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·8 de julio de 2026

Conferenza stampa Amorim: «Siamo qui per vincere. Pulisic non si muove, Modric indispensabile per me»

Imagen del artículo:Conferenza stampa Amorim: «Siamo qui per vincere. Pulisic non si muove, Modric indispensabile per me»

Conferenza stampa Amorim: il nuovo tecnico rossonero si presenta da Casa Milan ai suoi nuovi tifosi

Ruben Amorim, nuovo tecnico del Milan, si presenta ai suoi nuovi tifosi. Milannews24 seguirà la diretta LIVE a partire dalle 15. In apertura la presentazione del portoghese da parte direttamente di Gerry Cardinale:

PAROLE – «Buon pomeriggio, grazie mille per essere qui. Come sapete è una giornata molto importante per l’AC Milan, essere qui con voi per presentarvi il nuovo allenatore. Avete visto quante cose sono cambiate dalla fine dell’ultima stagione. Per la prima volta da quando sono proprietario ci saranno molte cose nuove.  Molto spesso in tante circostanze cosa succede? Prima si va dal direttore sportivo, poi dal capo, poi dal coach. In un mese abbiamo fatto sei mesi di meeting. Tutto questo per rivedere il rapporto tra tecnico e la società. Noi vogliamo riportare il Milan al suo grande e glorioso passato, ed è importante per tutti: noi giochiamo per vincere. Non è che ci mettiamo a giocare per non perdere. Questo deve essere il nostro nuovo stile. Deve essere un calcio eccitante, bello da guardare. Voglio creare una nuova cultura. Stop col passato. Sono qui adesso, sono il responsabile in prima linea. Ma dietro di me c’è tutto un team. Abbiamo lavorato a lungo per avere Ruben come pietra miliare del nostro team, che ha grande profondità. È importantissimo parlare di queste persone. Ho preso le mie persone migliori e le ho portate nella casa del Milan. Faremo in modo che le azioni che faremo parleranno da sole».


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La conferenza stampa di Amorim:

PRIME PAROLE – «Mi voglio scusare perché oggi non parlo italiano, mi spiace per i tifosi. È molto importante per me imparare l’italiano per rispettare la vostra cultura e cercherò di farlo il prima possibile. È un onore essere qui, sono felicissimo. Sento la città fatta di persone che ci seguono. Adoro Milanello, è qualcosa di strepitoso. Qualcuno mi dice che è un po’ vecchio, assolutamente no. C’è tutto. Il personale è strepitoso, non potrei essere più felice. È un grande piacere essere qui».

PRESENTAZIONE – «Innanzitutto Gerry giustamente ha detto che vogliamo giocare a calcio, niente presisone (ride, ndr). La qualità di gioco è fondamentale. Mi ricordo tanto Ancelotti e mi ricordo tantissimo Arrigo Sacchi e il suo stile innovativo. Anche Capello e la sua squadra incredibile degli invincibili. Il passato del Milan non è solo la squadra ma tutto l’insieme dei giocatori come van Basten, Gullit… Ma quando si fa riferimento al Milan è la squadra in generale, le persone sono la cosa più importante. Seguo il Milan da quando ero giovane, mi ricordo la finale contro il Benfica… Era una famiglia quella, è una famiglia questa. Sento la responsabilità di essere qui. È un campionato in cui è molto difficile vincere. Siamo qui non per evitare di perdere ma per vincere. È una bella sfida».

RAMOS E LEAO – «Non voglio parlare dei singoli. Non spetta a me dire perché è stato scelto. Vedo la squadra, il lavoro di squadra e poi mi piace vedere i giocatori. Non vediamo solo i nomi, guardiamo i profili: facciamo scouting e vediamo cosa c’è dietro. Mi piace tanto Gonçalo, l’avete visto con la Croazia: in mezzo a tre difensori ha segnato, ed è una cosa che si vede spesso anche in Italia questa situazione. Le persone guardano solo il talento, io vedo invece proprio un giocatore. Si tratta di vederlo giocare ben inquadrato nella squadra. Guardate Gonçalo giocare, vi basta guardarlo giocare 5 minuti. Lui per me è un messaggio: vuol dire che crediamo nel gruppo e nella squadra. È stato un arrivo veloce. Leao ha giocato molto bene ai Mondiali, ma sono felice di tutta la squadra in generale».

MESSAGGIO – «Certo sì. È difficile. Però attenzione, a parte il dire poi c’è il fare. So benissimo che è una sfida. È sempre più di una frase o una slogan: vuol dire appartenere alla storia di qualcuno che è iconico. È il tipo di sfida che mi piace cogliere. Sono felice. Sarò felice avendo provato, anche quando quel provare non porta a risultati eccellenti. Ora ho fame di successo, credo nel Milan. Bisogna conoscere bene le caratteristiche del calcio italiano. Vediamo tante cose, cerco di confrontarmi spesso e imparare. Quando ho pronunciato quelle frasi ci credevo e ci credo ancora oggi».

SCUDETTO – «Quando ci si mette in gioco e in discussione poi bisogna vincere il più possibile. Certo che vogliamo vincere la seconda stella. So che sarà dura, ci sono mille variabili. La sfida più grande? È difficile dirlo adesso. L’obiettivo fondamentale ora è di dominare il campionato, il resto lo vedremo».

SCELTA – «Mi sono detto “Non perché il Milan”, ma perché so che rivoluzione c’è in corso. Dopo la prima riunione mi è scattato qualcosa: il team mi offriva cose che mi piacciono, volevo difendere quei valori. Bisogna fare più gol, basta guardare le prime squadre negli altri campionati e c’è ancora differenza. Mi è stata presentata la struttura, il percorso di scouting. Nel momento in cui senti che hai le persone giuste attorno a te, quando c’è una squadra intorno a te allora ci sono tutti gli ingredienti della sfida che voglio intraprendere».

CONSIGLI – «Conosco Fonseca e Conceiçao, si era rivali ma parlo di tre anni fa. Voglio provare a fare le cose come le intendo io. Cardinale mi ha spiegato delle idee, io ho detto di voler vedere con i miei occhi. Guardo, vedo, e tocco con le mie mani. Nel momento in cui ho iniziato i meeting ho ricevuto davvero tante risposte e mi sento a mio agio».

SQUADRA – «Non vi parlo in modo specifico dei singoli. Sono felice della squadra. Gerry voleva farvi vedere quanto ci sta lavorando, quanto c’è per questa squadra. Vuol dire che c’è anche pressione, certo. Bisogna adeguarsi al mercato: devo valutare la squadra, spiegare i profili, chiarire i dubbi. Poi Bobby ne parla con Halmstadt ed Hendrick ne parla col Club. Dobbiamo scoprire ancora approfonditamente le caratteristiche di ogni giocatore, dobbiamo vedere come reagiscono e soprattutto se vogliono essere qui. C’è da capire questo prima della fine del mercato, ma comunque sono felicissimo della squadra attuale».

COME MOU? – «No. Sono completamente differente da Mourinho. Ho imparato molto da lui, ma quando si è un allenatore non si può copiare nessuno. Ho uno stile di gioco diverso. Poi spero ovviamente di vincere, è l’unica cosa in comune. Ho tantissimo rispetto per lui, spero di poterlo chiamare amico, ma non vi aspettate del Mourinho da me. Ho fatto errori a Manchester e voglio imparare da questo. La comunicazione è fondamentale».

MODRIC – «È un giocatore che vogliamo tenere, ho parlato con lui due volte. Se serve posso andare a parlarci ancora, non mi stanco. È incredibile, è un punto di riferimento per noi. Non vi dico che farà tutte le partite, ma vogliamo contare su Modric per la prossima stagione. Il board ha parlato con lui, io ho parlato con lui: credo di riaverlo tra qualche giorno, ora deve riposare dopo il Mondiale».

CONTESTO – «So che può essere dura lato tifosi uscire da questo periodo. So qual è il feeling in città, so cosa vuol dire aver perso l’ultima di campionato con tutte le sue consequenze. Ho subito chiesto come risolvere la cosa. La risposta c’è stata ed è stata eccellente. Devo convincere i tifosi. Non posso dire che sarà subito strabiliante. I tifosi sono smart, non posso insultare l’intelligenza di nessuno. Ma posso promettere che farò sempre il meglio per il club. Non il meglio per me, ma per il club. Farò del mio meglio per l’AC Milan, è una promessa. Non posso cambiare in 24 ore, si comincia piano piano. Comincia tutto nel preseason, come ci presentiamo agli altri e al mondo. Abbiamo questa responsabilità non solo per il Milan, ma per il calcio italiano. Ho fatto errori e farò errori, ma c’è un’idea su come voglio giocare. Dal primo incontro di Serie A vogliamo vincere. Si vince la prima partita, la seconda e poi si costruisce tutta la struttura».

GESTIONE – «Se posso dirlo. La cultura italiana e portoghese ha a che fare col contatto e sono fatto in questo modo. Chiaro che bisogna saper indicare l’errore. Sarò sempre onesto con i miei uomini. Sarò equo, corretto, so che è così che si ottiene la fiducia dei giocatori. Quello che posso dire in questo momento è che sono come voi, mi piace il contatto umano. Abbiamo un team eccezzionale che si occupa dei giocatori: abbiamo tutto sotto controllo. Poi serve anche un modo attraente di giocare: vogliamo dare l’opportunità ai giocatori di fare bene e questo può aiutarci a vincere».

TEMPO – «Spero che voi possiate vedere qualcosa fin dall’inizio. So bene che nel calcio non c’è mai tempo. È un progetto a lunga scadenza, ma già dalla prima partita dovremo giocare in modo che si veda cosa l’allenatore chiede ai giocatori. I tifosi si convinceranno lentamente, ma a livello di gioco io parto in quinta con la squadra: vogliamo dominare fin dalla prima partita».

PULISIC – «Pulisic è veramente un calciatore di grande grande talento. Si è fatto male ai Mondiali, bisognerà capire. Ma è perfetto per come è fatto il calcio in Italia, con le squadre che si difendono bene: può fare la differenza con la D maiuscola. Ho le idee chiare su cui voglio vederlo giocare. Con il piede destro sul lato sinistro, ma anche sull’altro lato. Anche se lo voglio tra le linee, non con i piedi sulla linea. È benvoluto nel club, c’è tutto il team dietro per sfruttarlo al massimo. Per noi è molto importante. Ho detto che non volevo parlare dei singoli ma vedete che ogni tanto ci casco (ride, ndr)».

ROSA AL COMPLETO – «Il tema principale è avere dei giocatori, alcuni sono in Coppa del Mondo e altri devono ancora fare le vacanze. Comunque sono molto tranquillo. Ho la conoscenza sui giocatori, ma devo vederli in allenamento. Più che una deadline sul mercato voglio allenare i miei giocatori. Riusciremo ad essere competitivi anche con la squadra attuale».

VINCERE – «(Ride, ndr). Posso dirvi il modo in cui voglio giocare. Ho grandissimo rispetto per Allegri, ha tantissimo esperienza. Non voglio parlare del passato, ma vi posso dire il modo in cui voglio giocare: dobbiamo dominare l’avversario e difenderci bene. Ogni allenatore ha idee uniche. Devo anche cambiare un po’, quando vedrò i giocatori smusserò le mie idee. Voglio intrattenere, far divertire i tifosi, un calcio bello da guardare. Ci vuole un po’ perché il motore parta. Ma quando si vuole vincere si hanno quando queste responsabilità: allenare grandi club porta queste responsabilità. Calare di energia e di attenzione vuol dire perdere. Noi vogliamo vincere e dominare il gioco».

GIOCO – «Ci sono dei giocatori che l’anno scorso non erano qui. Chukwueze rimane con noi, servono giocatori che possono fare l’uno contro uno. Saelemaekers può giocare a destra e a sinistra, gli piace fare l’uno contro uno. Cissè e Comotto inizieranno con noi, non so cosa accadrà. Troveremo nuovi giocatori che l’anno scorso non c’erano. Se giocano bene, se assorbono le mie idee allora troveremo un posto per loro: prima di guardare fuori guardiamo bene dentro. Poi dopo la preseaon decideremo, ma sempre con attenzione al budget. Il proprietario è qui… Valuteremo i giovani, Chukwueze ha grandi qualità e ci dà alternative».

MANCHESTER – «La prima cosa è che è difficile spiegare gli errori, dovrei spiegare i contesti. Ho imparato, ho imparato tantissimo. Ho fatto errori, ma sono orgoglioso di essere stato allo United. Ma ora è un’altra storia. Ci sono tante cose che posso fare bene, ho accumulato esperienza. Penso che tutti quanti imparino sulla base della propria esperienza. Ci sono cose che vorrei cambiare e poi ci sono cose che non cambiano mai. Sarò sicuramente un allenatore migliore».

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