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Inter News 24

·29 de abril de 2026

Caso Arbitri, la Procura indaga anche su Inter Roma: chiesti i file audio originali della sala VAR

Imagen del artículo:Caso Arbitri, la Procura indaga anche su Inter Roma: chiesti i file audio originali della sala VAR

Caso Arbitri, la Procura di Milano punta ad accertare un episodio legato alla sfida, della scorsa stagione, tra Inter e Roma

L’inchiesta sulla presunta frode sportiva nel mondo arbitrale si arricchisce di un capitolo inquietante legato alla sfida tra l’Inter di Cristian Chivu e la Roma, disputata lo scorso 27 aprile 2025. Secondo quanto riportato da La Repubblica, la Procura di Milano mira ad accertare un episodio di presunta ingerenza avvenuto nella sala VAR di Lissone. Almeno due testimoni avrebbero riferito di una «bussata» del supervisore Andrea Gervasoni al vetro della sala, seguita da un perentorio «Fatti i fatti tuoi» rivolto all’assistente VAR Marco Piccinini.

L’episodio si sarebbe verificato nelle battute finali del match, quando il difensore giallorosso Evan Ndicka ha commesso un fallo evidente su Yann Bisseck. Mentre l’arbitro di campo Michael Fabbri lasciava correre, Piccinini avrebbe sollevato forti dubbi al VAR Marco Di Bello sulla necessità di un intervento. In quel momento, Gervasoni sarebbe intervenuto fisicamente e verbalmente per scoraggiare i colleghi dal richiamare l’arbitro al monitor, condizionando di fatto la mancata concessione del calcio di rigore ai nerazzurri.


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Caso Arbitri, il giallo degli audio e la difesa di Rocchi

L’ingerenza è stata denunciata dall’ex arbitro Domenico Rocca tramite un esposto che ha dato il via agli accertamenti della Guardia di Finanza, coordinati dal pm Maurizio Ascione. Un secondo ex fischietto, ascoltato per ore dai magistrati, avrebbe confermato la versione dei fatti. Un elemento che aggrava il quadro è l’assenza di queste comunicazioni negli audio-video trasmessi dalla trasmissione «Open Var».

A suo tempo, l’allora designatore Gianluca Rocchi ammise il ritardo nella diffusione di quel materiale, giustificandolo come una forma di tutela verso i colleghi per evitare polemiche a fine campionato, pur riconoscendo che «il rigore andava concesso». La Procura si riserva ora di acquisire i file audio e video originali di quei minuti concitati per verificare se esistano prove dirette di quella che viene definita una vera e propria manovra di condizionamento.

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