LazioPress.it
·11 de mayo de 2026
Errori arbitrali Lazio: dallo scudetto mancato al VAR che non basta

In partnership with
Yahoo sportsLazioPress.it
·11 de mayo de 2026

Il 28 dicembre 2025 la SS Lazio ha inviato una lettera formale alla Lega Serie A, definendo gli episodi arbitrali stagionali "una sequenza che non è più archiviabile come casualità." Non è una dichiarazione a caldo nel post-partita: è un documento ufficiale che elenca casi specifici e chiede risposte concrete.
Il contesto è altrettanto eloquente: nel girone d'andata 2025/26 la Lazio è la squadra con il saldo negativo più alto dell'intera Serie A, con quattro punti virtuali persi. I tifosi biancocelesti lo sanno: certi appuntamenti con le sviste arbitrali hanno radici profonde, e questa stagione non è che l'ultimo capitolo di una storia molto più lunga.
Il VAR avrebbe dovuto chiudere i dibattiti. In casa biancoceleste, invece, li ha solo cambiati di forma. Il problema non è la tecnologia in sé, ma il modo in cui viene applicata: il protocollo prevede l'intervento video solo in presenza di un "chiaro ed evidente errore", una soglia che nella pratica non ha mai avuto una definizione univoca. Lo stesso tipo di episodio, nella stessa giornata di campionato, viene valutato diversamente da arbitri diversi senza che nessuno dei due giudizi risulti formalmente scorretto.
A questo si aggiunge il meccanismo del "silent check": la sala VAR può archiviare un episodio senza richiamare l'arbitro al monitor, e quando questo accade il tifoso non vede nulla, non sente nulla, e la percezione di una decisione presa troppo in fretta diventa difficile da scrollarsi di dosso.
Diversi episodi contestati dalla Lazio negli ultimi due anni sono passati esattamente per questa porta, dal mancato rosso a Douglas Luiz contro la Juventus al caso Davis di dicembre 2025. Episodi come questi, imprevedibili per definizione, finiscono per condizionare non solo le classifiche ma anche i pronostici: una variabile che nessuna analisi riesce davvero ad anticipare, e che secondo quanto riportato dal portale di comparazione www.miglioricasinoonline.info spinge sempre più appassionati a confrontare i migliori siti scommesse prima di ogni giornata, per orientarsi tra quote e operatori con maggiore consapevolezza.
Ai tempi in cui non esisteva ancora un replay ufficiale, non c'era una sala di Lissone collegata agli stadi, e le eventuali ammissioni degli arbitri arrivavano solo anni dopo, quando il danno era ormai irreparabile. Per la Lazio, il caso più emblematico resta la stagione 1998/99: un campionato che i biancocelesti avevano costruito mattone su mattone, con sette punti di vantaggio a febbraio, e che sfumò per un solo punto a favore del Milan di Zaccheroni. In quella corsa al titolo si incastonano due episodi distinti, spesso confusi tra loro anche da fonti autorevoli, che vale la pena raccontare con precisione.
Era il 3 aprile 1999, scontro diretto all'Olimpico tra la capolista Lazio e un Milan che doveva recuperare terreno. Al primo minuto di gioco Christian Vieri segna, ma l'assistente alza la bandierina per fuorigioco. Le immagini mostrano una posizione regolare. La partita finisce 0-0, con 14 calci d'angolo a 0 per i biancocelesti: la Lazio domina senza capitalizzare. Con quel gol convalidato i biancocelesti avrebbero avuto dieci punti di vantaggio sul Milan a sei giornate dalla fine, rendendo la rimonta rossonera praticamente impossibile. Anni dopo, l'arbitro Graziano Cesari ammise pubblicamente: "Laziali, scusate, quel gol era regolare." Un'ammissione tardiva, che non restituisce nulla sul piano sportivo.
15 maggio 1999, penultima giornata di campionato. La Lazio è a Firenze con un punto di vantaggio sul Milan, che gioca in casa contro l'Empoli. Il punteggio è sull'1-1 quando Marcelo Salas viene atterrato in area dal difensore viola Mirri: rigore netto, che l'arbitro Fiorenzo Treossi non concede. Poco dopo la Fiorentina ottiene un calcio di rigore giudicato generoso per un contatto su Batistuta: lo tira Rui Costa, lo para Marchegiani. La partita finisce 1-1, il Milan vince e sorpassa in classifica. All'ultima giornata la Lazio batte il Parma ma il Milan vince a Perugia: scudetto rossonero per un solo punto. Anche Treossi, anni dopo, riconobbe l'errore: "Quel rigore era netto." Due ammissioni postume, due episodi diversi, un solo scudetto mancato.
L'introduzione del VAR in Serie A dalla stagione 2017/18 ha eliminato alcuni errori grossolani, ma ha aperto spazio a nuove categorie di controversia: interpretazioni discordanti sullo stesso tipo di fallo, fuorigiochi millimetrici discussi per giorni, e soprattutto la percezione che certe decisioni vengano applicate in modo non uniforme tra le squadre. La Lazio, in questo contesto, ha accumulato un catalogo di episodi contestati che va ben oltre la normale distribuzione statistica degli errori.
Tra gli episodi più paradossali degli ultimi anni c'è quello di Lazio-Cremonese nella stagione 2022/23, con l'arbitro Pairetto. L'assistente Regattieri segnala un fuorigioco su una rimessa dal fondo effettuata dal portiere Provedel: una fattispecie che semplicemente non esiste nel regolamento del calcio, poiché il fuorigioco non si applica sulle rimesse dal fondo. L'arbitro raccoglie la segnalazione e ferma il gioco, tra lo sconcerto di giocatori, allenatore e commentatori. L'episodio fu definito dagli stessi esperti arbitrali una svista "senza spiegazioni", con ogni probabilità unica nella storia recente della Serie A per la sua natura: non un'interpretazione discutibile, ma l'applicazione di una regola inesistente.
Nella stagione 2024/25, sotto la guida di Marco Baroni, la Lazio accumula una serie di episodi contestati che alimentano un dibattito crescente sulla gestione arbitrale nei confronti dei biancocelesti. La stampa sportiva, in particolare Il Messaggero, parla apertamente di una percezione diffusa di trattamento sfavorevole nei momenti decisivi. Di seguito i casi più documentati:
Il punto di rottura arriva il 28 dicembre 2025, dopo Udinese-Lazio 1-1. Al 90' l'attaccante friulano Davis segna il gol del pareggio dopo aver toccato il pallone con il braccio nell'azione precedente. Il VAR non interviene perché giudica non "immediato" il collegamento tra il fallo di mano e la rete, trattandosi di circa nove secondi e di un'azione sviluppata autonomamente. Il regolamento, su questo punto, è oggettivamente ambiguo: il gol è considerato regolare per protocollo, ma la Lazio non accetta la spiegazione. Il club invia alla Lega una lettera formale in cui si elencano gli episodi stagionali e si chiede "uniformità di indirizzo immediata mediante la definizione di linee guida operative vincolanti." Le analisi indipendenti del girone d'andata confermano la percezione biancoceleste: con un arbitraggio uniforme, la Lazio avrebbe quattro punti in più in classifica, il saldo negativo peggiore dell'intera Serie A.
Il dibattito continua nel girone di ritorno. In Lazio-Milan del marzo 2026 viene annullato un gol ad Athekame per un doppio tocco di braccio: il primo contatto è considerato involontario, il secondo punibile. L'esperto Graziano Cesari, intervenuto a Pressing, giudica la decisione corretta per regolamento, pur riconoscendone la complessità.
Pochi giorni prima della sosta, in Lazio-Parma del 4 aprile 2026, si registra invece un episodio favorevole ai biancocelesti: Tavares tocca il pallone con il braccio in area, ma il Parma aveva un giocatore in fuorigioco a inizio azione, Pellegrino, che entra in contatto fisico con il terzino laziale. Il VAR e l'arbitro Marcenaro gestiscono correttamente la sequenza cronologica: prima il fuorigioco, poi il fallo di mano. A Open VAR su DAZN, l'esperto Tonolini conferma: "L'analisi è stata effettuata correttamente. In assenza di fuorigioco sarebbe stato rigore."
Due episodi agli antipodi nel giro di poche settimane, che fotografano esattamente il problema: la stessa tecnologia, applicata con criteri che cambiano a seconda di chi siede nella sala di Lissone. E la Lazio, come sempre, aspetta risposte che non arrivano mai del tutto.
En vivo







































