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Calcionews24

·2 de abril de 2026

Dimissioni Gravina, la pista commissariamento perde quota: ecco perché!

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Dimissioni Gravina, la pista commissariamento perde quota: ecco perché! Tutto dipende dalla decisione del presidente della FIGC

Il futuro della FIGC passa dalle prossime ore, ma una cosa appare già chiara: se Gabriele Gravina dovesse formalizzare le dimissioni, si aprirebbe subito il percorso che porta a nuove elezioni federali. Come spiegano La Gazzetta dello Sport e lo Statuto FIGC, in caso di dimissioni del presidente decadono anche il presidente stesso e l’intero Consiglio federale; l’ordinaria amministrazione proseguirebbe in regime di prorogatio fino alla convocazione dell’assemblea elettiva, che dovrebbe essere indetta senza indugio e comunque entro 90 giorni.

Secondo la ricostruzione della rosea, il voto dovrebbe quindi tenersi tra la fine di giugno e l’inizio di luglio. A eleggere il nuovo presidente sarebbero i delegati delle varie componenti del calcio italiano: Serie A, Serie B, Lega Pro, Lega Dilettanti, calciatori, allenatori e arbitri. Sul piano del peso politico, la Lega Dilettanti resta la componente più incisiva, davanti alle altre aree del sistema federale.


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Un altro punto rilevante riguarda il commissariamento, che al momento viene considerato una strada non praticabile. Le norme federali lo prevedono solo in presenza di gravi irregolarità gestionali o violazioni dell’ordinamento sportivo, non semplicemente dopo un fallimento sportivo, anche se pesantissimo come la mancata qualificazione al Mondiale. Per questo, l’eventuale pressione della politica resterebbe solo sul piano pubblico e mediatico, senza la possibilità di imporre da sola un intervento esterno.

Gattuso e il ct, cosa cambia con le dimissioni del presidente

Le eventuali dimissioni del presidente federale non comporterebbero automaticamente anche l’addio del commissario tecnico. La Gazzetta dello Sport ricorda infatti che si tratta soprattutto di una conseguenza politica, non di un automatismo formale. In generale, il nome del ct viene scelto proprio dal presidente federale: per questo, un eventuale cambio al vertice potrebbe portare anche a una nuova decisione sulla panchina dell’Italia.

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