Inter Milan
·25 de abril de 2026
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Vigilia di Torino-Inter, gara valida per la 34ª giornata della Serie A 2025/26. I nerazzurri scenderanno in campo allo stadio Olimpico Grande Torino domenica 26 aprile alle ore 18:00.
In vista della gara il tecnico nerazzurro Cristian Chivu ha presentato la sfida contro il Torino in conferenza stampa dal BPER Training Centre di Appiano Gentile:
Che atteggiamento chiede ai suoi ragazzi per la partita di domani? "Come sempre servirà l'atteggiamento giusto per portare a casa la partita, abituarsi ai momenti di una gara, cercare di essere dominanti e capire i momenti fondamentali di una partita". Come state vivendo questo momento? Che atmosfera c'è nello spogliatoio? "Siamo sereni come sempre e consapevoli del lavoro svolto, di quello che è il momento e quanto abbiamo lavorato per arrivare qui, consapevoli del fatto che mancano ancora partite e punti per avvicinarsi a uno dei nostri obiettivi, uno dei nostri sogni". Dopo la sosta c'è stata una grande accelerazione: come ha fatto a tirare fuori questo rendimento dai suoi ragazzi? "Voi dite dopo la sosta, ma io parlo di una stagione intera, siamo arrivati alla sosta con un grande vantaggio. Quei due pareggi e la sconfitta nel derby hanno creato un po' di critica ma avevamo comunque 6 punti di vantaggio, poi abbiamo fatto buone prestazioni e recuperato giocatori, contro la Roma è stata importante, poi a Como in tanti erano consapevoli della difficoltà e abbiamo vinto ancora, ci siamo messi nella condizione di poter sognare". Nella sua prima conferenza da allenatore nerazzurro ha parlato di interismo, l'altra sera ha parlato di Pazza Inter: con uno o due trofei guardandosi indietro a inizio stagione si può parlare di impresa? "Questa squadra negli ultimi anni ha sempre cercato di fare imprese, rimanendo competitiva su tutti i fronti. È un obbligo quando inizi ad allenare l'Inter avere grandi obiettivi, perché la storia è questa, questa Società e questa squadra hanno costruito qualcosa di importante, quindi questo per noi è sempre stato un obbligo". Qual è una domanda che avrebbe voluto che non le abbiamo mai fatto? "Siete talmente bravi che non mi viene in mente niente, a volte rimango sorpreso anche io perché non me le aspetto, non ci ho mai pensato. Forse l'anno prossimo pensando al mio vissuto all'Inter ve lo saprò dire più nel dettaglio". Quali sono le condizioni di Bastoni? Può essere la giornata giusta per Sucic? "Bastoni si è allenato e sta meglio ma ha ancora fastidio, stringe i denti e questa settimana ha fatto lavoro di condizionamento atletico con delle cure che gli permettono di essere più sciolto, vediamo domani oggi si è allenato con la squadra. Petar sta bene, negli ultimi mesi ha avuto una tripla frattura alla mano e non l'abbiamo mai detto per paura che gli facessero male: tanto di cappello per un ragazzo così giovane che si è messo a disposizione quando eravamo corti in mezzo al campo, è stato condizionato per tanto tempo. Ora è tornato a pieno regime e non è più condizionato nei movimenti dal gesso, ora può usare anche quella mano nei duelli". In queste quattro partite c'è stata differenza evidente tra ptimo e secondo tempo, perché? "Vorrei dire che abbiamo fatto più di 100 gol, 78 dei quali in campionato e tutti parlano di ciò che è accaduto ultimamente, ma queste partite non sono tutto. Sono periodi nella crescita di questa squadra, all'inizio la percezione era il contrario, ora dite che siamo bravi nei secondi tempi: la squadra ha sempre messo la faccia, la differenza reti è enorme, potevamo fare di più e subire di meno forse, ma abbiamo sempre cercato di fare la prestazione, capendo le nostre ambizioni e sogni. Ultimamente abbiamo alzato un po' l'orgoglio, diventando più efficaci, concreti e pragmatici, rispettando avversari e capendo le nostre energie in questo momento." Per gol subiti siete simili alle altre squadre, nei gol fatti c'è differenza evidente: sono numeri che guardando all'anno prossimo ci dicono qualcosa sull'Inter che vorrebbe o sono frutto di un inizio di stagione non perfetto? "Non guardo mai quali sono i numeri difensivi, i gol si segnano e si prendono soprattutto quando sei propositivo e vai a pressare con una linea difensiva molto alta, la bravura sta in tutta la squadra e nell'intensità dell'accettare qualche duello sapendo che non hai coperture alle spalle. Penso sia importante essere propositivi considerate le qualità di questa squadra, sarebbe un peccato non sfruttare questa forza offensiva, sono finiti i tempi in cui campionati venivano vinti dalle miglior difese e bisognava vincere gli scontri diretti. Questo è un calcio più dinamico e intenso, siamo in una buona posizione ma possiamo ancora migliorare. L'altra sera abbiamo visto Bayern-Real, il calcio è fatto di transizioni ed è molto più verticale, veloce e intenso e bisogna adattarsi". Come sta Lautaro? Domani giocherà Sommer? "Lautaro sta migliorando con il lavoro di riatletizzazione, settimana prossima dovrebbe rientrare col gruppo, per Sommer vediamo domani." Tra dieci anni pensando a questa sua prima stagione intera come ricorderà questo gruppo e quali sono i momenti più importanti? "Tra dieci anni da allenatore? Non so se ci arrivo. Scherzo, ho la fortuna di allenare una squadra che conosco bene in un ambiente che conosco e conoscevo un po' tutti quando sono arrivato, non mi ha sorpreso nulla per quella che era la mia percezione da fuori, mi ha stupito la parte umana, quella professionale è evidente. Questi ragazzi hanno sempre cercato di fare cose straordinarie, a volte non hanno raggiunto obiettivi e hanno subito critiche ingiuste, mi prendo la loro volontà e senso di appartenenza, oltre all'unità di un gruppo che sa stare bene insieme nonostante le difficoltà quotidiane che ci sono in una squadra. Quando hanno capito che si poteva rimanere competitivi, andando controcorrente rispetto alle narrazioni di ciclo finito che c'erano a inizio anno, sono rinati con la motivazione giusta per essere quello che sono sempre stati negli ultimi cinque anni, non è un caso che siamo primi e in finale di Coppa Italia, potevamo e dovevamo sicuramente fare meglio in Champions League ma mi prendo la responsabilità di quella partita specifica, non c'entra nulla il girone. Amo da morire questi ragazzi e me li tengo stretti, mettere un giovane allenatore inesperto ha forse anche creato qualche disagio per loro perché tutto quello che è stato detto e fatto rischiava di destabilizzarli, ma loro sanno chi sono e quali sono le nostre ambizioni." Aleksandar Stankovic: c'è la curiosità di riportarlo qui come fatto con Pio Esposito? "Stiamo andando troppo oltre, non volevamo parlare della squadra di domani e addirittura parliamo dell'anno prossimo. Seguiamo Stankovic con attenzione, sappiamo cosa ha fatto di buono dopo la Primavera, io lo conosco benissimo da quando aveva 4-5 anni, è come un figlio per me e conosciamo il suo valore. Abbiamo visto la sua crescita negli ultimi due anni in Svizzera e Belgio, con una squadra importante che ha fatto la Champions, una scelta consapevole per la sua crescita. Un pensiero su di lui lo faremo senz'altro quando si parlerà di mercato".
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