Juventusnews24
·18 de febrero de 2026
Galatasaray Juve: la statistica sul primo tempo del match di Champions League certifica il dominio dei turchi. Il dato

In partnership with
Yahoo sportsJuventusnews24
·18 de febrero de 2026

Più che una partita di calcio, i primi 45 minuti dell’Ali Sami Yen sono stati un trattato di sopravvivenza e cinismo applicato. La Juventus è rientrata negli spogliatoi in vantaggio per 2-1, un risultato che ha premiato oltremodo la concretezza bianconera a fronte di una sofferenza statistica evidente: 13 tiri a 5 per il Galatasaray, 21 palloni toccati in area turca contro i soli 7 bianconeri. Ma soprattutto, ed è qualcosa che va riconosciuto a Spalletti, c’è un altro aspetto importante: se dopo l’intervallo la sua mossa più importante – fuori Cambiaso ammonito, dentro Cabal che si è fatto espellere – è stata l’origine della frana, inizialmente la scelta di puntare su McKennie come centravanti e Koopmeiners incursore ha prodotto effetti concreti, come si è vista nella combinazione tra i due in occasione della rete del momentaneo sorpasso.L’APPROCCIO: AGGRESSIVITÀ E FALLI TATTICIL’avvio della Juve è stato complesso. Slegata tra i reparti e incapace di gestire il possesso (Locatelli impreciso e spesso pressato con efficacia), la squadra di Spalletti ha scelto la via della “rottura” sistematica. Il dato sui falli registrato a fine primo tempo è eloquente: 11 commessi dalla Juve contro i soli 3 dei turchi. Un’aggressività necessaria per spezzare il ritmo indiavolato del Gala, che ha portato però a situazioni di pericolo costante e al giallo pesante per Cambiaso (era diffidato, salterà il ritorno).LA REAZIONE E IL FATTORE KOOPTatticamente, la chiave di volta è stata la reazione mentale e tecnica dopo l’1-0 di Gabriel Sara (nato da una palla persa sanguinosa di Yildiz). La Juve non si è disunita, trovando l’immediato pari grazie all’inserimento di Koopmeiners. L’olandese stato è il padrone assoluto della trequarti: se il primo gol è stato di rapina, il secondo è un capolavoro balistico all’incrocio, nato da una triangolo perfetto con McKennie. Quando la Juve ha campo e riesce a superare la prima linea di pressione, negli spazi aperti fa male con le transizioni guidate da Conceicao e Yildiz.KELLY TIENE, BREMER ALZA BANDIERA BIANCADietro si è ballato, ma con distinguo importanti. Se l’area bianconera è sembrata spesso terra di conquista per Osimhen (pericolosissimo di testa), va sottolineata la prova di Kelly: imperiale nelle chiusure e perfetto nelle diagonali, è stato il baluardo nel momento di massima spinta turca (al contrario della ripresa, totalmente fuori giri). La nota dolente è l’infortunio al flessore di Bremer, costretto a lasciare il posto a Gatti. Nel finale, il Galatasaray ha cinto d’assedio l’area con mischie e corner, ma la Juve ha retto. Spalletti doveva correggere l’uscita palla: troppi errori tecnici gratuiti erano un chiaro sintomo di difficoltà. In tal senso, fare a meno di Cambiaso, un aiuto importante in questo, è stato un azzardo non giustificabile.









































