Sampnews24
·30 de junio de 2026
Iachini: «La Serie B è un torneo affascinante! Crisi calcio italiano? Bisogna cambiare le regole»

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·30 de junio de 2026

Beppe Iachini, ex allenatore della Sampdoria e tecnico dal curriculum importante, ha commentato la promozione in Serie B dell’Ascoli, squadra della sua città, in un’intervista per l’edizione odierna de Il Corriere dello Sport. Quest’ultimo ha espresso preoccupazione per la crisi del calcio italiano, sottolineando la necessità di un format più efficace e riforme capaci di incentivare il movimento!
Secondo Iachini, il calcio deve evolvere attraverso scelte strategiche che garantiscano crescita sostenibile, competitività e valorizzazione dei talenti. La promozione dell’Ascoli rappresenta anche una testimonianza concreta di come una gestione attenta e mirata possa portare risultati significativi sul campo e dare speranza ai club e alle piazze storiche del calcio italiano.
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SERIE B TALENTI – «In B ci sono sempre sorprese, positive e negative. Torneo affascinante ed equilibrato. Sì, è sempre stato un serbatoio importante e manterrà questa prerogativa».
ITALIA E MONDIALI – «Li guardo con l’occhio dell’allenatore professionista che fa aggiornamento, poi l’effetto che mi fa l’assenza dei nostri è l’effetto che fa a tutti. Se penso che ci sono dei ragazzi di 17, 18 anni che non hanno mai visto ai mondiali l’Italia, che ne ha vinti quattro, mi fa un effetto anche peggiore».
CRISI CALCIO ITALIANO – «Non è colpa dei vari commissari tecnici che si sono avvicendati sulla panchina azzurra, c’è proprio un modus operandi da cambiare. C’è da rivedere tutto il sistema. Se non si torna subito a lavorare nei settori giovanili come si faceva una volta diventa dura».
UNDER AZZURRE – «Sì ma agli step successivi emergono le criticità, non può essere solo casualità se per tre volte di fila l’Italia non c’è ai Mondiali. E poi, me lo lasci dire, bisogna cambiare le regole perché nei nostri settori giovanili ci sono troppi stranieri. Le società agiscono in base alle norme, quindi bisogna cambiare le regole, altrimenti è inutile piangerci addosso».
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