Il caso Pucino fa rumore. Longo bolla il tutto a “scelta tecnica”, il capitano nicchia: “Meglio non parlare” | OneFootball

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·13 de abril de 2026

Il caso Pucino fa rumore. Longo bolla il tutto a “scelta tecnica”, il capitano nicchia: “Meglio non parlare”

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L’addio di Vicari a gennaio ha avuto l’effetto naturale di trasferire la fascia al braccio di Raffaele Pucino, visto e considerato che il difensore di Caserta è in Puglia ormai da 5 anni e più volte negli anni ha dato prova di essere un punto di riferimento per lo spogliatoio. Ed è per questo che stride la scelta di Longo di lasciare a casa l’ex Salernitana e Vicenza, rinunciando al suo capitano per la delicata trasferta di Monza, bollando il tutto a semplice “scelta tecnica”.

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Il nuovo capitano

La storia recente di Pucino è molto particolare. Dopo un campionato da assoluto protagonista proprio agli ordini di Longo, che lo ha rivitalizzato da braccetto destro della sua difesa a tre, il calciatore è rimasto per breve tempo senza contratto in estate. Alla fine si è scelto di rinnovargli il contratto, soprattutto per l’importanza dentro lo spogliatoio e come gratificazione di quanto fatto in questi anni, al di là del semplice lato tecnico e del fatto che ci fosse una nuova gestione in casa pugliese.

Tuttavia, con l’avvento del nuovo progetto tecnico di Caserta, il calciatore pareva già ai margini, vista la difficile collocazione nel 4-3-3 con cui è partorito il nuovo Bari. Alla fine, però, Pucino come ogni anno si è preso gradualmente una maglia da titolare, sfruttando le prove incolori dei presunti titolari e il passaggio quasi immediato alla difesa a tre, che gli ha dato nuova linfa vitale. In questa stagione il capitano del Bari ha raccolto ben 21 presenze, un numero non indifferente.

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Dentro il “caso” Pucino

Tutto questo evidenzia come sia apparentemente strana la scelta di Longo di non convocarlo per la trasferta di Monza, sebbene nella sua nuova gestione Pucino sia tornato nelle retrovie, scalzato dal trio Cistana-Mantovani-Odenthal. È questo il nocciolo della questione: dal ritorno del tecnico piemontese, che ha dato piena fiducia ai suoi uomini (Mantovani e Odenthal sue richieste) qualcosa pare essersi incrinato. Non può allora non tornare in mente quanto dichiarato da Longo il giorno della sua nuova ufficialità, con l’ammissione di un duro dialogo con lo spogliatoio nel post Cosenza dello scorso anno, che portò la squadra – con Pucino tra gli altri – a chiedere alla proprietà l’esonero, poi respinto.

“Avevo sei difensori ed ho preferito convocare loro” ha detto il tecnico piemontese a fine gara, facendo riferimento a Stabile, Nikolaou e Mane, spegnendo fin da subito ogni equivoco. Il discorso ha senso, ma qualche dubbio francamente resta, alla luce di un passato in cui c’e stata qualche tensione (e non troppo remoto, visto il clamoroso sfogo di Longo dopo Bari-Carrarese, gara in cui Pucino era titolare e insieme a Dickmann e Dorval fu autore di una prova disastrosa).

A corroborare la tesi, poi, il post del pomeriggio del capitano, che nel suo non commentare, ha indirettamente confermato che qualche attrito ci sia: «In queste ore sono uscite tante parole e ricostruzioni su vicende passate. Ci tengo però a dire una cosa con sincerità: in questo momento non è il tempo delle polemiche né delle spiegazioni. […] Per rispetto dei miei compagni, della società, dello staff e soprattutto dei tifosi, preferisco restare in silenzio e concentrarmi solo sul campo. Parlare adesso non aiuterebbe né me né la squadra». Al momento, del resto, la priorità assoluta è l’obiettivo di squadra e non le questioni dei singoli.

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