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·10 de enero de 2026
💥 Chivu: “Perdo gli scontri diretti? Sì, ma l’Inter è prima! Dumfries e Darmian…”

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L’allenatore dell’Inter, Cristian Chivu, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita con il Napoli. Di seguito le sue parole:
“All’andata Anguissa c’era e non c’era Hojlund. Il Napoli ha una rosa importante e ha giocatori forti con grande intensità. Sarà una partita difficile da affrontare per noi e per loro. Servirà massima attenzione, la partita vivrà di episodi.
Sarà una partita che vivrà di episodi, com’è normale quando si affrontano squadre di un certo livello. Chi ha più pressione? Dipende da coloro ai quali lo si chiede, entrambi abbiamo voglia di vincere. C’è tutta la concentrazione, l’impegno e la responsabilità per fare un’ottima partita. Né noi né loro sappiamo cosa accadrà, ma la certezza è che abbiamo sempre lavorato bene per superare ogni momento difficile. Siamo consapevoli che la partita può indirizzare la stagione.
Ho una grande stima di Conte, l’ho affrontato un paio di volte e da calciatore gli ho fatto i complimenti in diverse occasioni. Ora si è evoluto, fa cose adatte al calcio di oggi e lo fa bene. È un vincente e noi giovani abbiamo tanto da imparare da lui. Non è me contro lui, il calcio deve privilegiare gli interpreti che sono i calciatori. Ormai l’allenatore è considerato oltremisura, per quanto incida il calcio resta di calciatori e tifosi.
Il Napoli è importante quanto ogni altro avversario, per arrivare a questa partita in queste condizioni abbiamo dovuto vincere tutte quelle precedenti. Il campionato è una maratona, bisogna essere pronti ad affrontare tutte e 38 gare. Abbiamo avuto alti e bassi, ma abbiamo avuto la forza di rialzarci. Ci siamo sempre rimboccati le maniche, con la voglia di dimostrare che possiamo essere ancora competitivi.
All’andata la prestazione è stata condizionata anche da episodi, ma in questi due mesi ci siamo allenati a tollerare anche l’ingiustizia senza subirne contraccolpi. Nel calcio c’è sempre da migliorare, anche nella lettura dei momenti della partita. C’è la maturità di squadra e anche quella dell’allenatore che deve aumentare. Troppo facile parlare di scontri diretti non vinti, la realtà dice che ho più punti, più gol fatti e meno gol subiti delle squadre che mi hanno battuto.
Negli scontri diretti non ho mai visto paura. Lavoriamo per dare continuità a prestazioni e risultati, siamo consapevoli dell’importanza della partita di domani e di quanto siamo migliorati rispetto a due mesi fa. Abbiamo sempre aggiunto cose e quando è successo sono migliorati sia i risultati che il gioco e ciò ha aumentato autostima e consapevolezza. Non so cosa significhi vincere, pareggiare o perdere: conosco solo il lavoro.
Bisseck avanza tanto con Luis Henrique? Lo fa poco, io glielo chiedo. Aggiunge qualcosa in mobilità. Luis Henrique è migliorato tanto tatticamente, ci dà una grossa mano in quel ruolo: è importante per noi. Sono felice per lui, perché so che ha sentito tutto il rumore nei suoi riguardi. Anch’io ho fatto un errore di comunicazione quando ho detto che non era pronto per giocare. Con lavoro, umiltà e dedizione, col suo carattere da bravissimo ragazzo si è messo a disposizione e ha messo in mostra abbastanza bene ogni cosa. Se non sbaglio sono 9 partite di fila che gioca. Sia lui che noi siamo consapevoli che può migliorare e tirare fuori qualcosa in più, anche sul piano della personalità. Ma sappiamo che non è semplice indossare questa maglia.
Giocare ogni 3 giorni per Luis Henrique non sarà semplice, ma noi troveremo soluzioni e alternative. Io voglio sistemare i problemi e non crearli. Ciò non significa che non abbia opinioni o non le esponga al chiuso, ma non vado a lamentarmi. Darmian si allena in gruppo da due giorni, ma mancava da ottobre e ci vorrà un po’: per domani non sarà convocato. Spero possa esserci col Lecce. Dumfries tornerà a Milano a fine gennaio, sta facendo riabilitazione in Olanda sotto stretta sorveglianza del nostro staff medico. Quando rientrerà farà la parte atletica e spero di averlo a disposizione a fine febbraio.
A noi degli arbitri non deve interessare, dobbiamo concentrarci su di noi e dare il massimo senza farci influenzare dalle loro decisioni. Ho parlato spesso del fatto che dobbiamo essere più forti delle ingiustizie, serve disciplina mentale. Ho provato a trasmetterlo e sto tuttora combattendo perché non è semplice: le scuse e gli alibi sono la cosa più facile e non voglio che i miei calciatori si appiglino a questo. Non è solo vincere il calcio, ma anche far emergere dei valori.
Una sconfitta come quella dell’Inter col PSG non la auguro a nessuno. I ragazzi devono sapere che l’anno scorso ci hanno provato in tutti i modi a competere e non devono perdere quell’atteggiamento: a me fa piacere che provino a vincere tutto, anche se purtroppo hanno perso. La cosa più importante è che abbiano saputo rialzarsi, rimettendosi in gioco. I campioni fanno questo.”









































