PianetaBari
·16 de mayo de 2026
Il solito piccolo Bari. Quella personalità mai trovata in tutta la stagione (che servirà al ritorno)

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·16 de mayo de 2026

Esattamente come due anni fa, al Bari servirà un’impresa per restare in Serie B. I biancorossi, fermati da un coriaceo Sudtirol, avranno un solo risultato a disposizione venerdì prossimo: la vittoria. Ed è questo l’unico aspetto positivo a cui appigliarsi: la squadra di Moreno Longo resta ancora aggrappata alla possibilità di salvarsi nei prossimi novanta minuti, sebbene la prestazione dell’andata abbia confermato limiti ormai evidenti e sconfortanti.

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Dopo mesi di silenzio e seggiolini impolverati, il San Nicola è tornato ad essere un autentico spettacolo. Migliaia di persone, spinte dall’importanza del match e dall’abbassamento dei prezzi, si sono riversate attorno all’Astronave per supportare la squadra in vista di un playout che, come detto dallo stesso Di Cesare dopo Catanzaro, non si può fallire. Tuttavia, in una delle partite più pesanti della stagione, il Bari non è riuscito a trasformare il fattore campo in energia e intensità. Ed è questo l’aspetto più preoccupante: se una cornice simile non riesce a trascinare la squadra, allora il problema è soprattutto mentale e caratteriale.
La squadra, spinta quasi per inerzia dal supporto casalingo, ha iniziato con il piede sull’acceleratore creando due palle gol nitide con Maggiore e Rao. Subito dopo però, il Bari si è progressivamente spento con Castori che ha abilmente sistemato i suoi uomini in campo, incartando Longo, incapace per l’ennesima volta di porre rimedio. Il secondo tempo poi, è stato la sintesi di una intera stagione: tanta confusione, poca brillantezza con la palla tra i piedi e coraggio sotto zero.

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A differenza del Bari, la sensazione è che la squadra di Castori si sia calata perfettamente nel doppio impegno, sporcando la gara e sfruttando chili e centimetri in mezzo al campo. E se il Bari ha manifestato le solite difficoltà offensive, con l’unica soluzione che è rappresentata dalle accelerazioni di Rao, il Sudtirol ha dovuto sbattere sui guantoni di Cerofolini, bravo ad evitare un mortifero crollo interno.
Nel 2024 a Terni ci pensarono Di Cesare e Sibilli, con anima, cuore e coraggio. Oggi, uno fa il dirigente e l’altro è squalificato. La domanda è allora chi, degli undici visti in campo ieri, potrebbe prendersi questa squadra sulle spalle ed andarsi a conquistare la salvezza? Lo slogan della partita della vita è stato usato. Chiaro è che ci sarà bisogno di tutt’altro atteggiamento per non cadere, definitivamente, nell’oblio della Serie C. Ma dopo mesi di improvvisazione, il Bari dovrà inevitabilmente interrogarsi su ciò che non ha funzionato.







































