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Calcionews24

·17 de abril de 2026

Fiorentina, Ndour è la nota lieta dell’eliminazione dalla Conference League: quel marchio di fabbrica

Imagen del artículo:Fiorentina, Ndour è la nota lieta dell’eliminazione dalla Conference League: quel marchio di fabbrica

Fiorentina, Ndour è la nota lieta dell’eliminazione dalla Conference League: il marchio di fabbrica che caratterizza la squadra di Vanoli

L’avventura in Conference League della Fiorentina si ferma qui. L’amarezza per un’eliminazione che brucia è tanta, ma il successo illusorio per 2-1 di ieri sera contro il Crystal Palace lascia in dote alla squadra una consapevolezza preziosa da cui ripartire: il talento balistico di Cher Ndour.Quando il sipario cala su una competizione europea, ci si chiede sempre cosa resti. Alla Fiorentina rimane la certezza di aver trovato un centrocampista moderno, capace di trasformare palloni apparentemente innocui in sentenze dalla lunga distanza.

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Il cecchino viola: la parabola di Ndour

Il gol messo a segno ieri sera contro gli inglesi è la sintesi perfetta delle sue qualità: un appoggio corto di Solomon e un gran tiro rasoterra scagliato da lontanissimo, chirurgico e implacabile. Ma la rete al Crystal Palace è solo l’ultimo tassello di un mosaico balistico che Ndour ha costruito con costanza in questa stagione di Coppa:• Contro il Sigma Olomouc (2-0): un capolavoro di coordinazione. Sponda all’indietro di Gudmundsson, stop orientato e un tiro stupendo che si è insaccato accarezzando la parte alta del palo interno.• Agli ottavi contro il Rakow (2-1): un mix di prontezza e potenza. Su un tocco in anticipo di Mandragora, si è coordinato in un fazzoletto scaricando un tiro di collo al volo dal limite dell’area, micidiale a mezza altezza.

La cooperativa del tiro da fuori

Il tiro di Ndour si inserisce in un vero e proprio “marchio di fabbrica” della Fiorentina di quest’anno. La conclusione da fuori area ha spesso tolto le castagne dal fuoco, mettendo in vetrina la qualità tecnica dell’intera rosa. Un arsenale sfruttato in tutte le competizioni:• La classe di Fagioli: contro il Jagiellonia, ha mostrato una naturalezza disarmante: stop di petto al limite su respinta del portiere e pallonetto di collo a scavalcarlo.• I colpi d’autore in Serie A: la magia di Gudmundsson contro l’Udinese (veronica al limite e palla all’incrocio), l’interno a giro di Solomon contro il Torino e il violento siluro sotto la traversa di Mandragora contro la Juventus (che ha sorpreso Di Gregorio).• Le ripartenze fulminee: dal bellissimo diagonale in corsa di Kean contro la Roma, alla curiosa prodezza balistica di Pongracic in Polonia contro il Rakow: un rasoterra scagliato direttamente dalla propria metà campo per punire il portiere salito per l’ultimo assalto.

L’Europa saluta Firenze, lasciando sul campo tanta delusione ma anche basi solide. La capacità di far male dalla distanza non è un dettaglio: è un’arma tattica fondamentale. E il destro pesante di Cher Ndour è una certezza su cui i viola dovranno costruire i successi di domani per raggiungere la salvezza il prima possibile

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