Juventusnews24
·1 de mayo de 2026
Caso Rocchi, spunta l’intercettazione: chiamato in causa un dirigente dell’Inter! La Procura indaga

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Nuovi e pesanti dettagli emergono dall’inchiesta della Procura di Milano che sta scuotendo i vertici dell’AIA. L’indagine, coordinata dal pm Maurizio Ascione con il supporto della Guardia di Finanza, punta a far luce sulla gestione di Gianluca Rocchi, ex designatore della CAN di Serie A e B, attualmente autosospeso e sostituito ad interim da Dino Tommasi. Rocchi è accusato di concorso in frode sportiva per presunte pressioni sui VAR di Lissone e per aver “pilotato” le designazioni arbitrali assecondando il gradimento di alcuni club.
Secondo quanto riportato da Repubblica, i magistrati avrebbero intercettato Rocchi e il collega Andrea Gervasoni per oltre un anno. Tra il materiale raccolto spicca una telefonata del 2 aprile 2025, giorno del derby di Coppa Italia tra Milan e Inter. Nella conversazione, Rocchi e un altro esponente arbitrale discuterebbero di come assecondare le preferenze del club nerazzurro nella scelta dei direttori di gara, citando esplicitamente il responsabile dei rapporti con gli arbitri dell’Inter, Giorgio Schenone.
Il sospetto degli inquirenti è che Rocchi si sia adoperato per assegnare arbitri “graditi” (come Colombo per Bologna-Inter) e per “schermare” quelli sgraditi (come Doveri) in vista della finale di Coppa Italia e della volata Scudetto contro il Napoli. Si cerca di capire se dietro queste scelte vi fosse un condizionamento diretto o indiretto legato alla dirigenza nerazzurra.
Rocchi, pur non presentandosi in Procura ieri, ha rilasciato alcune brevi dichiarazioni a Le Iene: «Lavoriamo in una maniera soltanto, per cui non abbiamo grandi problemi. Io sono trasparente con tutti su tutto. Io vi ripeto, lavoro sempre ed esclusivamente in una maniera soltanto. Maggiore chiarezza del VAR? Totale, ma io l’ho sempre fatto, quindi non è che vi devo promettere quello che sto già facendo».
Ieri è stato il turno di Andrea Gervasoni, rimasto sotto interrogatorio per quattro ore. L’ex supervisore VAR ha negato ogni addebito riguardo ai due match finiti sotto la lente d’ingrandimento della Procura:
L’inchiesta prosegue per determinare se i rapporti tra designatori e club abbiano travalicato i limiti istituzionali, trasformandosi in una rete di pressioni illecite.







































