Calcionews24
·4 de agosto de 2026
FIFA, il principe Ali della Giordania accusa Infantino: «L’intera situazione equivale a un ricatto»

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·4 de agosto de 2026

Si alza nuovamente la tensione intorno alla FIFA e al suo presidente Gianni Infantino. Dopo le indiscrezioni sulla possibile reazione legale della UEFA in merito al progetto di cedere a investitori privati alcune quote legate al Mondiale, è arrivato un durissimo intervento del principe Ali bin Al Hussein.
Il presidente della Federazione calcistica della Giordania, già vicepresidente della FIFA nel 2011, ha pubblicato su X un lungo messaggio nel quale ha denunciato problemi economici, organizzativi e politici incontrati dalla propria federazione. Le accuse riguardano i visti negati ad alcuni tifosi, i costi fiscali imposti durante la partecipazione al Mondiale e il mancato pagamento dei premi relativi alla Coppa Araba.
Il principe Ali ha ricostruito le principali criticità affrontate dalla selezione giordana, soffermandosi inizialmente sulle difficoltà incontrate dai sostenitori per raggiungere gli Stati Uniti.
«Non mancano certo le questioni problematiche che riguardano la FIFA. Vorrei partire chiarendo quali siano alcune di queste dal punto di vista di una federazione calcistica, in particolare quella della Giordania, che ha partecipato per la prima volta a un Mondiale.
Siamo un Paese piccolo, con un budget minimo e abbiamo dovuto affrontare ostacoli enormi. In primo luogo, far arrivare i nostri tifosi negli Stati Uniti: non a tutti è stato concesso il visto, nonostante fossero in possesso del biglietto, che, come sappiamo, è stato venduto anche a prezzi esorbitanti.
In secondo luogo, il governo statunitense ci sta imponendo, attraverso la FIFA, delle tasse legate alla nostra partecipazione. Si tratta di denaro che dovrebbe andare ai giocatori e allo staff. Non è stato così per le squadre che hanno giocato e stabilito il proprio quartier generale in Canada e in Messico. Noi, però, ci siamo trovati negli Stati Uniti e ora dobbiamo affrontare questi enormi costi fiscali per aver partecipato alla competizione».
Nel proprio intervento, il dirigente giordano ha inoltre denunciato il mancato pagamento del premio destinato alla Nazionale per il percorso compiuto nella Coppa Araba.
«In terzo luogo, stiamo aspettando dallo scorso dicembre il premio in denaro destinato ai nostri giocatori per la Coppa Araba disputata in Qatar, un evento FIFA. Il denaro che la nostra squadra dovrebbe ricevere per aver raggiunto la finale non è ancora stato versato, mentre allo stesso tempo la FIFA si vanta di avere miliardi di dollari nelle proprie riserve.
È chiaro che il vero problema riguarda la leadership. Per mesi la FIFA si è rifiutata di aiutarci su queste e su altre questioni, fino a quando, durante il Mondiale, mi è stato comunicato verbalmente che, se avessi appoggiato Infantino, questo avrebbe contribuito in maniera significativa ad aiutare la nostra federazione.
In Giordania siamo orgogliosi di difendere valori etici. Non lo abbiamo appoggiato in precedenza e certamente non lo faremo ora. Ma l’intera situazione equivale a un ricatto e noi ci rifiutiamo di cedere».


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