Juventusnews24
·21 de enero de 2026
Chiellini a Prime: «Mourinho alla Juve? Magari con Spalletti. Con Bremer non perdevamo da due anni. Miretti come Perrotta, cambi faccia»

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Giorgio Chiellini, dirigente della Juventus, ha parlato a Prime prima di Juve Benfica.
SPALLETTI – «Luciano poi è un passionale ed è uno che abbraccia tutte le persone e incarna subito lo spirito dell’ambiente in cui è. Siamo molto contenti, un po’ rammaricati dopo sabato perché avremmo meritato di più e probabilmente avremmo parlato di un’altra classifica. Ma oggi c’è una Champions dove siamo partiti con partite difficili e abbiamo fatto fatica all’inizio, adesso siamo a una vittoria dalla matematica qualificazione per i playoff, ci vogliamo arrivare, non sarà facile, il Benfica è una squadra che purtroppo ci ha fatto soffrire un po’ di volte negli ultimi anni, è sempre stata tosta, l’anno scorso l’ultima. oggi è una squadra tecnica, offensiva per varie assenze, dovremo stare attenti, sarà una partita molto diversa da quella di sabato».
SPALLETTI VS MOURINHO – «Mou ha detto che allenerebbe la Juve? Facciamo due primi allenatori insieme, Spalletti e Mourinho insieme. Anche io sono curioso, perché sono due allenatori diversi ma che hanno fatto la storia del calcio italiano e anche europeo, percé sono andati anche in Europa a fare grandi cose, con un approccio diverso della comunicazione, della partita, ma di livello altissimo. Lo sappiamo, non sarà facile e sono curioso anch’io di vedere chi riuscirà a primeggiare in campo»
BREMER E MIRETTI – «Gleison è rientrato, dopo l’infortunio con l’Atalanta, ancora due mesi, è stata dura all’inizio, ha avuto la fortuna di allenarsi per due-tre settimane di fila perché non avevamo infrasettimanali e sta cominciando a crescere. Ha fatto una bella intervista Spalletti dicendo che Bremer se l’avversario va a tre, lui va a cinque, se va a sei, lui va a sette, si sta dosando, piano piano si scioglierà, ma è un chiaro valore aggiunto. Non è un caso che sabato sia stata la prima partita persa dopo quasi due anni con Bremer in campo, quindi ne giova la squadra, ne giovano i compagni di reparto e ne stiamo giovando tutti. Fabio ha avuto un’estate complicata, post operazione alla spalla, si è fatto male con la Next Gen e non è mai stato davvero a disposizione di Tudor. Il gioco di Luciano lo aiuta, gli ha dato minuti, e lui dà qualità e quantità. E’ un Perrotta con caratteristiche diverse. Un trequartista atipico. Il salto Fabio lo farà quando avrà più numeri e quando quella faccia lì la cambierà nel voler arrivare ancora di più e andare ad altissimo livello. A 22 anni ha più di 100 partite a professionista, è un bambino cresciuto. Abbiamo foto sue ai tempi del settore giovanile che fanno tenerezza».







































