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·18 de junio de 2026

Gravina convinto: «Lascio FIGC in ottima salute nonostante le tante aggressioni subite»

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Gravina convinto: «Lascio FIGC in ottima salute nonostante le tante aggressioni subite». Le parole dell’ex presidente federale

In un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, il presidente uscente della FIGC Gabriele Gravina ha tracciato il bilancio definitivo della sua gestione. Il dirigente difende con fermezza l’operato della propria governance, dichiarando: «Lascio una Federazione in ottima salute e con una progettualità avanzata, nonostante le tante aggressioni subite che mortificano non solo il lavoro di una governance con il 98,7% di consensi, ma anche gli 1,4 miliardi di gettito fiscale assicurati dal calcio al Paese».


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Il rimpianto Mondiale e le dimissioni

L’ex capo del calcio italiano ha poi affrontato il tema della crisi della Nazionale azzurra, respingendo però con decisione le ipotesi di un intervento straordinario esterno: «Niente Mondiale dal 2014? Continuiamo a pagare un conto salato, anche con la sfortuna. Ma come ha detto il presidente del Coni, Buonfiglio, un risultato sportivo non crea i presupposti per un commissariamento».

La scelta di fare un passo indietro nasce dalla consapevolezza di un logorante scontro di potere, un addio che col senno di poi avrebbe preferito anticipare: «Mi sono sentito spesso bersagliato. Mi sono dimesso perché non potevo continuare questo braccio di ferro per difendere una posizione personale. Dovevo andarmene prima, già a giugno-luglio 2025, una volta constatato che ogni tentativo di riforma si sarebbe arenato».

La successione ai vertici

Infine, guardando al domani di Via Allegri, Gravina ha espresso totale serenità circa il futuro e la stabilità della Federazione, spendendo parole di stima per Abete e Malagò: «Abete e Malagò? Sono due ottimi dirigenti e la FIGC in qualsiasi caso resterà in buone mani. Il vento dell’opinione pubblica lo sento, ovviamente».

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