Pagine Romaniste
·13 de febrero de 2026
Evan, è tornato il ministro della Difesa

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·13 de febrero de 2026

CORRIERE DELLO SPORT (Jacopo Aliprandi) – Contro il Cagliari è tornato il ministro della Difesa. Evan N’Dicka ha alzato il muro e ha fatto capire a tutti che la Roma può – e deve – ripartire da lui. Gasp aspettava proprio questo: rivedere il centrale che comandava la linea con autorità, tempismo e personalità. Dopo il tour de force con la sua Costa d’Avorio, qualcosa si era inceppato. Non un crollo, ma un fisiologico appannamento: qualche lettura meno brillante, un pizzico di ritardo negli anticipi, un feeling da ricostruire con i compagni. Ma N’Dicka aveva solo bisogno di tempo.
Senza Hermoso – fuori in quattro delle ultime cinque partite – il peso specifico è aumentato. E lui, contro i sardi, ha risposto da leader silenzioso. Sempre in controllo, sempre sul pezzo. Una prestazione che sa di ritorno al futuro, arrivata nel momento giusto. Perché all’orizzonte c’è il Napoli, crocevia della stagione. E la Roma non può più permettersi mezze misure, soprattutto nei big match.
I numeri sono impietosi: nelle sfide tra le prime cinque della classifica, i giallorossi hanno raccolto appena un punto in cinque gare, il pari contro il Milan del 25 gennaio. Troppo poco per chi vuole stare al tavolo dei grandi. Il dato si allarga e fa rumore: negli ultimi cinque anni, contro squadre che hanno partecipato almeno una volta alle coppe, i capitolini hanno totalizzato 90 punti in 89 partite. Un bilancio che racconta di una difficoltà strutturale. Partite che pesano doppio, dove servono nervi saldi, cinismo sotto porta e difese granitiche. Ecco perché il ritorno del “Ministro” non è una semplice buona notizia: è una necessità. La Roma deve blindare la retroguardia, anche perché nei big match si costruiscono le stagioni.









































