Calcio e Finanza
·5 de junio de 2026
EURO 2032, Banca Ifis: l'impatto economico per l'Italia sarà di oltre 4,5 miliardi

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·5 de junio de 2026

Modernizzare gli impianti potrebbe portare oltre un quarto dei tifosi che oggi non vanno allo stadio a tornare sugli spalti. È questa la stima centrale del nuovo Osservatorio sullo Sport System presentato da Banca Ifis venerdì 5 giugno al Festival della Serie A di Parma, con un focus interamente dedicato alle infrastrutture calcistiche e all’impatto atteso da UEFA Euro 2032.
Secondo l’istituto di credito, il rinnovamento degli stadi italiani genererebbe 5,3 milioni di nuovi spettatori, pari al 24% di chi oggi segue il calcio senza mai mettere piede in un impianto, con una ricaduta diretta sul territorio stimata in 1,3 miliardi di euro.
Un dato che, nelle intenzioni di chi ha condotto la ricerca, quantifica il divario che separa la Serie A dalle principali leghe europee e indica nella questione infrastrutturale la leva principale per colmarlo.
L’Ufficio Studi di Banca Ifis ha analizzato 16 casi internazionali, individuando quattro modelli di riferimento che rappresentano altrettanti paradigmi evolutivi per il calcio italiano, ciascuno con un ruolo specifico in termini di posizionamento, integrazione urbana e impatto economico:
In questo scenario, gli stadi evolvono da luoghi dedicati esclusivamente alla competizione sportiva a infrastrutture multifunzionali, aperte e integrate con il territorio, in grado di offrire esperienze prima, durante e dopo l’evento.
Il framework sarebbe già applicabile a 21 impianti nel Paese. Tra interventi già realizzati o in fase di pianificazione, lo studio conferma come l’Italia abbia avviato un percorso di rinnovamento infrastrutturale che, seppur ancora disomogeneo, presenta ampi margini di sviluppo.
«Ogni territorio deve sviluppare il proprio modello in coerenza con le caratteristiche locali, – ha spiegato Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, intervenuto al panel insieme al presidente del Cagliari Calcio Tommaso Giulini, al presidente della SS Lazio Claudio Lotito e al Commissario per gli Stadi di Euro 2032 Massimo Sessa. – Strutture moderne e polifunzionali possono attivare nuova domanda. E gli stadi sono anche una condizione abilitante per cogliere appieno le opportunità offerte dai grandi eventi internazionali».
Il tema infrastrutturale assume una rilevanza ancora più strategica in vista di Euro 2032, che vedrà Italia e Turchia co-organizzare la competizione continentale. L’Italia ospiterà 26 partite, con oltre 1,1 milioni di spettatori attesi, una permanenza media superiore a tre notti e un’audience globale stimata in oltre 5,4 miliardi di persone.
L’impatto economico complessivo per il Paese è quantificato in 4,6 miliardi di euro: 800 milioni di heritage infrastrutturale, 1 miliardo di spesa diretta e 2,8 miliardi di spesa differita entro 12-18 mesi dalla fine del torneo.
In questo scenario, Il rinnovamento degli stadi si configura come un abilitatore decisivo per cogliere appieno il potenziale dell’evento e rafforzare il posizionamento internazionale dell’Italia. Ad oggi, l’Italia può essere praticamente certa di contare su 3 stadi per Euro 2032, nelle città di Roma, Milano e Torino, mentre le ulteriori 2 infrastrutture sono ancora da definire.
Il tutto entro l’ottobre 2026, quando l’UEFA si esprimerà definitivamente sui Paesi e, conseguentemente, sugli impianti ufficiali che ospiteranno la competizione continentale.
La crescente centralità delle infrastrutture sportive rende necessario un supporto finanziario dedicato e specializzato. Ed è in questo contesto che si inserisce Ifis sport, la divisione di Banca Ifis all’interno della propria area Corporate & Commercial Banking creata per sostenere la crescita e la sostenibilità dell’intero ecosistema sportivo. Prima esperienza di questo tipo in Italia e tra le prime a livello internazionale, Ifis sport nasce con un approccio double bottom line, orientato a coniugare creazione di valore economico e impatti sociali positivi.
L’offerta comprende operazioni di anticipo crediti – tra cui diritti televisivi, sponsorizzazioni e player trading – soluzioni di finanza strutturata, come fideiussioni e linee di credito anche per operazioni internazionali, e strumenti di leasing e noleggio operativo per infrastrutture, tecnologie e impianti sportivi, inclusi quelli per la produzione energetica sostenibile. In uno scenario che richiede investimenti crescenti per la modernizzazione degli impianti e l’adeguamento agli standard internazionali, Ifis sport si propone quindi come abilitatore finanziario della trasformazione infrastrutturale del settore, affiancando alla capacità di analisi dell’Osservatorio un supporto concreto allo sviluppo dei progetti. Con un radicamento iniziale in Italia, la divisione ha già avviato operazioni nei principali mercati calcistici europei – tra cui Spagna, Regno Unito, Francia e Portogallo – confermando il ruolo di Banca Ifis come partner finanziario di riferimento per lo sport system anche in chiave internazionale.
Attraverso l’integrazione tra ricerca, infrastrutture e strumenti finanziari, Banca Ifis contribuisce così a accelerare l’evoluzione del settore sportivo, trasformando lo sviluppo degli stadi in una leva concreta di crescita economica, innovazione e valorizzazione dei territori.
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