Milannews24
·5 de marzo de 2026
Brocchi rivendica: «Non ero il cocco di Berlusconi! A differenza di altri io non ho mai…»

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In una recente puntata del podcast di Rompipallone, Christian Brocchi è tornato a parlare della sua lunga esperienza nel Milan, soffermandosi in particolare sul rapporto con Silvio Berlusconi. Per anni, l’ex centrocampista è stato etichettato come uno dei favoriti del Cavaliere, un’ombra che ha pesato sulla sua carriera sia da calciatore che da allenatore. Brocchi ha voluto smentire categoricamente queste voci, definendo il legame con il Presidente come una «croce e delizia» che ha pagato a caro prezzo sotto il profilo dell’immagine.
L’ex rossonero ha respinto con forza le accuse di servilismo che gli sono state rivolte nel tempo: «Ti posso giurare sui miei figli che questa è la più grande bugia che si è sempre detta. Berlusconi mi ha apprezzato proprio perché ero l’opposto, a differenza di altri non gli ho mai leccato niente». Secondo Brocchi, la stima del Presidente nasceva dalla sua autenticità e dalla capacità di farsi trovare sempre pronto nel momento del bisogno.
Secondo il racconto di Brocchi, la chiave della sua permanenza nei progetti di Berlusconi non era la simpatia personale, ma la professionalità dimostrata quotidianamente a Milanello. La visione del Presidente era focalizzata sul risultato e sulla dedizione alla causa rossonera, qualità che il centrocampista incarnava perfettamente.
Brocchi ha tenuto a precisare che un uomo del calibro di Berlusconi non avrebbe mai messo a rischio i suoi successi per puro favoritismo: «Uno che diventa un leader mondiale sa riconoscere le persone, uno così non mette un suo progetto a rischio per la simpatia». L’ex allenatore ha concluso sottolineando come molti altri, pur cercando un rapporto più stretto e costante con la presidenza, non abbiano poi ricevuto lo stesso trattamento professionale: «Tante persone che gli stavano simpatiche e che lo chiamavano non hanno avuto lo stesso trattamento».
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