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·15 de mayo de 2026
🎙️ Frosinone, Stirpe: "Per la Serie A bisogna adeguare la società. Futuro di Alvini? Questo non è un carcere"

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Maurizio Stirpe, colui da cui quest'anno è iniziata la cavalcata del Frosinone, ha parlato del miracolo compiuto dai suoi ragazzi e da cosa attende adesso il club. Rilasciate a Teleuniverso, riprendiamo le sue parole tuttofrosinone.it.
La stagione del Frosinone è stata definita una fiaba inaspettata. È così?"Sì, una bella fiaba con un finale inatteso, onestamente. Direi anche con uno svolgimento particolare, per come si sono susseguiti gli eventi durante tutta la stagione sportiva. Merito di chi ha lavorato, di chi ha saputo estrarre il massimo da questi ragazzi. Merito innanzitutto dei ragazzi, perché ci hanno messo applicazione e dedizione. Merito di chi ha saputo dare loro le indicazioni giuste e di chi li ha scelti. Quando le cose funzionano bene, perché c è armonia e tutte le componenti remano nella stessa direzione, il risultato potrebbe anche non essere una sorpresa. Nel mio caso, però, lo è stato, perché parliamo di una squadra oggettivamente molto giovane, al confronto con altre molto più attrezzate. Hanno saputo dimostrare il loro valore e sovvertire un esito che sembrava quasi scontato."
Cosa è cambiato rispetto alla scorsa stagione?"Innanzitutto tanti protagonisti di questa stagione erano presenti anche lo scorso anno. Hanno avuto un processo di maturazione ed evoluzione positivo. Inoltre, l'ho detto spesso anche allora, ero molto sorpreso dai risultati così negativi, perché i valori di quella squadra non giustificavano una resa del genere. Evidentemente gli innesti arrivati, a partire dall'allenatore e da tutto ciò che si è aggiunto alla base già esistente, hanno fatto sì che il prodotto finale fosse superiore a quanto immaginassimo. È stato così, per fortuna. Non succede spesso, ma quando accade è una grande soddisfazione."

Gianluca Vannicelli / IPA Sport / IPA
Quanto conta vedere emergere ragazzi del territorio come Palmisani e Bracaglia?"È il coronamento di un lungo percorso iniziato tanti anni fa. Mi piace ricordare, per esempio, Gori e Paganini. È stato un cammino non sempre lineare. Quest'anno abbiamo raggiunto un risultato importante e in parte inatteso. Per Bracaglia, che aveva già calcato i campi della Serie B, c'erano certezze. Palmisani invece era all'inizio, rappresentava una grossa incognita sotto certi aspetti, ma ci ha sorpresi in modo incredibile. Gabriele ha avuto una crescita importantissima, soprattutto dal punto di vista morale. Lorenzo, con la sua tranquillità, è riuscito a restare freddo in tante situazioni in cui altri più esperti si sarebbero scomposti."
Quando avete capito che si stava creando qualcosa di speciale?"Si è creata quell'empatia giusta che ha consentito a tutti di remare nella stessa direzione. Questo è stato l'ingrediente fondamentale, una sorta di collante tra tutte le aspirazioni di chi doveva prestare la propria opera sul campo. Dirlo sembra facile, ma vi assicuro che è un'eccezione. In 23 anni di calcio raramente ho visto dirigenti e giocatori non litigare tra loro, presidenti che non debbano intervenire per rimettere tutti sulla strada giusta. Quest'anno non ce n'è stato bisogno, non c'è stato alcuno screzio."
Ventitré anni di calcio: qual è oggi il vero modello Frosinone?"Il modello fondato sulla sostenibilità non è una scelta, è una necessità. Ognuno deve fare i conti con le risorse che può mettere in campo e saperle utilizzare bene. Per una realtà come Frosinone è un percorso quasi obbligato: serve una gestione attenta, coerente con le potenzialità del territorio. Se non sai fare questo, è difficile restare nel calcio per tutti questi anni mantenendo credibilità."
Se ripensa alla sua presidenza, quali sono state le sliding doors?"Esiste un Frosinone 1.0, fino alla promozione in Serie B, con una missione precisa portata a termine rapidamente. Poi c'è il Frosinone arrivato fino alla retrocessione del 2011, il momento più difficile di questi 23 anni. Ripartire con le stesse motivazioni non era semplice. La terza fase va dal 2012 alla promozione in Serie A. La quarta si conclude con questa promozione, in cui abbiamo dimostrato di saper fare bene la Serie B. Ora si apre una nuova fase: siamo tornati in Serie A e la sfida è restarci il più a lungo possibile."
Che salto di qualità serve per salvarsi in Serie A?"Bisogna adeguare la società, dal punto di vista strutturale, alle esigenze della Serie A. Serve rimettersi in discussione e avere grande generosità. E generosità non significa solo investire denaro, ma anche rinunciare a qualcosa per costruire le risorse necessarie a competere. Non esistono ricette magiche."
C'è qualche scelta del passato che rifarebbe diversamente?"Non guardo mai indietro, guardo sempre avanti. Anzi, andando avanti con l'età, guardo soprattutto al presente. Ogni decisione va contestualizzata al momento in cui è stata presa. Fare certi ragionamenti serve solo a stare male."
Alvini può essere l'allenatore della prossima stagione?

Marco Iacobucci / IPA Sport / IPA
"Questo dovete chiederlo ad Alvini. Per me è un allenatore che ha un contratto, ma se decidesse di cambiare o fare un'altra esperienza, questa non é la prigione di nessuno. Qui si resta solo se si è convinti."
A gennaio c'era davvero il Celtic per Ghedjemis?"Avevamo un'offerta vincolante del Celtic. L'abbiamo presentata al ragazzo e lui ha scelto di restare per giocarsi le sue chance, rimandando il discorso a un altro momento. Il merito è suo."

Gianluca Vannicelli / IPA Sport / IPA
Come vede il ruolo dei fondi nel calcio moderno?"Non considero il fondo un'esperienza negativa. Per competere a certi livelli servono risorse importanti. I fondi permettono di raggiungere competitività che altrimenti sarebbe impossibile. Guardate la Premier League o l'Atalanta. Il problema non sono i fondi, ma gli imbroglioni."
Cosa manca oggi al calcio italiano?"Deve uscire da una dimensione padronale e diventare più professionale. Il calcio è dei tifosi, noi siamo amministratori temporanei. L'unica cosa da evitare sono pressappochismo e imbroglioni."
Che rapporto ha avuto quest'anno con la squadra?"Ho parlato alla squadra solo due volte: prima dell'inizio del campionato e dopo la partita contro il Mantova. Ho chiesto quattro cose: amore per il lavoro e per la città, passione, coraggio e umiltà. Non ho chiesto risultati."
Quanto pesano le infrastrutture nella crescita del club?"Senza il nostro stadio non saremmo mai saliti quattro volte in Serie A. Le infrastrutture sono fondamentali. Dobbiamo completare il progetto di Ferentino e riqualificare Torrice. Senza questo rallentiamo la crescita."
Sta già pensando a un futuro senza Stirpe alla guida?"Bisogna guardare avanti, nessuno è immortale. È mia responsabilità cercare qualcuno che possa raccogliere il testimone con un progetto valido."
Che ruolo può avere il Frosinone nella crescita del territorio?"Servono esempi positivi in tanti settori, non solo nel calcio. Il Frosinone ha l'ambizione di indicare una strada."
Qual è il limite culturale del territorio?"Abbiamo tanti ottimi solisti, ma facciamo fatica a suonare come orchestra. Spero che i giovani sappiano fare meglio di noi."
Quanto sarebbe strategica l'Alta Velocità a Ferentino?"Cambierebbe il paradigma dello sviluppo del basso Lazio. Ci collegherebbe con l'Europa e con il mondo. Del calcio possiamo anche fare a meno, della TAV no."
I privati devono fare di più?"Assolutamente sì. Associazioni, banche locali e sindacati devono fare quadrato. Senza gioco di squadra il territorio rischia un declino irreversibile."
La promozione può diventare un riscatto per tutta la provincia?"lo sono entrato nel calcio proprio per questo: contribuire a cambiare la percezione del territorio e superare certi stereotipi."
Un pensiero per suo padre Benito e suo fratello Curzio?"Non è facile rispondere. Posso solo dire che sarei felicissimo di rivederli."
Quando inizierà la programmazione per la Serie A?"Dopo i festeggiamenti. Dal 25 maggio inizieremo a pensare al futuro."
Quanto sarà importante restare stabilmente nel calcio dei grandi?"Fondamentale. Adesso dobbiamo dimostrare di saperci restare."

Photo by Marco M. Mantovani/Getty Images - Via OneFootball
La convocazione di Palmisani in Under 21 è stata la soddisfazione più grande?"Sì, probabilmente sì. Speriamo sia solo l'inizio di una carriera folgorante."
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