Calcionews24
·9 de julio de 2026
Dhorasoo ricorda Italia-Francia 2006: «Ogni tanto me la sogno ancora»

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A vent’anni dalla finale del Mondiale 2006 persa dalla Francia contro l’Italia, Vikash Dhorasoo è tornato a raccontare quella notte di Berlino. L’ex centrocampista dei Bleus, passato anche dal Milan, ha parlato alla Gazzetta dello Sport dei ricordi, dei rimpianti e dei retroscena di una partita entrata nella storia del calcio.
Dhorasoo fu una presenza particolare in quel gruppo: giocò poco, ma visse da testimone privilegiato il percorso della Francia, documentando con una Super8 molti momenti del Mondiale. Da quelle riprese nacque il film The Substitute, selezionato anche alla Berlinale nel 2007.
FINALE – «Quella finale – spiega l’ex rossonero in esclusiva alla Gazzetta – non l’ho più rivista, salvo qualche azione, per caso. Però ogni tanto me la sogno ancora. Sogno di entrare e cambiare il corso della gara».
Per Dhorasoo, la finale del 2006 resta una ferita ancora aperta. Diverso il rapporto con la finale di Champions League persa dal Milan a Istanbul nel 2005 contro il Liverpool, che l’ex centrocampista ha rivisto senza problemi.
RIMPIANTO – «Ho rivisto senza problemi la finale di Champions persa con il Milan nel 2005 a Istanbul, perché fu un momento intenso. Quella del Mondiale 2006 non ci riesco, avrei voluto vincerla. Vorrei tornare indietro, rigiocarla. Non è stata una bella sconfitta. Fu una partita particolare».
Il riferimento inevitabile è all’espulsione di Zinedine Zidane, dopo la testata a Marco Materazzi, episodio simbolo di quella finale.
ZIDANE – «Per l’espulsione di Zidane, con quella testata a Materazzi che nessuno vide. Ce ne rendemmo conto solo quando fu espulso. Perdere così non fu bello, eravamo convinti di vincere. Ce l’eravamo promesso, fin da quando Zidane, Makelele e Thuram tornando in nazionale diedero una svolta alle qualificazioni».
La Francia arrivò alla finale dopo un percorso complicato, ma secondo Dhorasoo ci fu un momento preciso in cui il gruppo capì di poter arrivare fino in fondo: la sfida contro la Spagna agli ottavi di finale.
SVOLTA – «Prima di affrontare la Spagna agli ottavi. I media spagnoli avevano titolato di voler mandare Zidane in pensione. Ci motivò ancora di più e compattò il gruppo che divenne squadra vera, solidale».
Il fatto che molti giocatori francesi conoscessero bene il calcio italiano non rese però più semplice la finale.
ITALIA – «Sapevamo che sarebbe stata dura, perché l’Italia è una grande nazione del calcio, gli azzurri li conoscevamo bene tutti. In più, io contro l’Italia avevo perso l’Europeo U21, sempre con Domenech. Ma eravamo fiduciosi, se fai questo di mestiere giochi per vincere. Ma non tutto fu perfetto».
Tra i retroscena più interessanti raccontati dall’ex Milan ci sono anche le difficoltà organizzative vissute dalla Francia a Berlino prima della finale.
ORGANIZZAZIONE – «A Berlino, l’organizzazione non fu all’altezza. Eravamo in un hotel con altri clienti, passavamo per gli ascensori di servizio per salire in camera. Nella hall c’era un sacco di gente. Ricordo Spike Lee che chiacchierava con Henry e Thuram. Non si gestirono bene gli inviti per le famiglie e ciò creò tensioni, stress e distrazioni. Fu impossibile isolarsi e concentrarsi. Prima della partita, fu il presidente federale a parlare per primo alla squadra: non l’ideale. Domenech parlò dopo, ma non disse roba del tipo ‘andiamo a divorarci la pizza e la pastasciutta’».
Dhorasoo sperava anche di poter trovare spazio durante la partita, soprattutto dopo l’infortunio di Patrick Vieira.
MANCATO INGRESSO – «Si, soprattutto quando Vieira si infortunò. Invece Domenech fece entrare Diarra. Poi ha ammesso di essersene pentito».
La finale fu segnata da episodi pesanti, tutti concentrati soprattutto sui colpi di testa: quello di Materazzi per l’1-1, quello di Zidane parato da Buffon e poi la testata dello stesso Zizou.
EPISODI – «Colpi di testa soprattutto: quello di Materazzi per pareggiare. Quello di Zidane parato da Buffon. E la capocciata di Zizou a Materazzi».
Nonostante il risultato finale, la Francia aveva la sensazione di essere superiore e di poter vincere quella partita.
RIMPIANTI – «Sì, ed è per questo che abbiamo rimpianti. Avevamo la sensazione che gli italiani fossero cotti. Molti sostengono che se Zidane non fosse stato espulso, avremmo vinto. Nulla lo prova. In ogni caso non è la sua espulsione, tra l’altro tardiva, che ci ha fatto perdere. Anche se il calcio si gioca sui dettagli».
Sul momento, però, nessuno tra i giocatori francesi si accorse davvero della testata di Zidane.
TESTATA – «No, tutti guardavamo l’azione e il pallone. Ma quando ho visto Zizou uscire in silenzio a testa bassa, era chiaro che fosse successo qualcosa. La testata l’ho vista solo il giorno dopo in tv. Non c’erano video sui telefonini».
Nel suo film The Substitute, Dhorasoo raccontò anche il clima della sconfitta e il dopo finale. Una gestione che, secondo lui, non fu impeccabile da parte della Francia.
PREMIAZIONE – «È stato poco sportivo da parte nostra non rimanere tutti in campo per la cerimonia di premiazione. In questo è stato molto più elegante Maldini che l’anno prima, dopo aver perso la Champions con il Liverpool, ci impose di restare fino all’ultimo. Mentre a Berlino, rimanemmo in pochi. E in spogliatoio Zidane si era già vestito».
Dopo la gara, Zidane si scusò con il gruppo.
SCUSE – «Si scusò, semplicemente. Davanti al presidente Chirac, Domenech volle ringraziare Zidane: provò a far partire un applauso, che fu molto timido».
Resta forte anche il ricordo del rigore sbagliato da David Trezeguet, entrato proprio per calciare dagli undici metri.
RIGORI – «Ricordo soprattutto quello sbagliato di Trezeguet. Era entrato proprio per calciarlo. Un regalo avvelenato per uno che aveva segnato il golden gol all’Europeo contro l’Italia. David piangeva negli spogliatoi e anche il giorno dopo a Parigi».
Non tutti, però, gradirono la presenza della cinepresa nello spogliatoio dopo la sconfitta. Patrick Vieira, in particolare, reagì duramente.
SUPER8 – «Non tutti approvavano. Vieira mi insultò perché riprendevo con la mia Super8 lo spogliatoio dopo la finale. Aveva ragione, e me ne scusai. Ho ripreso gli italiani euforici. Ho tagliato solo qualche scena. Mi sarebbe piaciuto farne un film più gioioso, ma è valsa la pena raccontare la nostra storia».
Oggi, studiando da allenatore a Coverciano, Dhorasoo vede quel gesto con occhi diversi, anche alla luce dell’evoluzione tecnologica.
SPOGLIATOIO – «Credo di sì. Oggi è tutto più naturale con i telefonini. Il film poi uscì senza problemi».
E a Coverciano, almeno finora, nessuno gli ha ancora parlato della finale del 2006.
A COVERCIANO QUALCUNO MI HA PARLATO DI QUELLA FINALE? – «No, ma magari succederà in questi giorni».
Vent’anni dopo, Italia-Francia 2006 resta una partita scolpita nella memoria collettiva. Per gli Azzurri fu l’apoteosi, per i Bleus una ferita mai del tutto rimarginata. E per Dhorasoo, ancora oggi, il sogno ricorrente di entrare in campo e cambiare la storia.







































