Juventusnews24
·23 de abril de 2026
Giandonato ritorna sull’esperienza con la Juve: «Allenarsi con la Prima Squadra era come stare a Disneyland». Poi il bellissimo ricordo di Manninger

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Il racconto di una carriera che nasce sotto le luci della Mole e attraversa le emozioni più intense del calcio d’élite passa spesso per la voce dei suoi protagonisti più sensibili. In una recente intervista concessa ai microfoni di Fanpage.it, Giandonato ha ripercorso i passi di un cammino iniziato con il candore della giovinezza e proseguito tra i giganti dello sport mondiale.
Il ricordo più toccante di Giandonato è dedicato a una figura carismatica recentemente scomparsa, l’estremo difensore Alex Manninger. Il legame tra i due andava oltre il semplice rapporto professionale: «Avevo un bellissimo rapporto con Alex Manninger, era un ragazzo davvero fantastico, sapeva fare tantissime cose e si interessava a tutto. Poi era un professionista esemplare davvero, in tutto, curava ogni dettaglio».
L’approdo a Torino di Giandonato è avvenuto in un’età in cui il sogno e la realtà si mescolano senza filtri. L’ex centrocampista ha descritto quegli anni come un periodo di pura libertà mentale, un’innocenza che si è scontrata con le aspettative del professionismo: «Arrivai alla Juventus che avevo 13 anni con la completa incoscienza di un bambino. Lì ho fatto tutta la trafila delle giovanili in maniera incosciente, senza troppi pensieri e paranoie mentali».
Tuttavia, il distacco dalla “casa madre” ha segnato un punto di svolta psicologico. Giandonato ha ammesso con grande onestà le difficoltà incontrate nel gestire la pressione esterna una volta lontano dall’ambiente protetto del club bianconero: «Ho sofferto quando ho iniziato ad andare in giro in prestito. Avevo avuto la fortuna di stare 6 anni alla Juve, nel senso che per me il calcio e la normalità era la Juventus, non rendendomi conto che altrove non poteva mai essere uguale alla Juventus».
Tra i ricordi più vividi di Giandonato spicca il primo impatto con i campioni del mondo. L’incontro con Fabio Cannavaro resta impresso come una lezione di umanità: «Ricordo il primo allenamento con la prima squadra. Fui catapultato dal campo della Primavera ad allenarmi con loro. Quando entrai in campo per me era Disneyland». In quell’occasione, il difensore lo accolse con un semplice: «Piacere Fabio, stai tranquillo, sei uno di noi».
Ma il momento di massima gloria per Giandonato rimane senza dubbio la rete segnata nel “Teatro dei Sogni”. Un istante di pura euforia che ha richiesto tempo per essere metabolizzato: «Quando ho segnato davanti a 85 mila persone non mi sono reso conto di quello che avevo fatto, ho solo pensato: ‘Ca**o ho fatto goal a Old Trafford’».









































