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·23 de febrero de 2026
Da 0 a 10 – Noto vera forza del Catanzaro, il VAR è un disastro! Cambi Samp HORROR, tutta colpa di Mignani? Il PAGELLONE della 26^ giornata

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·23 de febrero de 2026

Come di consueto, ora che anche il 26° turno di Serie B è andato in archivio, la nostra Redazione ha stilato il pagellone che racchiude il meglio e il peggio del weekend.
Si raccontava di miracolo Vivarini, ci si è confermati in zona playoff con Caserta. Adesso, nonostante un inizio difficile, il Catanzaro è stabilmente quinta forza del campionato anche con Aquilani. La forza del progetto di Noto si conferma di anno in anno: un club in ascesa costante.
51 punti in 26 giornate, l’anno scorso furono 52 in tutto il campionato. 14 gare senza perdere, eppure nonostante la classifica sia ormai cortissima i rosanero sono ancora al quarto posto. Inzaghi ci ha messo tempo per rendere la squadra siciliana a sua immagine e somiglianza, ma ora la promozione è alla portata. Con un Pohjanpalo già a 17 gol ancor di più.
Ai margini del progetto, condizionato da infortuni e scelte tecniche per tutta la stagione. Entra nel momento più difficile e tira fuori una doppietta spettacolare che ribalta la Sampdoria. Il talentuoso attaccante ex Verona lancia un segnale prima di tutto al suo club e offre un aiuto preziosissimo nella lotta salvezza. Decisivo.
A un passo dal baratro, Sottil ha ritrovato la sua squadra. Terza vittoria consecutiva, su un campo difficilissimo come quello di un’attuale rivale diretta come la Juve Stabia. I Gialli riprendono la marcia playoff e sono pronti a rendere la vita difficile a ogni tipo di avversario.
Il 2-2 contro il Frosinone non cambia la classifica, ma muta la percezione esterna e interna dei toscani. Gara coraggiosissima, giocata sugli uno contro uno. Elia e Shpendi si sono esaltati, tutta la squadra ha saputo tenere testa e in alcune fasi anche mettere in crisi una concorrente per la Serie A diretta. Per chiudere il discorso salvezza e regalarsi un finale di stagione diverso si deve ripartire da qui.
Il Venezia ha vinto contro il fanalino Pescara. Non soltanto perché è la più forte, ma anche per atteggiamento e mentalità. Se si può parlare solo bene dell’insistenza negli ultimi 20 metri, i due gol presi devono far riflettere. Approccio leggerissimo in entrambi i tempi, con linea troppo alta e troppo larga: contro avversarie più attrezzate sarebbero sorti problemi.
Ai Diavoli Neri non si può chiedere molto di più dei 25 punti raccolti sin qui. La sensazione, però, è che contro il Catanzaro la fiducia di poter ottenere un risultato positivo sia stata bassissima già dall’inizio. Per salvarsi serve l’approccio di sempre al Sannazzari, perché coi limiti oggettivi e la passività dell’ultimo incontro muovere la classifica è un esercizio complesso.
Col Monza si può perdere, ma 3 sconfitte consecutive e 4 gare di fila a 0 gol devono spingere a delle riflessioni. Gli uomini di Calabro stanno diventando prevedibili. Per tenere a distanza la zona playout servirà qualche variazione, che sia tattica o prettamente legata agli uomini. Gli Apuani hanno l’esigenza di cambiare marcia.
Depaoli per Cherubini, Barak per Begic, Soleri (e non Coda) per Brunori, Riccio per Hadzikadunic. Con queste 4 mosse la squadra vibrante e propositiva del primo tempo ha perso il filo delle ultime settimane ed è tornata la formazione insipida di inizio stagione. La qualità è il motivo per cui ora la salvezza non è impossibile, rinunciarvi complica soltanto le cose. Foti e Gregucci facciano tesoro della sconfitta di Mantova.
Michele Mignani rischia, ma i problemi del Cesena emergerebbero con qualsiasi allenatore. Se a ogni indisponibile (a eccezione del centrocampo) si è costretti a schierare calciatori non pronti come Amoran essere continui per 38 giornate è un’impresa titanica. La prestazione dei romagnoli non è da buttare, ma far segnare 3 gol allo Spezia che aveva il peggior attacco rischia di creare contraccolpi psicologici pesanti.
Che Adamonis non commetta nessun intervento falloso su Segre è chiaro, ma anche volendo immaginare che un leggero contatto ci sia l’interpretazione del VAR fa inorridire. Dinanzi a una dinamica di gioco letta in campo dall’arbitro Crezzini dove sarebbe il chiaro ed evidente errore? Lo vediamo ogni settimana a tutti i livelli: il protocollo miete vittime giorno dopo giorno, va cambiato per il bene del calcio.
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