Juventusnews24
·10 de marzo de 2026
Fabrizio Bava spaventa la Juventus: «Se non vai in Champions League c’è questo rischio su Yildiz»

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Quale impatto avrebbe sui conti della Juventus una mancata qualificazione alla prossima Champions League? Sulle pagine di Tuttosport, Fabrizio Bava, professore ordinario in Economia Aziendale all’Università di Torino, analizza la delicata situazione finanziaria del club bianconero. Tra costi operativi altissimi, errori sul mercato da ammortizzare e i rigidi paletti della UEFA, la conquista del quarto posto assume i contorni di un vero e proprio obbligo vitale.ENTRARE IN CHAMPIONS «Cambia tanto, perché per la Juve il quarto posto è la base di partenza: non arrivarci, in linea teorica, non è contemplato. Non per una struttura di costi così, visto che parliamo dei più alti della Serie A. Al 30 giugno 2025 è il club che tra ingaggi e ammortamenti totali balla sui 400 milioni di costi; Milan e Inter si aggirano intorno ai 300; Roma, Atalanta e Napoli sui 200. Con la metà dei costi fissi ci si può pure permettere di non andare in Champions, anche al netto degli introiti legati alle sponsorizzazioni, che per la Juve sono più alti».COMO E JUVE «Basti pensare al Como: al 30 giugno 2025 a bilancio i costi si aggirano intorno ai 110-120 milioni. La differenza è tanta rispetto alla Juve. Il calcio contempla exploit e cadute, ma senza 60 80 milioni derivanti dalla Champions League mantenere alto il livello di competitività della squadra diventa più difficile. Pensiamo agli sponsor: sicuramente determinati introiti la Juve li ottiene da quel fronte, ma alcuni sono vincolati alla partecipazione alla massima competizione europea. Arrivare quarti nel calcio di oggi è una base indispensabile per chi spende di più».IL RISCHIO DI CEDERE YILDIZ «Con una proprietà come quella della Juve alle spalle si gestisce tutto, non è questo il punto. Ma i tifosi si lamentano del fatto che non si comprino più giocatori da Juve: se non vai in Champions – non dico che debbano vendere Yildiz, ma sicuramente è un rischio di fronte ad un’offerta da capogiro – però è improbabile che il club investa 50-100 milioni sul mercato. Negli ultimi anni gli acquisti azzeccati sono stati pochi ed è stato un enorme problema: Douglas Luiz da piazzare per non fare minusvalenza è un guaio. Stessa cosa per David adesso, per esempio».I MODELLI DI MILAN E NAPOLI «Il Milan ha fatto un lavoro miracoloso: senza Champions è riuscito a mettere a posto il bilancio con delle belle plusvalenze e sportivamente è rimasto competitivo. Ma è una strada azzardata, i rischi sono alti. Il Napoli ha tenuto a posto i conti vendendo i più forti, sì, ma sostituendoli con giocatori che in qualche modo hanno portato risultati a casa. La Juve, invece, non ci è riuscita dopo il ciclo dei nove scudetti».IL GENTLEMEN’S AGREEMENT UEFA «La Juve ha sforato i 60 milioni di perdita nel triennio, per cui con l’Uefa farà un gentlemen’s agreement che andrà rispettato. Pochi club, a conti fatti, remunerano bene i giocatori come i bianconeri in relazione alla resa: tra ingaggi e ammortamenti pesiamo 100 milioni in più di Milan e Inter. Se hai un aereo più grande degli altri, devi dargli una struttura per tenerlo in volo»UN NUOVO AUMENTO DI CAPITALE «Sì, ma coprirebbe le perdite, non servirebbe per perfezionare dei colpi. Perché la proprietà dovrebbe premiare l’insuccesso sportivo immettendo mezzo miliardo? La Juve ha bisogno di incrementare i ricavi e la Champions ti dà tutto subito. Abbiamo visto le difficoltà con gli sponsor: non è un momento facile, altrimenti non avrebbe ancora Jeep sulla maglia. In ogni caso, nessun dramma: è ancora tutto aperto e alla portata».









































