; Freuler, Pobega (21’ st Moro); Bernardeschi (42’ st Dallinga), Ferguson (21’ st Odgaard), Rowe; Castro. A disp: Pessina, Ravaglia, J. Mario, Lykogiannis, Sohm, Dominguez. All.: Italiano
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