Calcionews24
·8 de junio de 2026
Dagli algoritmi al Bayer Leverkusen dei miracoli: chi è Devin Ozek, il nuovo obiettivo del Milan per il ruolo di DS

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Dopo aver ufficialmente esonerato Igli Tare al termine di un solo anno di mandato, il Milan si trova nella necessità di riorganizzare profondamente la propria area tecnica. La priorità assoluta è la ricerca di un nuovo direttore sportivo, una scelta che si intreccia inevitabilmente con il casting in corso per la figura di direttore tecnico, necessaria per dare una nuova guida strategica dopo l’addio in panchina di Massimiliano Allegri.
Nelle ultime ore, la corsa per occupare la scrivania di DS si è arricchita di una candidatura tanto sorprendente quanto affascinante. Secondo quanto rivelato nelle news Milan dall’edizione odierna del Corriere della Sera, la dirigenza milanista ha avviato i primi concreti contatti esplorativi con Devin Özek. Il quotidiano non ha ancora chiarito se questo profilo sia strettamente vincolato o, al contrario, alternativo al possibile arrivo di Rangnick, ma l’interesse del Diavolo è assolutamente reale.
Classe 1995, nato a Monaco di Baviera da madre tedesca e padre turco, Özek incarna perfettamente l’identikit del dirigente moderno. Poliglotta, meticoloso e fortemente orientato all’utilizzo dei dati e allo scouting sul campo, ha iniziato la sua brillante scalata nel 2020 all’interno del Bayer Leverkusen. Il salto di qualità è avvenuto nel 2022, con la promozione ad assistente delegato al fianco del DS delle “Aspirine”, Simon Rolfes. Questo formidabile binomio ha dato vita allo straordinario ciclo guidato da Xabi Alonso, culminato nella trionfale e storica vittoria della Bundesliga 2024, traguardo raggiunto polverizzando ogni record di imbattibilità.
I pilastri manageriali del tedesco si sposano alla perfezione con la visione di Gerry Cardinale e di RedBird: identità, sostenibilità e algoritmi. Secondo la sua visione, il successo aziendale e sportivo si fonda sulla capacità di adattarsi alla cultura, alla storia e alle possibilità economiche del club. È cruciale creare un’identità calcistica ben definita attraverso uno stile di gioco riconoscibile e, di conseguenza, scegliere un allenatore che rispetti questa specifica filosofia. In questo modo si evita di dover rivoluzionare l’ossatura della rosa a ogni cambio di guida tecnica.
Il suo importante bagaglio di competenze si è arricchito durante l’ultima stagione sportiva, vissuta in Turchia come direttore sportivo del Fenerbahçe. Chiusa questa parentesi a Istanbul, il giovane manager è attualmente libero sul mercato. Un’opportunità a parametro zero che, per idee, freschezza e metodologia lavorativa, potrebbe rappresentare la scelta ideale per il nuovo corso del Milan.







































