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·14 de abril de 2026

ESCLUSIVA PSB – Sanllehy (ag. Guiu): “Braida fondamentale, Superbi lo tratta come un figlio. Felici all’Entella, sul futuro…”

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ESCLUSIVA PSB – Sanllehy (ag. Guiu): “Braida fondamentale, Superbi lo tratta come un figlio. Felici all’Entella, sul futuro…”

Le persone giuste, inserite nei momenti topici, hanno l’inconsapevole effetto di saper contribuire alla fioritura di magnifiche storie. Bernat Guiu, nella sua carriera, di persone giuste ne ha incontrate diverse, così da poter beneficiare del giusto supporto per trasformare il sogno in realtà. Ariedo Braida, David Comanala, Cesare Fogliazza, Gabriele Bolis, Daniele Rosso e Matteo Superbi. Un viaggio partito da Tarragona e, in questo momento, sviluppato in quel di Chiavi, dove la Virtus Entella sta valorizzando il talento di un attaccante che ha molti più meriti di quanto riconosciutogli finora dalla stampa. Il calcio di Guiu è un piacere per gli occhi e i palati: qualità, dinamismo, tecnica, interpretazione della circostanza, movimenti funzionali alla manovra collettiva. Un gol e cinque assist il suo bottino finora raccolto in campionato, ma i numeri non aiutano a spiegare un talento che va ben al di là delle statistiche. Parlavamo di persone giuste: tutte quelle menzionate vedono uno filo rosso che ne unisce la presenza nella carriera di Bernat: Marc Sanllehy, primo e unico agente della carriera del classe 2000. Raggiunto in esclusiva dai nostri microfoni, il procuratore dell’ex Gimnàstic ci ha fornito un quadro completo e profondo del protagonista odierno.


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L'agente di Guiu in esclusiva ai microfoni di PianetaSerieB

La storia di Bernat non è lineare come solitamente intercettiamo.

“Ho conosciuto Bernat tramite David Comanala, ex direttore sportivo del Gimnàstic de Tarragona, all’epoca dirigente della cantera, che mi parlò di questo ragazzo, all’epoca sedicenne. Parlai con lui e con suo padre, che mi disse di prenderlo e di trattarlo come un figlio, il che voleva anche dire – su sua stessa richiesta – di rimproverarlo quando necessario. Comincia così il mio percorso con Bernat. Dopo aver fatto molto bene, il club lo blinda con un contratto 1+2, ovvero un anno nella seconda squadra, il Pobla de Mafumet, e un biennale nel primero equipo da ventiquattromila euro lordi. Nonostante cifre oggettivamente basse, il successivo direttore sportivo, ovvero Sergi Parés, voleva trattare al ribasso, dicendo che fossero tanti soldi. L’allenatore, Toni Seligrat, faceva tra l’altro giocare Bernat come terzino, non permettendogli di esprimere le proprie caratteristiche. Arriva, però, il turning point: una sera mi ritrovo a cena con Ariedo Braida, Guido Angelozzi, il compianto Cesare Fogliazza e Gabriele Bolis, quest’ultimi due rispettivamente presidente e direttore sportivo della Pergolettese. Ariedo mi chiede di mostrare a Fogliazza e Bolis qualche video di Bernat, sottolineandone al contempo le qualità e definendolo un fuoriclasse per il contesto Pergolettese. Fogliazza e Bolis notano che il ragazzo ha qualcosa di speciale, decidendo così di tesserarlo, dato che si era liberato dal Gimnàstic. Una cena e la visione di Braida, dunque, hanno dato un indirizzo a questa storia. I tre anni a Crema sono stati magnifici. Consentimi di menzionare un’altra fortuna capitata sul cammino di Bernat”.

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Guiu con Cesare Fogliazza, compianto presidente della Pergolettese

Prego.

“Un padre sereno e una fidanzata che non sta con lui per soldi, dato che l’ha conosciuto prima di arrivare in Italia. Jennifer segue Bernat ma ha una propria indipendenza, lavora, è un’insegnante di spagnolo. Una grande donna, che porta serenità nella vita di un ragazzo che, ad ogni modo, è un professionista esemplare e non ama altro che non sia giocare a calcio”.

Dopo il triennio con la Pergolettese arriva la tappa Chiavari, dove a credere nelle chiarissime (e sottovalutate) qualità di Guiu è la Virtus Entella.

“La Pergolettese va ringraziata, perché durante l’ultima stagione Fogliazza e Bolis dissero a Bernat che alla fine dell’annata gli avrebbero concesso di andare via senza chiedere indennizzi. Questo ci ha facilitato la scelta, ma ribadisco la menzione da consegnare al sodalizio di Crema. Detto ciò, ebbi incontri con un paio di club di Serie B, che mostrarono però qualche titubanza per il fisico. Ecco perché, secondo me, l’Italia è alla terza esclusione consecutiva dai mondiali. Questo è un caso di specie: il pallone come va giocato? Con i piedi. In questi confronti si inserisce la Virtus Entella, nelle persone di Daniele Rosso e Matteo Superbi. Chiesi un mese circa per capire l’evoluzione dei contatti con le squadre della cadetteria, nonostante proprio Guiu premesse per andare all’Entella, dato che i feedback erano positivi da parte di chiunque venisse interpellato. C’era la Feralpisalò, ma ebbi sensazioni nettamente opposte, in senso negativo, a quelle che arrivavano dai biancocelesti. Dimenticavo: a un certo Bernat è stato cercato anche dalla Juve Stabia. Alla fine, ad ogni modo, firmiamo con l’Entella, e c’è un aneddoto simpatico riguardante i primi allenamenti”.

A te la parola.

“Devi sapere che i campi di allenamento della Pergolettese sembrano il Camp Nou di Barcellona e il Bernabeu di Madrid. Fogliazza spendeva più soldi per questo che per i calciatori. Arrivato a Chiavari, Berni si ritrova sul sintetico, me lo dice e io esclamo ‘Dai Berni, hai sempre giocato così, cosa vuoi?ì (ride, ndr)’”.

La rigogliosa tappa con la Virtus Entella

Comincia, dunque, il percorso con l’Entella.

“Superbi con Guiu ha fatto un capolavoro, l’ha trattato sin da subito divinamente”.

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Guiu con Matteo Superbi e Marc Sanllehy

Prima stagione e l’immediata promozione in Serie B.

“Sai perché si parla poco di lui? Per la miopia che porta a guardare unicamente le statistiche. Questo è uno dei problemi del calcio italiano. Bernat ha questo problema, se così lo si può definire: fa solo gol magnifici. È reduce da una perla contro il Venezia, ma non si può ridurre la sua stagione a quel frammento: ha messo a referto cinque assist, oltre a tantissime giocate per la squadra. Qualità alla mano, non capisco perché non mi abbiano chiamato squadre di Serie A che, magari, lottano per la salvezza, dato che, in totale onestà, non vedo in quei contesti calciatori superiori a Guiu. Bernat ha qualità, nelle scelte e nelle esecuzioni, è bravo di testa, ha un fisico strutturato, capisce il gioco. Ora ha segnato e tutti si sono svegliati, ma non dovrebbe funzionare così”.

Hai già lasciato intendere la risposta, ma approfondiamo il tema: com’è il suo rapporto con l’ecosistema Virtus Entella, inteso come società, ambiente e quotidianità?

“Una settimana fa ha comprato un appartamento a Chiavari, e l’ha fatto tramite mutuo, perché alla fine è appena un anno che gioca in Serie B, non può pagare tutto e subito. Non si fa una scelta del genere se non si è felici in un posto. Bernat non spende tanto, è un po’ genovese sotto quest’aspetto (ride, ndr). Si trova benissimo, Superbi lo tratta come un figlio, un po’ come Bolis alla Pergolettese, e anche io corro da lui non appena ha bisogno di supporto”.

Hai aiutato a comprendere il fortissimo legame tra Guiu e la Virtus Entella, ma il ruolo impone – o quantomeno suggerisce – la seguente, solita, domanda: il calcio è per definizione instabile, incapace di basarsi su verità assolute e inconfutabili. Cosa può esserci nel futuro di questo ragazzo?

“Sarò sincero: per me Guiu è un calciatore da Serie A. L’unico problema, per rinforzare questa posizione, è un basso numero di gol, a detta di chi basa tutto su questo. La gente, tra l’altro, dimentica che ha dovuto saltare tante partite per infortunio, e questo ha sicuramente messo in difficoltà la squadra, dato che Berni è il calciatore più abile nelle combinazioni e nelle intuizioni di qualità tra quelli a disposizione di mister Chiappella. Penso che quest’estate riceverò qualche chiamata per parlare di lui, stiamo a vedere. Chiudo così: non escludo di poter portare qualche altro talento spagnolo in Italia”.

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