Calcionews24
·9 de abril de 2026
Fernando Siani in esclusiva a Cagliarinews24: «Palestra è il presente dell’Italia, non è il futuro e dovrebbe essere anche il passato! Sullo Scudetto…»

In partnership with
Yahoo sportsCalcionews24
·9 de abril de 2026

Fernando Siani, giornalista e volto di Cronache di Spogliatoio, nella giornata odierna ha affrontato diversi temi legati al mondo rossoblù. Nell’intervista esclusiva a Cagliarinews24, si è soffermato sul Cagliari, sul lavoro di Fabio Pisacane, sulla sfida dell’Unipol Domus contro la Cremonese e su altri aspetti di attualità. Di seguito le sue dichiarazioni.
Il Cagliari si è complicato la vita da solo ed ora è a soli tre punti dalla zona retrocessione. Ti aspettavi un crollo del genere?
«Non mi aspettavo un crollo del genere perché è una squadra che sostanzialmente ha disputato una buona stagione tutto l’anno, con l’allenatore che mi è sembrato gestirla bene. Alla fine credo che purtroppo stiano venendo fuori un po’ i valori, perché è una squadra tanto giovane con una serie di giocatori di esperienza che mancano nei ruoli chiave. A parte Yerry Mina, mi pare che ci sia davvero poca abitudine da parte di tanti giocatori a gestire delle situazioni che dovrebbero essere riconoscibili. È una squadra che in attacco fa tanta fatica nonostante abbia davvero tanti buoni giocatori, però nei momenti chiave è sempre stata un po’ in difficoltà. E sai cosa, io credo che abbia perso un paio di partite che nella testa dei giocatori non era possibile perdere. Tipo la partita col Pisa, secondo me è stata proprio la svolta in negativo della stagione. Parliamo di una squadra che in casa aveva vinto una volta sola e che comunque sembrava spacciata, ed è spacciata… e però perdere questa partita ti toglie tutte le certezze che avevi accumulato durante l’anno. E adesso il Cagliari deve fare i conti con questa situazione che secondo me è arrivata inaspettata, perché tu mettendo in conto di vincere col Pisa, vincendone altre due ti salvi sereno. E invece perdendo quella partita che non era nel computo delle idee di perdere, il Cagliari ha paradossalmente messo in pericolo tutto. Io non credo che vada giù il Cagliari onestamente, però si è messa nei guai da sola oggettivamente».
Marco Palestra si è preso il Cagliari e la Nazionale. Pensi che sarà il futuro degli Azzurri? E nella prossima stagione gli conviene restare all’Atalanta o andare in una “big”?
«Palestra è il presente dell’Italia, non è il futuro e dovrebbe essere anche il passato! Nelle 2 partite con l’Irlanda del Nord e Bosnia, credo sia l’unico giocatore che salviamo. È un giocatore speciale, te ne accorgi subito, ha proprio qualcosa in più, è modernissimo, utilizza entrambi i piedi, non ha paura di puntare l’uomo, è sfacciato. E’ anche fisicamente strutturato, un giocatore fenomenale, un giocatore che sarà il futuro dell’Italia per tanti anni. Non so cosa farà l’Atalanta, ma credo che arriveranno tante squadre a bussare per Palestra, anche squadre di Premier League. E’ il campionato che di più si adatta alle sue caratteristiche, poi se l’Atalanta deciderà di tenerlo, di sicuro non sbaglia. Se deciderà di cederlo credo che farà una plusvalenza di 50, 60 milioni, perché da come mi dicono credo sia già questo il prezzo di Palestra. E’ anche abbastanza assurdo perché comunque è un giocatore che ha una sola stagione in Serie A, è chiaramente fortissimo, però, insomma, questo è anche uno dei motivi per cui poi le grandi squadre fanno fatica a mettere in campo degli italiani, perché gli italiani forti costano un sacco di soldi. E Palestra penso sia il più forte di questa generazione, forse con Pio Esposito, sono loro due i giocatori più più importanti: speriamo di godercelo ancora in Serie A».
Arrivati a sette giornate dalla fine, credi che il Napoli sia ancora in corsa per lo scudetto o che l’Inter sia solo ad un passo dal titolo?
«E’ ancora aperta, credo che questo weekend sia decisivo in tal senso. Se l’Inter non dovesse fare risultato e il Napoli vincere la distanza si accorcerebbe in maniera importante; credo sia ancora aperto. Devo dire che poi la grande partita dell’Inter con la Roma ha un po’ spento queste fiamme che c’erano nell’ambiente Inter. Mi sembrava che ci fosse davvero un’elettricità negativa, la gara con la Roma ha un po’ placato tutto. Però no, se ti devo dire che il campionato è chiuso, no. Perché il Napoli sta bene e può anche vincerle tutte da qui alla fine, è da capire questo weekend, penso che sarà decisivo. Se le distanze saranno invariate dopo questo fine settimana, penso che si possa iniziare a parlare di campionato chiuso».









































