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·10 de junio de 2026
Desailly: “Portogallo da titolo, Zidane cambierà la Francia e Queiroz spazzerà via gli ego nel Ghana”

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In un’esclusiva per Diretta News, la leggenda Marcel Desailly analizza i Mondiali 2026 tra l’espansione del calcio in America, le ambizioni della Francia e le prospettive delle nazionali africane.
In questa intervista esclusiva rilasciata ai microfoni di Diretta News, l’ambasciatore FIFA Marcel Desailly ha offerto una profonda e dettagliata analisi sui Mondiali del 2026 a pochi giorni dal fischio d’inizio. Parlando direttamente dal Nord America, la leggenda del calcio francese ha affrontato a 360 gradi i temi più caldi del momento: dalle strategie commerciali per far breccia nei mercati di Stati Uniti e Canada fino alle dinamiche interne dei Bleus. Desailly non si è risparmiato, svelando clamorosi retroscena sulla futura panchina della Francia legata a Zinedine Zidane, analizzando i problemi tattici e di spogliatoio delle dieci nazionali africane in corsa, e regalando anche un personale aneddoto sul suo passato legato alla panchina del Ghana.
Nel suo ruolo di ambasciatore FIFA, Marcel Desailly ha spiegato le difficoltà nel promovere il calcio in Nord America: “Ci sono ancora molti mercati da conquistare. Negli Stati Uniti ci sono quattro o cinque sport davanti a noi. In America la follia per i Mondiali non è poi così grande. Gli stadi sono tutti pieni, ma nelle città in realtà non c’è questa pazzia”. Tuttavia, il nuovo format è un’opportunità enorme: “Avere ora 48 squadre nel sistema permette di avere più partite e attirare più attenzione. L’esposizione di ciascuna partita in America, Canada e Messico sarà equivalente a quella del Super Bowl negli Stati Uniti. È un evento super esposto a livello mondiale”.
Passando ai valori tecnici del torneo, l’ex difensore del Milan mette la Francia in prima fila ma lancia un avvertimento: “La prima impressione che abbiamo tutti è che la Francia abbia una rosa straordinaria. Se guardi ai singoli, nessun’altra può vantare giocatori così forti. Se Didier (Deschamps) riuscirà a dare organizzazione tattica, la Francia sarà ancora una delle migliori”. Desailly ha poi spento i rumors sullo spogliatoio: “Non c’è un problema Mbappé. Tutti accettano che sia lui il leader della nazionale francese, anche se c’è Dembelé, che è un vincitore del Pallone d’Oro”. Sulle rivali, invece, non ha dubbi: “Potremmo avere la sorpresa del Portogallo. Credo che il Portogallo sarà la sorpresa del torneo. Perché se guardi bene, il tipo di giocatori che hanno è davvero di un altro livello”.
Il cammino dei Bleus inizierà contro il Senegal, rievocando la clamorosa sconfitta del 2002 quando Desailly era capitano. Per l’ex difensore, tuttavia, i piani non sono paragonabili: “Molti dei ragazzi che sono oggi in squadra non erano nemmeno nati. Quindi solo i media possono ricordarselo. Nel 2002 c’erano altri fattori. Eravamo i campioni in carica, avevamo vinto anche l’Europeo, eravamo sotto pressione e la maggior parte di noi aveva 31 o 32 anni”. Sul girone attuale aggiunge: “La Francia deve giocare contro il Senegal: sono i campioni della Coppa d’Africa. Se inizi male e devi recuperare, sei fortunato che la seconda partita sia contro l’Iraq. Ma fortunatamente ora questo Mondiale ha 48 squadre, quindi anche la migliore terza può passare facilmente. C’è la possibilità che la Francia wins, male che va andrà almeno in semifinale”.
Uno dei temi caldi del post-Mondiale riguarda la panchina francese, con Zinedine Zidane pronto a subentrare a Deschamps: “Penso che Zidane abbia fatto molto bene con il Real Madrid. Per la nazionale, credo che cercherà davvero di cancellare la filosofia che Didier ha messo in atto per imporre la sua. Sono sicuro che quattro o cinque giocatori che sono le prime scelte per Didier usciranno dalla squadra”. Desailly spiega anche i retroscena sui rifiuti passati di Zizou: “Zidane non ha mai voluto allenare nessun club. Il Chelsea gli ha offerto assegni in bianco. Il Manchester United ha fatto lo stesso. Ha una vera consapevolezza del proprio stile di vita, ha bisogno dei suoi spazi e la nazionale gli permetterà di mantenere una buona qualità della vita”. Su Deschamps aggiunge: “Non lo vedo prendere in mano un club. Sicuramente guiderà un’altra nazionale”.
Infine, Desailly ha analizzato le dieci squadre africane, soffermandosi sul Ghana e sul nuovo ct Carlos Queiroz: “In Africa abbiamo un problema con gli ego. I giocatori più anziani che non rendono più, ma sono ancora lì e non puoi toglierli. Queiroz conosce il calcio e saprà ridimensionare un po’ gli ego. Spero che il Ghana possa essere una delle sorprese se parte molto bene”. Gli occhi sono tutti sulla stella Antoine Semenyo: “È quel giocatore che, con una giocata, può permettere al Ghana di restare in partita. Deve essere disciplinato. Non deve però approfittare del fatto di essere un giocatore del Manchester City, una star. Non deve arrivare in Ghana e sentirsi più forte della squadra, deve arrivare con umiltà”. In chiusura, un retroscena sul suo mancato approdo sulla panchina ghanese nel 2007: “Sono quasi diventato ct del Ghana ma alcune scelte di vita mi hanno impedito di accettare. Non volevo alla fine poter essere esonerato con la nazionale della mia terra. Oggi sono utile al calcio dando la mia esperienza in TV e attraverso la mia fondazione”.







































