Pagine Romaniste
·24 de marzo de 2026
El Aynaoui, che fatica: le gare troppo timide e il fantasma di Ríos

In partnership with
Yahoo sportsPagine Romaniste
·24 de marzo de 2026

CORRIERE DELLA SERA (Ugo Trani) – Oggi come ieri. Neil El Aynaoui rimane il pomo della discordia dentro e fuori Trigoria. La sua avventura nella Capitale è partita sull’onda della perplessità: un acquisto che non ha convinto in partenza, oltre che Gian Piero Gasperini, pure la piazza. Si esagerò sui social solo perché la tifoseria giallorossa avrebbe preferito Ríos, il colombiano finito al Benfica e indicato a Massara dal tecnico appena messo piede a Roma.
Adesso, senza arrivare al punto di denigrarlo come è successo sette giorni fa, la questione è tornata d’attualità. Niente di definitivo, ma l’allenatore, e in questo caso il management, hanno preso atto che, tra i giovani del gruppo, il centrocampista marocchino, ventiquattrenne, è l’unico finora a non essere migliorato.
Automatico, quindi, il paragone con Pisilli che, in sua assenza, lo ha sorpassato nelle gerarchie. Nel suo ruolo sono necessarie personalità e sostanza, caratteristiche che da un po’ mancano al ragazzo di Nancy. Che, è giusto sottolinearlo, si è sempre comportato da professionista. La conferma si è avuta la scorsa settimana, prima della gara di Europa League contro il Bologna, quando Neil si è presentato regolarmente all’allenamento nonostante lo shock vissuto in piena notte per la rapina subita nella sua villa all’Infernetto.
La sua storia romanista va comunque divisa in due. Prima e dopo la Coppa d’Africa. Più che sufficiente la fase iniziale, negativa l’attuale. Ritornato dalla manifestazione in Marocco, non si è più acceso. Gasperini, però, non lo ha mai snobbato. Titolare in cinque partite di campionato, tre delle quali prima di raggiungere la sua nazionale.
Ad inizio stagione ha giocato 12 delle 14 gare in cui è stato disponibile: nessun gol, un assist. Gian Piero lo ha battezzato in coppa: dentro dal primo minuto nei primi sei match di Europa League, gol contro il Midtjylland all’Olimpico, senza perdere nemmeno un minuto. Mai sostituito, come nelle 7 di Coppa d’Africa, comprese semifinale – in cui ha trasformato il primo rigore della serie contro la Nigeria – e finale da 120 minuti.
E con il Marocco, da playmaker nel 4-3-3, è stato di sicuro protagonista. Tornato in Italia, però, è parso quasi irriconoscibile. Eppure Gasp lo ha utilizzato in 7 delle 9 partite di campionato, in 2 dall’inizio, e da titolare in 2 delle ultime 3 partite di Europa League. Pagato 23 milioni in estate, la Roma a fine stagione potrebbe metterlo sul mercato. All’estero, a quanto pare, piace.









































