Capello: “Vi racconto l’ultimo scudetto” | OneFootball

Capello: “Vi racconto l’ultimo scudetto” | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Pagine Romaniste

Pagine Romaniste

·17 de junio de 2026

Capello: “Vi racconto l’ultimo scudetto”

Imagen del artículo:Capello: “Vi racconto l’ultimo scudetto”

Fabio Capello ha concesso un’intervista al sito ufficiale della Roma in cui ha dedicato un pensiero a ciascuno dei protagonisti dello scudetto del 2001.

Le parole di Capello

Rigorosamente in ordine alfabetico, dalla A di Aldair alla Z di Zebina. E anche un pensiero finale per Franco Sensi, l’artefice del successo.


OneFootball Videos


E su di lui? Il mister risponde così: “Qualche sostituzione la azzeccai in quella stagione. E poi, dopo la partita persa 3-2 a San Siro contro il Milan, entrai nello spogliatoio e dissi ai ragazzi che avremmo vinto il campionato. Non mi sono sbagliato. Ma ora occupiamoci dei ragazzi e del presidente…”.


Aldair Nascimento Santos: “Giocatore immenso. Grande personalità, sei un allenatore fortunato quando alleni un difensore così forte, campione del mondo”.


Antonioli Francesco: “Buon portiere, che segnalai io da portare dal Bologna alla Roma. Lo conoscevo dai tempi del Milan, quell’anno fu importante in alcuni momenti chiave”.


Assuncao Marcos: “Brasiliano, un centrocampista con doti non banali, tra queste quella di saper calciare molto bene le punizioni. E in alcune partite della stagione segnò dei gol fondamentali”.


Balbo Abel Eduardo: “Non giocò tanto, ma era una presenza nello spogliatoio, un punto di riferimento per tanti calciatori più giovani. E poi ebbe un merito, quello insieme ad altri di convincere Batistuta a venire a Roma”.


Batistuta Gabriel Omar: “L’uomo che ci mancava per il definitivo salto di qualità. Un goleador, un uomo d’area di rigore. Segnò 20 reti in campionato, sbloccando partite che sembravano segnate”.


Cafu Marcos: “Un giocatore di fascia destra unico nel suo genere, che correva per tutto il campo. Aveva grandissime qualità tecniche, si rivelò tra i protagonisti con tanti assist e qualche gol”.


Candela Vincent: “Vedi Cafu. Aveva questa capacità di essere determinante dal centrocampo in su. E io ebbi l’intuizione di sfruttare le caratteristiche offensive di questi due esterni”.


D’Agostino Gaetano: “Era uno dei giovani rampanti della nostra Primavera insieme a De Rossi e Aquilani. Lo feci esordire nella stagione dello scudetto in uno spezzone di gara a Brescia”.


Delvecchio Marco: “Una delle chiavi tattiche della nostra squadra. Con la sua capacità di sacrificio sulla sinistra, diede equilibrio, ma anche imprevedibilità quando si affacciava in area avversaria”.


Di Francesco Eusebio: “Anche lui era uno dei leader silenziosi del gruppo, uno dei veterani che stava alla Roma da tempo. Si fece male a inizio stagione, ma poi ci diede una mano nel finale di campionato”.


Emerson Ferreira da Rosa: “Si infortunò al crociato nel mese di agosto. Tornò a nostra disposizione a gennaio e divenne rapidamente tra i calciatori determinanti. Portò forza e tattica al nostro centrocampo”.


Guigou Gianni: “Centrocampista uruguayano di buona tecnica, rientrò nelle rotazioni a metà campo. E, in alcuni momenti, fornì anche degli assist determinanti per alcuni gol”.


Lupatelli Cristiano: “Troppo simpatico. Un buon portiere, al quale mi affidai in alcuni match fondamentali della stagione, tra cui il derby di andata. Era il secondo ideale”.


Mangone Amedeo: “Centrale di difesa di esperienza, che prendemmo un anno prima dal Bologna insieme ad Antonioli e Rinaldi. Dava il cambio ai nostri difensori, garantendo sempre solidità”.


Montella Vincenzo: “Non era un centravanti di fisico, ma di assoluta qualità tecnica. In area di rigore sbagliava molto poco. E non a caso segnò 13 gol determinanti in campionato”.


Nakata Hidetoshi: “Quando lo feci entrare a Torino, contro la Juventus, al posto di Totti mi prendevano per matto. E invece fu la chiave di volta di quella gara. Segnò il primo gol e propiziò il pareggio di Montella”.


Rinaldi Alessandro: “Era un ragazzo che sapeva fare bene il centrale e anche il terzino destro. Non giocò tantissimo, ma sono sicuro che con i cinque cambi di oggi tanti di quella rosa avrebbero trovato più spazio”.


Samuel Walter Adrian: “Uno di quelli che contribuì alle nostre fortune. Difensore centrale argentino solidissimo e sempre concentrato, arrivò da noi che aveva solo 22 anni, ma per maturità ne dimostrava di più”.


Tommasi Damiano: “In quell’anno dello scudetto fece forse la sua migliore stagione da calciatore. Centrocampista generoso, presente in ogni zona del campo. E un leader del gruppo”.


Totti Francesco: “Che dire? Una bandiera, la nostra. La Roma. L’uomo che faceva passaggi a centrocampo che nessuno vedeva. E poi segnava come un attaccante. Di gol in quel campionato ne segnò 13 come Montella”.


Zago Antonio Carlos: “Uno di quegli elementi che non può mancarti quando devi vincere un campionato. Un centrale di difesa esperto, forte, completo. Un altro grande giocatore”.


Zanetti Cristiano: “Uno di quelli che chiesi per rinforzare la rosa l’estate precedente al nostro Scudetto. Aveva fatto molto bene a Cagliari, lo prendemmo dall’Inter in cambio di Di Biagio”.


Zebina Jonathan: “Anche lui, come Zanetti, mi era piaciuto nel Cagliari. E alla Roma si confermò come una sorpresa positiva. Giocò le sue partite e diede il proprio contributo, da difensore fisico”.


Sensi Franco: “Il presidente e tutta la sua famiglia sono stati molto importanti per la mia carriera da tecnico. Mi ha dato la possibilità di allenare a Roma e di vincere un campionato grazie ai suoi investimenti sul mercato. Gli dico grazie per sempre”.

Ver detalles de la publicación