Milannews24
·31 de marzo de 2026
Bosnia Italia 2-1, i calci di rigori sono ancora fatali agli Azzurri. Ancora una volta non ci saremo al Mondiale

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·31 de marzo de 2026

Svegliateci da questo incubo, perché la realtà è diventata insopportabile. Il 31 marzo 2026 entra di diritto nel libro nero del calcio italiano: a Zenica, la Nazionale di Rino Gattuso viene eliminata dalla Bosnia ed Erzegovina, scrivendo la pagina più umiliante di un declino che sembra non avere fine. Dopo il dramma di Solna nel 2017 e la disfatta di Palermo contro la Macedonia nel 2022, l’Italia fallisce l’accesso ai Mondiali per la terza volta di fila. Nonostante l’allargamento a 48 squadre, gli Azzurri restano ancora una volta a guardare la rassegna iridata davanti alla TV, sprofondando in un baratro che dura ormai dal lontano 2014.
Eppure, l’inizio del match aveva illuso i tifosi. Al 15′, un clamoroso errore del portiere Vasilj ha regalato il vantaggio all’Italia: «Vasilj ha consegnato il pallone a Barella che a sua volta ha fornito a Kean l’assist per la rete che ha sbloccato il match». Per l’attaccante della Fiorentina si trattava del sesto gol del ciclo Gattuso, una conclusione di prima intenzione che sembrava spianare la strada verso gli USA. Ma la gioia è durata poco: l’Italia ha spento il motore troppo presto, permettendo alla Bosnia di riorganizzarsi e colpire con esterni tecnici e spioventi insidiosi. Il turning point della serata è arrivato al 42′: «Bastoni s’è fatto espellere per un evitabile fallo da ultimo uomo che ha costretto gli azzurri a disputare tutto il secondo tempo in inferiorità numerica».
Nella ripresa, Gattuso ha tentato la carta della disperazione inserendo Gatti e Palestra per un 3-5-1 tutto difesa. La Bosnia ha assediato l’area azzurra e, dopo diversi miracoli di Donnarumma, ha trovato il meritato pareggio: «Al 79esimo ha trovato la rete dell’1-1 il gol di Haris Tabakovic che ha trascinato la partita ai tempi supplementari». L’extratime è stato un concentrato di tensione, segnato anche dalle polemiche per un mancato rosso a Muharemovic dopo un fallo su Palestra lanciato a rete.
L’epilogo ai calci di rigore è stato spietato. Mentre i bosniaci si sono dimostrati impeccabili, per l’Italia sono stati fatali i gravi errori dei singoli: «Dagli undici metri decisivi gli errori di Esposito e Cristante, impeccabili i bosniaci che dopo il Galles eliminano anche l’Italia». Sono passati 4298 giorni dall’ultima partita dell’Italia in un Mondiale (Brasile 2014) e oggi, dopo la notte di Zenica, parlare di riscatto o di futuro appare quasi esercizio di stile. Siamo ufficialmente fuori dal calcio che conta, sprofondati in un abisso da cui non sappiamo più uscire.









































