Calcio e Finanza
·16 de julio de 2026
Dagli obiettivi intermedi alle sanzioni: i dettagli dell'accordo Juve-UEFA per il FPF

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·16 de julio de 2026

Alla fine del mese di giugno la UEFA ha ufficializzato il raggiungimento di un’intesa con la Juventus per la firma del cosiddetto settlement agreement. Si tratta di un accordo che mira al rientro da parte del club bianconero nei parametri economici del nuovo sistema di Club Licensing and Financial Sustainability Regulations (CLFS). Il settlement agreement firmato il 30 giugno 2026 con la First Chamber del Club Financial Control Body (CFCB) prevede un percorso triennale di monitoraggio, con obiettivi finanziari progressivi, una sanzione economica fino a 20 milioni di euro e possibili limitazioni sul mercato europeo in caso di mancato rispetto degli impegni.
Il procedimento nasce dal mancato rispetto, da parte del club bianconero, delle regole UEFA sulla stabilità finanziaria previste dagli articoli 85-92. In particolare, la Juventus non ha rispettato la cosiddetta Football Earnings Rule, il parametro che ha sostituito il vecchio concetto di break-even e che misura la sostenibilità dei risultati economici generati dall’attività calcistica.
Secondo la UEFA, la società ha registrato un deficit aggregato di Football Earnings superiore alla deviazione consentita nei periodi di rendicontazione chiusi nel 2023, 2024 e 2025. Per questo motivo, nel settembre 2025 il CFCB aveva aperto un procedimento nei confronti del club, poi concluso con la definizione del settlement agreement. L’accordo consente alla Juventus di evitare una sanzione immediata più pesante, ma impone alla società un percorso vincolante per il ritorno alla piena conformità con i requisiti UEFA.
Come emerge da documenti ufficiali della UEFA consultati da Calcio e Finanza, il settlement agreement avrà una durata di tre anni e riguarderà i periodi di rendicontazione chiusi nel 2026, 2027 e 2028, oltre alle stagioni sportive 2026/27, 2027/28 e 2028/29. L’obiettivo finale fissato dalla UEFA è che, al termine del percorso, la Juventus torni a rispettare pienamente la Football Earnings Rule, ovvero registri un avanzo aggregato oppure un deficit comunque all’interno della deviazione massima ammessa dal regolamento.
Il percorso è stato costruito in maniera progressiva. Per il primo esercizio, relativo al bilancio chiuso nel 2026, la Juventus dovrà limitare il proprio deficit di Football Earnings a un massimo di 5 milioni di euro (si tratta del deficit al quale sono già stati sottratti i cosiddetti costi virtuosi che la UEFA elimina dal conteggio). Il target potrà comunque essere aumentato fino a un massimo di 60 milioni di euro nel caso in cui l’eventuale peggioramento sia interamente coperto attraverso contributi o operazioni di equity.
Per il periodo successivo, chiuso nel 2027, l’obiettivo sarà ancora più stringente: il club dovrà raggiungere il pareggio, con un deficit massimo pari a zero. Anche in questo caso sarà possibile un incremento del target se derivante da una sovraperformance rispetto al primo anno o da nuovi apporti di capitale, ma il deficit complessivo dei due esercizi non potrà superare i 60 milioni di euro.
Il traguardo finale è fissato sul periodo chiuso nel 2028, quando la Juventus dovrà rispettare la Football Earnings Rule considerando il risultato aggregato dei tre esercizi 2026, 2027 e 2028.
Durante il periodo del settlement la Juventus sarà sottoposta a un monitoraggio costante da parte della UEFA. Il club dovrà continuare a rispettare tutti i criteri previsti dal regolamento sulle licenze UEFA e dovrà dimostrare la propria capacità di operare come società in continuità aziendale. Per questo motivo, dovranno essere presentate relazioni dei revisori sui bilanci annuali e intermedi prive di rilievi sulla capacità del club di proseguire la propria attività.
La Juventus dovrà inoltre fornire alla UEFA informazioni finanziarie e legali complete, corrette e aggiornate, compresi i dati relativi al proprio “Transfer Balance”, cioè il saldo tra gli effetti economici delle operazioni di mercato in entrata e in uscita.
Tra gli impegni assunti rientra anche la presentazione di report periodici alla First Chamber del Club Financial Control Body. La società dovrà inviare aggiornamenti ogni sei mesi sullo stato di avanzamento del piano, dimostrando il rispetto degli obiettivi fissati dall’accordo.
La UEFA potrà inoltre richiedere ulteriori informazioni o coinvolgere revisori esterni per verificare la corretta applicazione del settlement.
L’accordo – come già evidenziato alla fine del mese di giugno – prevede una sanzione economica complessiva pari a 20 milioni di euro. Una prima quota, pari a 6 milioni di euro, è immediatamente dovuta dalla Juventus e non dipende dal rispetto degli obiettivi futuri. La seconda parte, fino a 14 milioni di euro, è invece condizionata al mancato raggiungimento dei target stabiliti.
Nel dettaglio, la quota variabile della multa sarà così distribuita:
Come raccontato da Calcio e Finanza, la Juventus considera già di essere in linea con gli obiettivi del primo target e confida nella capacità di riuscire a rispettare tutti i paletti imposti, evitando così ulteriori sanzioni. In ogni caso, come si legge nel documento, la UEFA ha previsto anche una clausola più severa: la parte condizionata della multa potrà essere raddoppiata qualora la Juventus presenti dati economici elaborati su un perimetro societario non corretto o non conformi ai criteri contabili previsti dal regolamento.
Oltre alla componente economica, il settlement prevede anche conseguenze sul piano sportivo. La Juventus sarà infatti soggetta a “sporting disciplinary measures”, che potranno limitare la possibilità di registrare nuovi giocatori nella lista UEFA.
Il meccanismo è legato al cosiddetto List A Transfer Balance, ovvero la differenza tra:
Il principio stabilito dalla UEFA è che il saldo dovrà essere positivo: la Juventus potrà quindi registrare nuovi giocatori nelle competizioni europee soltanto se il mercato in uscita avrà generato sufficiente spazio economico. La misura sarà applicata automaticamente nella stagione 2026/27.
Per il 2027/28 scatterà soltanto in presenza di due condizioni: un deficit di Football Earnings nel periodo 2026 e un rapporto tra costi della rosa e ricavi superiore al 70% nel 2026. Le restrizioni potranno poi essere applicate anche nella stagione 2028/29 qualora la Juventus non raggiunga il target fissato per il 2027, e nella stagione 2029/30 nel caso in cui il club superi il target finale del settlement con uno scostamento inferiore ai 20 milioni di euro.
La UEFA ha previsto un ulteriore irrigidimento delle misure sportive nel caso in cui la Juventus superi uno degli obiettivi economici con uno scostamento compreso tra 10 e 20 milioni di euro. In questa situazione il risparmio generato dalle cessioni dei giocatori verrebbe considerato soltanto per il 50%. Di conseguenza, ogni risparmio ottenuto sul mercato in uscita consentirebbe nuovi investimenti in entrata soltanto per metà dell’importo.
Un meccanismo pensato per evitare che il club possa compensare il mancato raggiungimento degli obiettivi economici attraverso un’espansione della spesa sul mercato.
Il percorso potrebbe terminare prima della scadenza naturale. La Juventus potrà infatti ottenere un’uscita anticipata dal regime di controllo UEFA qualora dimostri il rispetto della Football Earnings Rule considerando complessivamente i periodi di rendicontazione chiusi nel 2025, 2026 e 2027.
In questo caso le misure sportive previste dal settlement cesserebbero a partire dalla stagione 2028/29. Se invece il club non riuscirà a raggiungere gli obiettivi intermedi, il regime resterà in vigore fino alla conclusione prevista, quando il CFCB valuterà il ritorno alla piena conformità.
Il settlement agreement prevede anche una conseguenza molto pesante in caso di violazione dell’accordo.
La Juventus sarà considerata inadempiente se:
In caso di violazione, il CFCB potrà interrompere l’accordo e la Juventus – come si legge nel documento ufficiale – accetta fin da ora una possibile esclusione dalla successiva competizione UEFA alla quale avrebbe diritto di partecipare nelle tre stagioni successive. Il club resterà comunque sottoposto anche agli altri requisiti previsti dal regolamento UEFA, come quelli sulla solvibilità e sul controllo dei costi della rosa. Eventuali violazioni di questi parametri potranno generare procedimenti separati davanti al CFCB.
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