PianetaBari
·1 de abril de 2026
Flop Nazionale, anche la politica contro Gravina. La Lega: “Dimettiti”. Attaccano Abodi e La Russa

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A ventiquattrore dalla mancata qualificazione al Mondiale, la terza consecutiva, Gabriele Gravina è ancora al suo posto. Difficile che vi rimanga per molto, perché proprio in queste ore si sono levate da più parte accuse nei suoi confronti, nonché pesanti critiche per una serie di dichiarazioni in cui legava le difficoltà del calcio al suo status professionistico, a differenza degli altri sport. Alla vigilia di una riunione d’urgenza convocata per domani proprio dal presidente della FIGC, le richieste di dimissioni sono arrivate anche dal fronte politico.

Copyright: Paolo Bruno/Getty Images – Via OneFootball
Il primo segnale in tal senso è arrivato da un comunicato social della Lega, il partito guidato da Matteo Salvini, che subito dopo il fischio finale di Bosnia-Italia ha scritto: «Ancora eliminati. Niente Mondiale per l’Italia: è una vergogna inaccettabile. Il calcio italiano è da rifondare, partendo dalle dimissioni di Gabriele Gravina». Dalla maggioranza, messaggi simili sono arrivati anche dal capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha dichiarato: «Gravina deve semplicemente dimettersi. Il calcio italiano va rifondato e le sue dimissioni sono imprescindibili».
Sui social è intervenuto anche il Presidente del Senato, Ignazio La Russa: «Non andiamo ai mondiali. Abbiamo tifato, abbiamo sperato, abbiamo inveito contro un paio di decisioni arbitrali discutibili, ci siamo persino stupiti che incredibilmente abbiano mandato il più giovane a tirare il PRIMO rigore (lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci presuntuoso?). Ma a ripensarci bene, in cuor nostro lo temevamo o meglio lo sapevamo. Ridire adesso come la pensiamo – e non da oggi – sarebbe inutile più che ingeneroso. Ma a tutto c’è un limite». Le dimissioni di Gabriele Gravina sono state richieste anche dal Ministro per lo Sport, Andrea Abodi, che ha affermato: «Il calcio italiano è da rifondare, a partire dai vertici della Figc».









































