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·17 de mayo de 2026

Dumfries e il futuro all’Inter: «Ho una clausola, dopo il Mondiale faremo il punto»

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L’esterno olandese Dumfries analizza la stagione e risponde alle voci di mercato alla vigilia della festa scudetto

Alla vigilia dell’ultima gara casalinga della stagione a San Siro contro l’Hellas Verona, l’esterno nerazzurro Dumfries ha rilasciato un’importante intervista ai microfoni del quotidiano Libero. Il calciatore ha ripercorso le tappe della sua avventura a Milano, dal suo arrivo nel 2021 fino al trionfo nel double, facendo chiarezza sul suo futuro e sulle dinamiche dello spogliatoio.

L’ARRIVO ALL’INTER – «Eh, a un certo punto durante quell’estate mi ha chiamato Piero e mi ha detto “guarda che devi venire subito”. Gli ho detto “ok, io ci sono. Se trovate un accordo col Psv va bene”. Sai, io lì ero il capitano. Non è stato semplice, c’è voluto tempo. Diventare un titolare dell’Inter non è mica uno scherzo. Per “colpa” di quel rompiscatole di Mario Cecchi! Tu non puoi capire quanto rompe Mario Cecchi. Sono cinque anni che mi sta addosso, non puoi capire. Io ora lo chiamo “Zio”, lo Zio Mario. Mammamia quanto mi è stato addosso… Sì! Incredibile! Lo Zio Mario sempre dietro a me…»


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FUTURO E CLAUSOLA – «Guarda, non ci sono segreti. Tutti sanno che nel mio contratto c’è una clausola. Io posso dirti che qui sto benissimo, ma davvero. C’è un Mondiale davanti e poi, come ogni anno, mi troverò con la società per fare il punto della situazione. Abbiamo sempre fatto così e faremo così anche questa volta.»

IL GIUDIZIO SU PALESTRA – «È un grande esterno. Mi piace molto. Nell’Inter devono arrivare solo i grandi giocatori e lui starebbe bene nel nostro gruppo.»

IL RAPPORTO CON IL CAMPO – «In campo non sorrido perché il calcio è il mio lavoro e il lavoro è una cosa seria. Ma fuori sono diverso, anche se può non sembrare. Ma quello è una specie di gioco che faccio per i miei amici. Sono molto felice qui a Milano.»

SU LUIS HENRIQUE – «Certi giudizi sono stati troppo severi. Con lui in campo l’Inter praticamente ha vinto sempre. Ripeto, per imparare il nostro ruolo servono tempo e il lavoro… Sì, Mario! Lo zio Mario sta addosso anche a lui!»

CRESCITA E RUOLO TATTICO – «Si lavora per crescere sempre. Sarebbe un grave errore pensare di essere arrivati al massimo. Di esterni più fortes di me beh, Hakimi. Anche Frimpong e Jurrien Timber sono fortissimi. Io mi sento perfetto come terzino destro in una difesa a quattro, nel 4-3-3, ma ormai ho imparato il mestiere nel 3-5-2 e mi piace.»

LO SCUDETTO E LA CHAMPIONS – «No, e ti spiego perché. L’anno scorso è finita male ma, credimi, ce l’abbiamo messa tutta. Il modo migliore per dimenticare quella delusione era ripartire: non era scontato e ci siamo riusciti. Per questo mi tengo Scudetto e Coppa Italia, sono il simbolo di un gruppo che in un momento complicato ha saputo reagire. Chivu è stato bravissimo. Ha trovato la chiave giusta. Non era facile. Ahahahah beh le sfide nei derby con Theo Hernandez sono state decisamente intense…»

LA REPLICA A CARDINALE – «No, qui pensiamo solo a noi stessi. Al nostro lavoro. E a goderci queste nuove vittorie.»

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