Calcio e Finanza
·17 de febrero de 2026
Il Bodø/Glimt dal ghiaccio all’Inter: ricavi raddoppiati con la Champions e l’8% della città a San Siro. «Essere underdog è un vantaggio»

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·17 de febrero de 2026

Il Bodø/Glimt non è più soltanto una favola nordica. È il club sopra il Circolo Polare Artico, 200 chilometri più a nord, che sta sorprendendo l’Europa dopo aver battuto nella fase a campionato di Champions League colossi come Manchester City e Atletico Madrid, conquistando nove punti all’esordio assoluto nella competizione e qualificandosi ai playoff tra le migliori 24 squadre del continente.
Ora sulla strada dei norvegesi c’è l’Inter, con la sfida d’andata in Norvegia e il ritorno tra una settimana a San Siro. Ma per Frode Thomassen, CEO del club e tra i principali artefici dell’ascesa, il percorso non nasce da un exploit isolato. «Per noi e per tutto il calcio norvegese è un risultato fantastico essere arrivati fin qui», spiega a Calcio e Finanza. «È passato molto tempo dall’ultima volta che un club norvegese è riuscito a partecipare alla Champions League».

Frode Thomassen
Il Bodø/Glimt è una realtà piccola, ma con idee chiare. «Siamo un piccolo club. Negli ultimi cinque anni siamo sempre stati nelle competizioni europee, ed è stato un percorso in cui abbiamo fatto un passo alla volta». Prima i quarti di Conference League, poi la semifinale di Europa League nel 2024/25 – prima squadra norvegese a riuscirci – fino alla Champions. «Abbiamo fatto nuovi passi ogni anno. Non è una grande sorpresa per noi essere qui oggi». La crescita è stata strutturale. «Quando vai sui grandi palcoscenici internazionali e affronti club con nomi importanti, inizi a sentirti più sicuro», racconta Thomassen. «Con questa esperienza, sentiamo di poter competere».
Il dato che racconta meglio l’evoluzione è quello economico. «Bisogna ricordare che nel 2017 avevamo un budget totale di 4,2 milioni di euro». Nel 2024 così i ricavi hanno raggiunto quota 60 milioni, con un utile di 5,8 milioni dopo i 4,5 milioni del 2023. «Siamo diventati una sorta di esempio, il simbolo che è possibile competere contro le migliori squadre anche al livello più alto». Conti su cui, quest’anno, ci sarà un corposo impatto dai ricavi della Champions League. D’altronde, i premi UEFA per il raggiungimento dei playoff sono stimati attorno ai 40 milioni e rappresentano una cifra enorme per un club di queste dimensioni.
Ma il CEO invita a non guardare solo al lato delle entrate: «Quei 40 milioni di euro equivalgono al budget totale che avevamo all’inizio del 2025. È una cifra enorme. Non bisogna però dimenticare che competere a questo livello comporta anche costi. Spesso si guarda solo ai ricavi, ma mantenere la squadra e costruire il club richiede investimenti importanti. Non è che stiamo semplicemente correndo in banca a incassare».
Parte di queste risorse serviranno a consolidare la struttura del club. È infatti iniziata la costruzione del nuovo stadio da 10mila posti, che sarà pronto nell’autunno 2027. «Per essere un club stabile a questo livello dobbiamo mettere molti elementi al loro posto», spiega. «Il nuovo stadio è un potenziale sia dal punto di vista sportivo sia in termini di entrate future».
D’altronde, anche in caso di big match come quelli con Juventus, Manchester City e il prossimo con l’Inter, i ricavi dal botteghino non saranno particolarmente corposi: «Abbiamo una media spettatori di circa 7.000 tifosi a partita, anche in campionato. Non alziamo particolarmente i prezzi quando giochiamo in Europa: anche in quei big match, parliamo di circa 200.000 euro di ricavi – aggiunge -. Ma questo è uno stadio vecchio, quindi non vendiamo molto cibo allo stadio e la vendita di alcol in Norvegia non è consentita. Se si parla però dell’esperienza che le persone hanno, è senza prezzo. Portarci a giocare contro quei club, è un’enorme esperienza per tutta la vita per le persone».
Bodø conta appena 55mila abitanti, ma la passione è travolgente. Per la trasferta di Manchester contro lo United in Europa League sono partiti 6.500 tifosi, il 12% della popolazione cittadina. «I nostri tifosi sono davvero pazzi. Spendono molti soldi per viaggiare», racconta Thomassen. «Non mi sorprenderei se riempissimo il settore ospiti anche a San Siro», che vorrebbe dire portare al Meazza 4.361 tifosi: significherebbe avere a Milano l’8% dell’intera popolazione di Bodø.

I tifosi del Bodo/Glimt (Photo by Martin Ole Wold/Getty Images)
Il club, inoltre, sta vivendo un effetto traino anche fuori dal campo grazie alla Champions League. «Mentre continuiamo a ottenere risultati, sempre più persone ci seguono», spiega. «Abbiamo venduto 12mila maglie l’anno scorso: sono tante per una città come la nostra». E ancora: «Vediamo molto più interesse da parte di aziende nazionali e internazionali. Giocare in Champions è positivo per il club anche come business».
Accanto alla crescita economica legata alla Champions, il Bodø/Glimt ha lanciato Edge Case Ventures AS, società interamente controllata che investe e sviluppa tecnologie applicabili al club. «Con Edge Case Ventures portiamo la nostra cultura della performance in un nuovo ambito, dove sport, tecnologia e capitale giocano nella stessa squadra», spiega Thomassen. «Siamo sempre alla ricerca di quell’1% in più ogni giorno che ci possa aiutare».
L’idea è trasformare il club in un laboratorio in condizioni reali sopra il Circolo Polare Artico, lavorando su tecnologia sportiva, media, infrastrutture e nuova arena attraverso l’Edge Lab, affiancato da un network di partner (Edge Circle). Il progetto è sostenuto da una partnership strategica con APEX, investitore internazionale in sport, media e intrattenimento, con l’obiettivo di rendere più solido il modello Bodø/Glimt e sviluppare innovazione che funzioni davvero nella quotidianità competitiva.
Il calcio resta sempre l’aspetto principale. E dal punto di vista sportivo, la sfida con l’Inter è il banco di prova definitivo. «Nelle ultime tre stagioni l’Inter è arrivata due volte in finale. Siamo contro il meglio del meglio». Eppure il Bodø/Glimt non vuole limitarsi al ruolo di comparsa. «Essere considerati un’underdog può essere un vantaggio: nessuno si aspetta nulla da noi. Crediamo di poter essere competitivi, poi vedremo se sarà sufficiente».
C’è anche il tema del calendario: i norvegesi arrivano alla sfida riposati, mentre i nerazzurri sono nel pieno della stagione. «Non possiamo fare nulla riguardo al fatto di essere fuori stagione», osserva Thomassen. «Possiamo però fare qualcosa su come ci alleniamo e su come ci prepariamo. Dobbiamo concentrarci su ciò che possiamo controllare».
Per il CEO del Bodø/Glimt, tutto ruota attorno all’approccio mentale. «Sarà una questione di mentalità. Molte persone ne parlano: non è un vantaggio giocare fuori stagione. Anche a noi piace avere ritmo, andare da 0 a 100 è piuttosto difficile». Allo stesso tempo, però, la pausa può trasformarsi in un’opportunità. «Possiamo lavorare per due settimane e prepararci per ciò che incontreremo. Ma iniziare a pensare se l’altra squadra ha vantaggi o no è un cattivo gioco mentale. Così come sul sintetico: quest’anno in Europa abbiamo fatto meglio in trasferta che in casa».
La forza del Bodø/Glimt, però, va oltre numeri e risultati. È una questione culturale. «Alla fine, è il fattore umano che fa la differenza», prosegue il CEO. «Puoi comprare un giocatore, ma è l’ambiente di lavoro che conta davvero». In questo percorso ha avuto un ruolo chiave Björn Mannsverk, ex pilota di caccia e oggi mental coach del club. «Ovviamente Björn ha avuto un impatto sulla squadra. Molte persone lo chiamerebbero un mental coach, ma in realtà oggi è molto di più», spiega Thomassen. «Ha iniziato a lavorare con alcuni giocatori nel 2017 e oggi lavoriamo su cultura e valori in tutto il club».
La continuità è un altro pilastro: «Björn è qui dal 2017, come molte delle persone che lavorano nel club. In un modo o nell’altro siamo un club famiglia molto forte. C’è molto amore nel club». E, non a caso, Thomassen chiude con quella che sembra la vera chiave del “miracolo artico”: «Prendersi cura delle persone all’interno del club è una parte fondamentale di tutto questo».









































