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·24 de abril de 2026
Gasperini: “Addio Ranieri? Io non ho fatto nulla. L’importante è che la Roma sia davanti a tutto”

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·24 de abril de 2026

Le frizioni tra Gasperini e Ranieri, dopo le dimissioni del senior advisor dovrebbero essere terminate e ora il tecnico giallorosso ha in testa solo il campionato.
Dopo questi ultimi giorni turbolenti a Trigoria, il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa, come di consueto il giorno prima del match contro il Bologna. La sfida in programma alle 18 allo stadio Dall’Ara sarà per i giallorossi una delle ultime chance di rimanere attaccati al gruppo Champions. Di seguito le parole del mister.
Le sue considerazioni sull’addio di Ranieri?
“Il comunicato evidenzia due cose a parer mio: la fiducia che non mi è mai mancata da parte della società, sin dal primo giorno. Da parte loro c’è sempre stato sostegno. L’altra cosa importante è che la Roma è davanti a tutto. Queste sono le due linee”.
C’è qualcosa che l’ha più ferita delle parole di Ranieri?
“Non ho mai avuto la sensazione di questa situazione molto dura, non c’era mai stata in nessun incontro né con altri né personalmente. Mi ha sorpreso molto”.
Lei disse che è dentro Trigoria che la Roma deve crescere. Si aspetta un salto di qualità? Da che punto di vista?
“Io non ho fatto nulla, punto. Non è la mia situazione successa con qualcuno. Non l’ho fatta io, non mi mettete sullo stesso piano. Non ho creato alcuna situazione contro nessuno. Sul crescere dentro Trigoria, dicevo perché è dove si fa calcio, dove si deve e dove spero di fare calcio, e dove io cerco solamente di fare calcio. Sono fuori da tutte le altre questioni e non ne parlo. L’unico obiettivo per me è quello, tutto il resto è al di sopra, dalla presenza di uno stadio sempre con così tanti tifosi, a anche voi che seguite queste vicende con così tanta passione. Ma vorrei che anche voi tornaste a parlare di calcio. Io di altro non parlo, non so più come dirlo. E non voglio essere messo in queste questioni, in cui sono stato tirato dentro. Io voglio parlare di calcio, e spero che anche voi come tutti possiate tornare a parlare di gioco, di squadra, di risultati, di ciò che si può fare per dare soddisfazione a tutta questa passione che c’è”.
Può confermare il ritorno di Dybala? Solo due volte ha giocato con Malen, è questa la sua coppia di riferimento? Possiamo vederli dall’inizio o è presto?
“Dall’inizio mi sembra molto difficile, Paulo ha ricominciato in settimana dopo quasi 90 giorni. Dall’inizio lo escludo, per uno che rientra così dopo tanti mesi non è facile, speriamo a gara in corso ma ormai siamo sulla buona via, è più una questione di abitudine nel calciare, in queste situazioni”.
Secondo lei le prossime cinque partite orienteranno il futuro di Dybala? Questo discorso è stato già affrontato in sede di programmazione?
“Intanto orienteranno molto il finale di campionato della Roma, quindi il fatto di averlo a disposizione ci dà maggior valore perché hanno giocato con Malen solo due partite, saremmo tutti curiosi e soddisfatti di vederli insieme e magari con qualcun altro, ma questa è la cosa più importante. Parlare di futuro oggi è difficile, si tende a parlare come fosse già finito il campionato ma mancano cinque partite, è una bella striscia. Sono 15 punti, tutti da giocare e io cerco in questo momento di tenere altissima la concentrazione della squadra sulle partite di domani. Dobbiamo affrontarle tutte con la volontà di fare più punti possibili”.
Come si è arrivati dalla conferenza stampa di qualche mese fa con Ranieri a un comunicato molto duro in cui viene cacciato?
“Non lo so, le vicende sono sotto gli occhi di tutti, fine. Non è una cosa che mi sento di commentare. Ne sono stato fuori, non partecipo a questa macchina del fango ormai giornalmente attivissima, continuo a lavorare sulla squadra per cercare di far bene domani”.
A livello di progettualità, per lei è possibile in Italia assumere il ruolo di manager all’inglese? Le piacerebbe farlo qui a Roma?
“Più che mai per me c’è bisogno di lavorare di squadra. Se chiediamo alla squadra di distinguersi per capacità dei giocatori di adattarsi ai ruoli, e di giocare, lavorare e raggiungere traguardi insieme, per il bene della squadra stessa, più che mai anche in sede di mercato l’allenatore deve fare il suo ruolo ma deve essere complementare col direttore sportivo. Oggi bisogna saper lavorare insieme, arrivo a pensare che ds e allenatore dovrebbero essere responsabili insieme del bene e del male di una squadra. Invece spesso è successo in passato che direttori sportivi parlassero con l’allenatore per poi andare da un altro a dire: “Tieniti pronto”, e c’era un disguido incredibile. Credo che oggi anche le proprietà vadano coinvolte perché i numeri sono importanti, ci sono tante decisioni e la capacità di fare squadra è determinante. Bisogna capire le esigenze del mercato, le difficoltà eventuali dei direttori sportivi, e questi devono capire le esigenze degli allenatori per costruire delle squadre, per arrivare a ciò che loro chiedono sempre con un obiettivo unico, quello di migliorare la squadra. Credo ci sia sempre più bisogno di questo”.
Lei con Massara è complementare? Si parla di una sua possibile uscita.
“Questo non lo so, di Ricky posso dirvi che è una bravissima persona ma posso dire che sotto l’aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere un feeling probabilmente. Sempre però riferito alla squadra, senza mai niente di personale, sempre e solo riferiti alle differenze che c’erano magari tra il mio modo di giocare e quello che poteva pensare. Ma sempre in questo senso e sempre professionali, mai personali”.
I primi problemi sul mercato sono nati con Sancho, ma il tecnico ha smentito che il mancato approdo nella Capitale dell’inglese è stato un problema.
“Sancho? Non si è potuto fare perché giustamente la proprietà non ha voluto”.
Sul finale di stagione Gasperini è stato chiaro.
“Con la società non c’è un obiettivo minimo. Guardiamo ancora avanti e ci accontenteremo solo quando non lo potremo fare. Il momento per fare filotto è sempre buono. Più passano i giorni più diminuisce il margine d’errore. Sul futuro non ho parlato con la società. La squadra è stata straordinaria nel complesso del campionato. Siamo stati una delle migliori difese, poi abbiamo avuto un periodo differente. Nel complesso il rendimento difensivo è stato di livello assoluto”.
Il tecnico ha concluso parlando del Bologna e dell’eliminazione dall’Europa League.
“Col Bologna abbiamo perso ai supplementari dopo una grande partita all’andata. Ci siamo sempre trovati a dover rimontare, ma per me la prestazione complessiva è stata di grande livello. Il Bologna è una grande squadra che lo scorso anno faceva la Champions, poi ha una panchina lunga. Vedendo le ultime prestazioni questa squadra mi ha dato soddisfazioni”.
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