DirettaCalcioMercato
·25 de marzo de 2026
Como, il sogno Europa si avvicina: da Baturina a Rodrìguez, ecco le spese del club

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·25 de marzo de 2026

Il Como si avvicina sempre di più alla qualificazione in Champions League. Ecco il costo dei principali artefici della qualificazione.
Quello che sembrava solo un sogno nel lontano 2019, quando il Como giaceva in Serie D e sembrava una squadra qualunque, adesso sta per diventare realtà. In soli 7 anni la società lagunare, gestita dai fratelli Hartono, è arrivata fino all’apice della piramide del calcio italiano e sta accarezzando la qualificazione in Champions League, la prima in oltre 100 anni di storia.
La grande disponibilità economica ha aiutato, certamente. Il board è apparso solido, capace di investire e di sfruttare una potenza di fuoco senza rivali nel nostro calcio, importando un sistema di acquisti e marketing di stampo europeo fatto di pubblicità, accordi importanti e commercializzazione del marchio.
Tuttavia, i soldi sono nulla senza progettualità: anche lato campo si è vista l’abilità nello scovare nuovi talenti in grado di rendere nel nostro campionato e la capacità di valorizzarli di Cesc Fabregas, il vero artefice del “miracolo sportivo” messo in atto in questa stagione. Pochi, forse nessuno avrebbe previsto un exploit così rapido; ne sanno qualcosa Juventus e Roma, travolti dall’ondata biancoblu in questo finale di stagione. Ma quanto sono costati i principali artefici?
L’uomo del momento è certamente Martin Baturina: il classe 2003 arrivato in estate dalla Dinamo Zagabria è parso un corpo estraneo nei primi tre mesi in Serie A. I più rinfacciavano a Fabregas, reo di non schierarlo mai in campo preferendogli a più riprese Addai e Vojvoda, i 25 milioni (tra parte fissa e bonus) spesi per accaparrarselo ma il talento ha saputo schiacciare le critiche: 21 presenze e 6 gol dal peso specifico importante.
Oltre a lui, sembrano troppi i 22 milioni per Jesus Rodriguez come sembrano troppi i 19 spesi per Nicolas Kuhn: pochi gol per il primo, poche presenze per il secondo ma entrambi godono di grande stima da parte dell’allenatore e torneranno certamente utili per la prossima stagione. Così, ad esempio, è stato per Anastasios Douvikas, poco più di un oggetto misterioso fino a novembre e poi esploso fino ad arrivare ad 11 gol stagionali, secondo nella classifica marcatori dopo un certo Lautaro Martinez.
Quello che aiuta, ovviamente, è il gioco di Fabregas, il vero collante di un team che senza il tecnico (controverso sì, ma certamente talentuoso) sarebbe composto da giovani di belle speranze e poco più. Riusciranno i lariani a raggiungere il sogno?
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