Falcao sulla finale contro il Liverpool: “Giocai sotto iniezioni, ma non era solo quello il motivo per cui non tirai il rigore” | OneFootball

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·28 de junio de 2026

Falcao sulla finale contro il Liverpool: “Giocai sotto iniezioni, ma non era solo quello il motivo per cui non tirai il rigore”

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Un ex leggenda della Roma è tornato a parlare dei giallorossi, ricordando i bei tempi nella Capitale e raccontando alcuni aneddoti.

Paulo Roberto Falcao, ex centrocampista della Roma, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Rai Play in cui ha ricordato alcuni momenti della sua carriera. Soprattutto l’ex centrocampista brasiliano si è concentrato sul rigore non calciato contro il Liverpool nella Coppa dei Campioni 84′,  in una delle partite più importanti della storia capitolina.


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Falcao: “Forse il mio contributo è stato più nello spogliatoio anche Bruno Conti e Pruzzo dicevano così”

Il “Divino” ha esordito parlando dell’affetto dei tifosi“Ricordo che dovevamo scendere a Fiumicino e invece scesi a Ciampino, c’era tanta gente: fu una cosa fantastica. Non si vinceva lo Scudetto da 40 anni, fu un momento unico per la tifoseria. Alla fine sono loro la cosa principale in una squadra. Uno striscione diceva che “La Roma non si discute, si ama”. A me non piaceva perché significava accettare qualsiasi rendimento sul campo, mentre una squadra come la Roma meritava di vincere. Questo mi ha dato la spinta, perché questa Roma doveva costruire qualcosa di diverso. I tifosi sono unici, inizialmente andavano in pochi in trasferta, poi ricordo che nell’anno dello Scudetto vidi lo stadio del Pisa tutto giallorosso”.

Falcao poi ha ricordato alcuni momenti dello scudetto vinto nella Capitale“Dopo la partita contro il Genoa i tifosi invasero il campo, fu una cosa unica. Si capiva che la Roma era arrivata a farsi rispettare in Italia, perché aveva giocato meglio, perché aveva giocatori con forza. Contro il Genoa segnò Pruzzo di testa, era un momento unico perché da tanto non si viveva quello. Avevo vinto qualche anno prima il campionato col Porto Alegre da imbattuti, un record ai tempi. Ma lo Scudetto con la Roma fu bellissimo”.

Poi l’ex centrocampista ha commentato il soprannome “il Divino”“Forse il mio contributo è stato più nello spogliatoio che in campo. Non lo dico io, ma ho sentito Bruno Conti e Pruzzo anche dire così. Ero convinto che potessimo fare di più, che potessimo vincere in Italia giocando meglio degli altri, anche fuori casa. Perché in casa giochi come tra le braccia di mamma e papà, ma l’importante è vincere fuori. E poi non posso dimenticare il gol di Turone: quella Roma poteva vincere due Scudetti, è stato lo scandalo più grande del calcio italiano”.

Falcao si è concentrato sulle responsabilità che aveva da calciatore nei confronti di chi lo ammirava: “Penso di non essermi mai preoccupato di questo, mi sono preoccupato di giocare bene e di far giocare bene gli altri. Non mi piace fare nomi, perché ti scordi sempre qualcuno, ma veramente oltre a me c’era un grande gruppo guidato da Liedholm. Eravamo pochi, perché oggi le rose hanno 30 calciatori e noi eravamo 17-18. Ma avevamo piacere nel giocare, contro anche squadre più forti come Inter e Milan, pensando a giocare bene e che poteva dipendere solo da noi. La vittoria di domenica partiva da martedì”.

Poi il brasiliano si è concentrato sulle emozioni vissute nell’84, che portò alla finale della Coppa dei Campioni“Penso che contro il Sofia abbiamo fatto una bellissima partita, feci gol con assist di Pruzzo, e poi per fortuna salvai un gol aiutando Tancredi. Contro il Dundee non giocai per un problema al ginocchio destro dopo un fallo di un giocatore interista: giocavo con le punture. Dovevamo vincere e vincemmo 3-0, fu un momento importante per la storia”.

Quella finale, però, diventò presto un incubo per tutti. Secondo Falcao quel Liverpool era molto forte“Forse, è sempre molto facile parlare dopo. Il Liverpool era una squadra forte, superiore, può servire di esperienza visto che anche quest’anno giocheremo in Champions”.

Il brasiliano si è concentrato sulle condizioni con cui disputò quella gara“Anche quella partita la giocai sotto iniezione, inoltre ci furono anche i supplementari. Purtroppo poi è tornato fuori il dolore, ed ebbi anche un brutto contrasto. Non stavo bene, ma penso che abbiamo comunque fatto una grandissima partita”.

Sulla lotteria dei rigori Falcao ha rivelato un retroscena: “C’era di più, non decisi di non calciare solo per il dolori. Pochi giorni dopo lo Scudetto della Juventus a causa del gol di Turone, vincemmo ai rigori contro il Torino in Coppa Italia. Io tirai il quinto. Liedholm, che era superstizioso, mi disse che contro il Liverpool avrei tirato il quinto, visto che ero anche il numero 5. In quel momento lì, non abbiamo tirato il quinto rigore, perché loro vinsero prima”.

Ha concluso così l’ex centrocampista, commentando cosa avrebbe fatto se potesse tornare a quel momento: “No, non è questa la situazione, perché non saremmo arrivati al quinto”. 

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