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·16 de enero de 2026

Goldoni: «Passione, calcio femminile e Lazio, vi racconto il mio percorso»

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Goldoni della Lazio Women dice la sua sull’identità e sul futuro: il racconto della centrocampista tra campo, vita privata e crescita del movimento

La centrocampista della Lazio Women, Eleonora Goldoni, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Vatican News Athletica Vaticana, affrontando temi che vanno oltre il calcio giocato: dalle origini della sua passione, al professionismo nel calcio femminile, fino al ruolo in campo, all’esperienza negli Stati Uniti e a questioni personali delicate.

PASSIONE E INFANZIA – «Credo che una passione nasca dal trasporto che ti rende felice. All’età di 5 o 6 anni ho approcciato a questo sport sentendomi libera, insieme a mio fratello e a mio papà. Ho iniziato a 7 anni e fino ai 14 ho giocato con i miei amici maschi perché non c’erano abbastanza bambine per formare una squadra. Mia mamma inizialmente non voleva, poi ha capito che era la mia passione ed è diventata la mia più grande sostenitrice. Non dimenticherò mai l’ingresso in campo con i miei compagni che mi difendevano dalle provocazioni: quella partita finì 3-0 con una mia tripletta».


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CALCIO FEMMINILE – «Il bello del calcio praticato dalle donne è la purezza nel perseguire una passione, non è sporcato dall’aspetto economico. Per anni ho visto compagne costrette a fare un doppio lavoro, allenamenti senza luci e divise diverse. Il professionismo è arrivato nel 2022 e ha portato miglioramenti, ma non siamo ancora ai livelli del calcio maschile. La maternità oggi è tutelata, ma nei club c’è ancora strada da fare. Vorrei diventare mamma senza dover rinunciare alla carriera: la gravidanza è un percorso bellissimo, con ostacoli, ma non è un’impossibilità».

RUOLO IN CAMPO – «Sono nata come punta o esterna d’attacco, mi piaceva segnare o far segnare. A Napoli un allenatore mi provò mezzala: all’inizio ero terrorizzata, poi ho scoperto un ruolo che amo perché rispecchia quello che mi piace fare, correre tanto e aiutare la squadra».

LAZIO – «Siamo una squadra neopromossa che sta disputando un grande campionato. Le più forti restano Roma e Juventus. Il derby è sempre derby, le affronteremo presto in Coppa Italia. L’inno della Lazio a tutto volume nello spogliatoio prima di ogni partita, e in campo durante il riscaldamento. Fuori dal campo può capitare di sentirsi, ma in partita non si guarda in faccia nessuno».

STATI UNITI – «Volevo studiare, imparare una nuova lingua e crescere anche fuori dal calcio. Ho accettato una borsa di studio negli USA, in Tennessee. Vivevo in campus enormi, con strutture incredibili. I professori erano i primi sostenitori e comprendevano l’importanza dello studio».

PROBLEMI ALIMENTARI – «Negli USA, cambiando alimentazione, ho iniziato a non piacermi e a evitare il cibo. È stata una lotta, ma sono contenta di esserne uscita. Condividere questa esperienza mi ha permesso di aiutare altre persone. Ne sono uscita grazie a mia mamma: vederla soffrire mi ha fatto capire che stavo sbagliando».

TIFOSI E CLIMA – «Siamo competitive, ma spesso dopo le partite si resta a parlare con le avversarie. Poi andiamo sotto la tribuna, soprattutto dai bambini, per foto e autografi. È un clima sereno: anche nei derby, pur accesi, prevale la gioia».

Un racconto autentico che restituisce il valore umano e sportivo di Eleonora Goldoni, simbolo di un calcio femminile in continua evoluzione e di una Lazio Women che cresce dentro e fuori dal campo.

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