Juventusnews24
·23 de mayo de 2026
Canzi in conferenza: «La Coppa Italia non cambierebbe il senso ma la percezione della stagione»

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·23 de mayo de 2026

(inviato a Vinovo) – Max Canzi, tecnico della Juventus Women, ha parlato in conferenza alla vigilia della finale di Coppa Italia contro la Roma. Le sue dichiarazioni.
COSA LO RENDE PIU ORGOGLIOSO DEL GRUPPO DAL PUNTO DI VISTA UMANO – «Devo rinforzare cos ha detto Barbara. Abbiamo passato nel corso della stagione due o tre momenti difficili dai quali siamo usciti tutti insieme. Squadra, staff e società, siamo riusciti a remare sempre nella stessa direzione e di questo vado orgoglioso. Sono uno degli artefici quindi posso essere orgoglioso con le ragazze e i miei collaboratori e questo rimarrà. Poi rimangono i titoli, ci sono».
FAVORITA- «La storia che lascia il tempo che trova, ogni partita è frutto della singola. La storia dice che nelle partite secche abbiamo più che fatto meglio portato a casa il risultato. Le due partite di questa stagione sono state decise negli ultimi minuti, sia a Castellammare che a Pescara si poteva andare a supplementari e rigori. In campionato anche sono state equilibrate, la prima abbiamo giocato un tempo a testa, l’ultima credo di non dire eresie se dico che avremmo potuto vincerla o pareggiarla. Il dato oggettivo è che la Roma nelle 22 partite di campionato ha fatto 16 punti in più e XX goal in più, quindi non dobbiamo nasconderci, dobbiamo essere oggettivi».
QUANTO PESEREBBE VINCERLA SUL BILANCIO – «Il percorso è arrivare in finale e ci arrivi se lo meriti, poi devi giocartela bene ma può succedere tutto. Vogliamo portare a casa il trofeo e se si parla di bilancio io in campionato non lo ritengo positivo come ho detto ma se ci estraniamo un attimo e fossimo una squadra italiana qualsiasi tutti lo riterrebbero positivo, qualsiasi squadra. Poi siamo la Juve, siamo consapevoli di esserlo, dobbiamo arrivare in fondo sempre ma se ci scolliamo un attimo dall’habitat e guardiamo dall’esterno valuteremo in maniera diversa».
CONOSCERSI A VICENDA CON LA ROMA – «Nella preparazione delle partite è difficile, è la quinta volta che ci incontriamo quindi non presentiamo più la Roma, la conosciamo tutti e loro conoscono noi. Dobbiamo capire come l’avversaria si presenterà in campo per mettere le opportune contro misure, conosciamo punti forti e deboli. In più le ragazze si conoscono benissimo quindi da un lato è bello ma dall’altro mi viene da dire che credo che il calcio italiano abbia bisogno di più protagoniste».
QUALITÀ TECNICA O TATTICA IN CUI LA JUVE È SUPERIORE ALLA ROMA – «Sicuramente per come siamo noi e per le qualità che hanno le ragazze quando riusciamo a giocare un calcio fatto di attacco alla prodotta e corse lunghe possiamo dire la nostra, più che andare su altri campi che non sono nostri. Poi dobbiamo essere brave a fare tutto, il calcio moderno ci fa cambiare durante la partita ma sicuramente noi sappiamo per caratteristiche fisiche e tecniche di attaccare alle spalle della difesa avversaria».
SENTE QUESTA FINALE DIVERSA IN OTTICA FUTURO? – «Sotto un certo aspetto lo è ma è una finale, è la terza che gioco e come tale sicuramente fa sì che ci si concentri esclusivamente sulla partita e sul risultato che diventa fondamentale perchè credo e sono fermamente convinto che una vittoria farebbe cambiare decisamente la percezione di questa stagione che a mio avviso comunque è positiva»
LA SETTIMANA – «Le ho viste bene, c’è un buon clima, ci siamo allenate bene e con lo spirito giusto, a ottimi ritmi. Facendo anche sane risate che aiutano sempre e con concentrazione quindi sono contento di come abbiamo affrontato la settimana tutti insieme. Con lo spirito giusto. Una titolare? Gama non gioca più, Cri è andata via, non mi viene in mente nessuno».
IL SIGNIFICATO DELLA COPPA – «Come ho detto prima una vittoria non cambierebbe il senso della stagione ma la percezione e la differenza è sostanziale. Nella preparazione non cambia nulla. Sono le più facili da preparare perchè sotto l’aspetto motivazionale non devi convincere le ragazze che sia importante, lo sanno perfettamente. Anzi, il fatto di avere apprezzato le risate fatte significa non andare in over performing per cui non tiri fuori tutto quello che hai, devi arrivare al massimo per interpretare la partita e loro devono tirare fuori il massimo. Poi tiriamo le somme».
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