Caso Rocchi, spunta l’intercettazione: chiamato in causa un dirigente dell’Inter! La Procura indaga | OneFootball

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·1 de mayo de 2026

Caso Rocchi, spunta l’intercettazione: chiamato in causa un dirigente dell’Inter! La Procura indaga

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Caso Rocchi, spunta l’intercettazione: chiamato in causa un dirigente dell’Inter! La ricostruzione della telefonata dell’ex designatore

Nuovi e pesanti dettagli emergono dall’inchiesta della Procura di Milano che sta scuotendo i vertici dell’AIA. L’indagine, coordinata dal pm Maurizio Ascione con il supporto della Guardia di Finanza, punta a far luce sulla gestione di Gianluca Rocchi, ex designatore della CAN di Serie A e B, attualmente autosospeso e sostituito ad interim da Dino Tommasi. Rocchi è accusato di concorso in frode sportiva per presunte pressioni sui VAR di Lissone e per aver “pilotato” le designazioni arbitrali assecondando il gradimento di alcuni club.


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Le intercettazioni e il “caso Inter”

Secondo quanto riportato da Repubblica, i magistrati avrebbero intercettato Rocchi e il collega Andrea Gervasoni per oltre un anno. Tra il materiale raccolto spicca una telefonata del 2 aprile 2025, giorno del derby di Coppa Italia tra Milan e Inter. Nella conversazione, Rocchi e un altro esponente arbitrale discuterebbero di come assecondare le preferenze del club nerazzurro nella scelta dei direttori di gara, citando esplicitamente il responsabile dei rapporti con gli arbitri dell’Inter, Giorgio Schenone.

Il sospetto degli inquirenti è che Rocchi si sia adoperato per assegnare arbitri “graditi” (come Colombo per Bologna-Inter) e per “schermare” quelli sgraditi (come Doveri) in vista della finale di Coppa Italia e della volata Scudetto contro il Napoli. Si cerca di capire se dietro queste scelte vi fosse un condizionamento diretto o indiretto legato alla dirigenza nerazzurra.

La posizione di Rocchi

Rocchi, pur non presentandosi in Procura ieri, ha rilasciato alcune brevi dichiarazioni a Le Iene: «Lavoriamo in una maniera soltanto, per cui non abbiamo grandi problemi. Io sono trasparente con tutti su tutto. Io vi ripeto, lavoro sempre ed esclusivamente in una maniera soltanto. Maggiore chiarezza del VAR? Totale, ma io l’ho sempre fatto, quindi non è che vi devo promettere quello che sto già facendo».

L’interrogatorio di Gervasoni

Ieri è stato il turno di Andrea Gervasoni, rimasto sotto interrogatorio per quattro ore. L’ex supervisore VAR ha negato ogni addebito riguardo ai due match finiti sotto la lente d’ingrandimento della Procura:

  • Salernitana-Modena (8 marzo 2025):aAccusato di aver pressato il VAR Nasca per revocare un rigore agli emiliani, Gervasoni si è difeso sostenendo di essere fisicamente in un’altra palazzina a seguire la Serie A. Tuttavia, una telefonata del giorno dopo con Dino Tommasi lo smentirebbe: «Ho dato un voto alto perché hanno fatto bene», frase che per i pm confermerebbe un intervento “interventista”.
  • Inter-Roma (27 aprile 2025): il caso riguarda un rigore non concesso all’Inter per fallo su Bisseck. Gli inquirenti sospettano che Gervasoni abbia intimato ai varisti un sospetto «Fatevi i fatti vostri» e che l’audio sia stato manipolato per coprire l’intervento. Gervasoni ha negato: «È stata questione di 15 secondi, io non sono intervenuto nella loro scelta». Eppure, in una successiva chiamata con Rocchi, i due avrebbero ammesso privatamente l’«erroraccio» commesso nel non intervenire.

L’inchiesta prosegue per determinare se i rapporti tra designatori e club abbiano travalicato i limiti istituzionali, trasformandosi in una rete di pressioni illecite.

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